Stefano de Luca del Partito Liberale e Raffaello Morelli dei Liberali Italiani ringraziano i senatori Luigi Compagna e Luigi Manconi per esseri avvalsi della elaborazione dei liberali per affrontare una importante esigenza dell’Italia presentando al Senato un disegno di legge di modifica delle condizioni  della custodia cautelare e per la liberazione dei detenuti non condannati.

Dinanzi alla condanna da parte della Corte di Strasburgo delle inumane condizioni derivanti dal sovraffollamento carcerario e tenendo anche conto di una recente sentenza della Corte Costituzionale che invitava il legislatore ad impedire il protrarsi di  un trattamento detentivo contrario al senso di umanità, il disegno di legge ha ritenuto l’intervento sulle caratteristiche della custodia cautelare in carcere una condizione necessaria per rendere la legislazione italiana più attenta alla questioni di libertà del cittadino, eppure non  sufficiente per influire subito sulle cause del sovraffollamento carcerario (al più verrebbero rilasciati circa 4.500 detenuti). D’altra parte il ricorso all’amnistia e all’indulto appare oggi inadeguato a risolvere alla radice il problema, oltre ad intaccare, sotto profili diversi, l’importante principio della certezza del diritto, in ordine al rispetto della pena irrogata.

“Il disegno di legge dei senatori  Compagna e Manconi – affermano de Luca e Morelli – è un provvedimento  che, da un lato, innova profondamente i criteri di privazione della libertà, sia nella fase  precedente il giudizio sia in quelle successive del processo, e dall’altro abbatte con una normale procedura legislativa il numero dei detenuti, liberando quelli non condannati (cosa ben diversa dal ridurre la pena per reati già sanzionati dal processo, come avverrebbe con l’amnistia e soprattutto con l’indulto).

Un provvedimento di questo tipo – concludono Stefano de Luca e Raffaello Morelli – mediante criteri coerenti e realistici, schiera la Repubblica davvero dalla parte dei cittadini e rafforza lo Stato di Diritto, oltre ad evitare all’Italia una pesante sanzione, oltretutto ricorrente,  altrimenti inevitabile da parte dell’Europa”.