Giuseppe BOZZI

* Pubblichiamo una nota del Prof. Giuseppe Bozzi, che il PLI sostiene per la sua elezione al Parlamento Europeo per la circoscrizione Centro  (Lazio,Marche, Toscana, Umbria)

Le elezioni per il Parlamento europeo del 25 maggio : una grande occasione per costruire insieme un’Europa diversa, più forte, integrata e solidale.

– Perché  l’euroscettiscismo non paga.

La “fuga “ dall’euro e un ritorno ad un’Italietta autarchica e isolata sarebbe un errore tragico.

Nella competizione globalizzata nessuno si salva da solo.

Come potremmo pagare petrolio, gaz e altre materie prime e sostenere il nostro enorme debito pubblico con la liretta svalutata se non a prezzo di un’inflazione galoppante?

– La svalutazione monetaria favorisce le esportazioni e lo sviluppo dell’economia?

L’esperienza  ci ha  insegnato che dopo un’effimera ripresa si determina un nuovo aumento dei costi e l’indebolimento dell’economia. La scelta nel passato di questa soluzione si è rivelata errata perché  la svalutazione è come una droga che impedisce al malato di capire e combattere la malattia. Il vero problema del nostro sistema produttivo è la carenza di una reale competitività  fondata su costi sostenibili, innovazione e produttività.

– Un voto responsabile e informato.

Gli euroscettici che vogliono cancellare sessanta anni di storia quale alternativa propongono se non un regno dei sogni?

E’ bene chiedersi che cosa sarebbe di noi senza settanta anni di pace; senza la libera circolazione di persone,  beni e capitali; senza una politica agricola e commerciale comune;  senza l’erogazione di fondi strutturali; senza coproduzioni europee; senza politica comune  in tema di ambiente ed ecologia; senza l’abbassamento degli interessi per il pagamento del debito che l’euro ci ha permesso;  senza il coinvolgimento interculturale degli studenti europei.

Quindi più Europa e non meno Europa.

– Perché un’Europa diversa?

L’euro non è una semplice unione valutaria, ma parte di un grande progetto politico. Perciò  alle politiche di sola austerità  vanno contrapposte politiche alternative volte allo sviluppo per uscire dalla crisi; all’Unione monetaria va affiancata l’Unione di bilancio,  bancaria e fiscale;  si devono realizzare una politica estera comune, politiche per l’immigrazione sensibili alle esigenze dei Paesi più esposti quali quelli di frontiera come l’Italia; vanno coordinate le varie politiche nazionali energetico-ambientali al fine di dare all’Europa una voce unica e  un potere contrattuale maggiore.

– Le elezioni del 25 maggio sono quindi decisive per cambiare passo raccogliendo la sfida per un progetto comune di un europeismo innovativo contro l’europeismo di tecnocrati; contro lo scetticismo distruttivo e il populismo  inconcludente; deve aprirsi una nuova storia dell’Europa secondo il programma dei liberali che dia un senso alla cittadinanza dell’Unione ponendo il Parlamento,  quale luogo della rappresentanza democratica,  al centro del sistema decisionale oggi incentrato sui rapporti di forza tra singoli governi.

“Così e francesi e tedeschi e italiani e tutti gli altri s’innalzeranno a europei e i loro pensieri indirizzeranno all’Europa e i loro cuori batteranno per lei come prima per le patrie più piccole, non dimenticate ma meglio amate” Benedetto Croce.

Giuseppe Bozzi (già prof. ordinario di Diritto civile nella Facoltà  di giurisprudenza della Luiss – Guido Carli; ha fatto parte del collegio di difesa che ha sostenuto davanti la Corte Costituzionale l’incostituzionalità  della legge elettorale Calderoli)