Finalmente nell’area che ci compete

Dopo la pausa estiva, per il TG su La7 sono ripresi i consueti sondaggi elettorali (o, meglio, la “rilevazione delle intenzioni di voto”) che settimanalmente la testata diretta da Mentana affida all’Istituto di ricerca EMG. Il quesito posto al campione analizzato l’altra sera era “Supponga ora di essere in questo momento nella cabina elettorale per nuove elezioni politiche nazionali. A prescindere dall’effettiva composizione delle coalizioni, per quale di questi partiti pensa di poter votare per la Camera dei Deputati?”.

Ora, al di là delle percentuali assegnate nella simulazione di voto al Partito Liberale Italiano, ciò che rappresenta un’importante novità è che il PLI è finalmente collocato nell’area politica che gli è naturale, quella di Centro, dopo essere stato posizionato negli ultimi tempi in una zona “ibrida” tra i partiti “non collocabili”.

Perché è un dato rilevante? Lo è perché il risultato dell’analisi dei dati sviluppata dagli specialisti (ricercatori qualitativi e quantitativi, semiologi, analisti, statistici) testimonia il lavoro fatto anche a livello locale – non ultimi la Sicilia, l’Emilia Romagna o Roma – nell’individuazione di quei soggetti politici affini nei programmi e nella visione della Politica con i quali può essere avviato un percorso comune. Un lavoro intensificatosi specie dopo l’ultimo Congresso Nazionale del PLI nell’impegno assunto con la mozione “Liberali per l’Italia del futuro”.

La strada per riportare il Paese su un cammino di crescita – nella scia di quanto in parte sta facendo l’attuale Esecutivo “tecnico” – non è certo in discesa ma, quando nella prossima primavera la Politica ne riceverà il testimone, solo i Partiti che non hanno avuto commistioni con gli anni di scellerata gestione del Paese o che ne hanno preso in tempo le distanze potranno avere la credibilità per tornare a gestire il Paese con pieno diritto e in una rinnovata tradizione che gli compete.

Il bipolarismo è un’esperienza che ha dimostrato le sue carenze e i suoi limiti ed ora – con le prossime consultazioni elettorali alla porta – vanno ricercate affinità nelle visioni, nei progetti e nei programmi, senza escludere affatto il contributo della stessa società civile con le sue istanze di rappresentatività.

Tratto da Rivoluzione Liberale

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