10001462_10203180702221231_1638664529_n

Il Consiglio Nazionale del PLI, nella seduta dell’8 marzo 2014, che ha registrato quasi il plenum degli aventi diritto, ha approvato all’unanimità la relazione del Segretario Nazionale, Stefano de Luca.

Inoltre ha accolto con calore i saluti della Segretaria di ALI Silvia Enrico e del Presidente di Liberali Italiani Raffaello Morelli.

Nel documento finale ha, altresì, fortemente criticato la riforma elettorale all’esame della Camera e le ipotizzate proposte di modifica costituzionale, specialmente per quanto concerne la ipotizzata abolizione del Senato.

Inoltre ha ribadito l’appoggio al Presidente Verhofstradt per la presidenza della Commissione europea, chiedendo a quest’ultimo un incontro urgente, insieme a tutte le altre forze del mondo liberaldemocratico italiano, per:

a) rafforzare il profilo liberale della lista ALDE;

b)evitare il rischio di divisioni, riassorbendo alcune paventate defezioni;

c) esprimere la contrarietà ad eventuali estensioni dell’Alleanza ad altri soggetti o candidature di personalità di derivazione popolare od ex democristiana.

Il Consiglio Nazionale ha inoltre approvato le modifiche statutarie, proposte dalla Direzione.

Richiesta dei liberali di incontro a Verhofstadt

MOZIONE INTEGRALE APPROVATA DAL CONSIGLIO NAZIONALE

Il Consiglio Nazionale del Partito Liberale Italiano, riunito a Roma l’8 marzo 2014, dopo aver ascoltato la relazione del Segretario Nazionale Stefano de Luca,  e la relativa replica, che ha fatto proprie alcune indicazioni e proposte emerse dal dibattito, le approva.

Esprime la propria preoccupazione per un progetto di riforma elettorale, attualmente in discussione alla Camera, di stampo orientale o sudamericano e di dubbia costituzionalità, che tende a consolidare il ruolo dei due maggiori partiti. Entrambi sono corresponsabili della crisi istituzionale, che si muovono in sintonia consociativa e con l’intento di espellere per legge le forze minori, che sono il sale della democrazia partecipativa. L’effetto sarà quello di favorire il partito antisistema autoritario di Grillo o spingere il Paese sull’orlo di altre avventure autoritarie. Il PLI, inoltre, è radicalmente contrario alla proposta di abolizione del Senato, che invece garantisce una più attenta riflessione sulla produzione legislativa, già oggi sovrabbondante e sovente persino in conflitto con la lingua italiana. Altra cosa sarebbe la diversificazione di poteri e funzioni delle Camere, cui un partito moderno e riformatore, come il PLI, è sempre sensibile. Il Partito, richiamando la meritoria battaglia di Malagodi, ritiene più urgente la riforma del Titolo V° della Costituzione per procedere all’abolizione delle Regioni, in vista di uno snellimento dell’apparato pubblico, con la istituzione di un Ente intermedio leggero di raccordo tra Stato e Comuni, riducendo anche il numero delle Prefetture, che dovrà essere identico al quello delle nuove sedi del decentramento territoriale, come previsto dall’Art. 5 della Carta Fondamentale.

In ordine alla partecipazione del PLI alle imminenti elezioni per il rinnovo del Parlamento europeo, ha deciso di sostenere la candidatura di Guy Verhofstadt a Presidente della Commissione. Sottolinea altresì l’esigenza di rafforzare il profilo liberale della lista, che l’ALDE sta cercando di costruire, con lo scopo di presentare agli italiani  una forza, antagonista all’antieuropeismo nichilista e, invece, favorevole ad una Europa federale, sulla scia del pensiero di Altiero Spinelli e dello spirito dei trattati di Roma, voluti fortemente da Gaetano Martino. Allo stesso tempo la lista dei liberali deve porsi in forte competizione con il doppio conservatorismo consociativo di PPE e PSE,  corresponsabili di una politica europea miope, dominata dalla burocrazia e caratterizzata da una errata linea di eccessivo rigore di bilancio, in un contesto di crisi economica internazionale, in cui l’UE avrebbe dovuto, e non può ulteriormente tardare, a porsi come catalizzatore di sviluppo.

Da mandato alla Segreteria nazionale di condurre una trattativa più stringente perché la lista ALDE, (pur di fronte alla necessità di evitare l’onerosissima raccolta delle firme ed il superamento della soglia di sbarramento) non finisca col diventare rifugio residuale per gruppi o personaggi in cerca di una collocazione elettorale, affievolendo il connotato identitario liberale. Affida pertanto al Segretario la più ampia delega a formulare proposte, dare suggerimenti di opportunità e pretendere garanzie, in ordine alle forze da coinvolgere o meno nell’iniziativa e richiedere, anche attraverso le candidature e la connessa visibilità, posizioni di rilievo per i rappresentanti del PLI in lista.

Plaude allo sforzo compiuto negli ultimi mesi, anche se talvolta con esiti non del tutto favorevoli, di allargare l’area liberale, attraverso un costante e costruttivo dialogo con le associazioni, i gruppi o le personalità liberali, che si sono rese disponibili. Impegna il segretario a proseguire con determinazione in tale direzione, al fine di pervenire, dopo l’appuntamento elettorale europeo ed amministrativo,  ad un Congresso Nazionale, finalizzato all’obiettivo, oggi raggiungibile, di candidare  il Partito ad un ruolo di  soggetto organizzato dei liberali italiani più consistente e visibile. La pur confusa situazione politica, infatti, offre a chi ne abbia, come il PLI, la necessaria credibilità culturale e valoriale, di coglier appieno, dopo l’orgia dell’antipolitica e dei partiti personali e padronali, la concreta opportunità di offrire una nuova speranza ai molti delusi, appartenenti alle classi più giovani e operose.

Prende atto con soddisfazione delle recenti e significative adesioni al Partito e impegna tutti i quadri territoriali per la presentazione del maggior numero possibile di liste liberali o di area alle prossime elezioni amministrative.

Da mandato alla Direzione di costituire una commissione per il controllo delle candidature e delle qualità morali e professionali dei rappresentanti liberali negli incarichi pubblici.

Approva le proposte di modifica dello Statuto, predisposte dalla Direzione Nazionale e da mandato al Segretario Nazionale, di adempiere alle successive formalità per renderle pubbliche.