“La dichiarazione di decadenza di Berlusconi da senatore non rappresenta, come molti hanno affermato, la conclusione della ventennale vicenda della Seconda Repubblica, ma un ulteriore, forse non l’ultimo, squallido episodio”. Questo è quanto afferma Stefano de Luca, Segretario Nazionale del Partito Liberale Italiano subito dopo il voto di ieri.

“In nessun Paese avanzato del Mondo – prosegue de Luca – si espelle dal Parlamento un uomo che per tre volte, durante un lungo periodo, è stato Presidente del Consiglio ed è ancora il capo indiscusso di uno dei maggiori partiti. In nessun Paese del mondo moderno sarebbe stato più volte confermata la fiducia popolare ad un leader con comportamenti in materia fiscale, politica e privata a dir poco così disinvolti. In nessun Paese civile esiste una magistratura militante capace di assumere atteggiamenti obiettivamente persecutori come in Italia. In nessuna democrazia occidentale il principale partito del Paese si sarebbe comportato come un plotone di esecuzione.

Oggi, il Governo Letta, che sopravvive grazie all’appoggio determinante dei transfughi di Alfano – precisa il Segretario del PLI – appare come un condannato a morte che si aggira nel cortile in attesa dell’esecuzione di una sentenza già scritta, di cui Renzi, dopo l’otto dicembre deciderà modi e tempi.

Se, come sembra evidente, nei prossimi giorni la Corte Costituzionale deciderà di amputare l’esorbitante premio di maggioranza previsto dalla legge elettorale “porcellum” – conclude de Luca – saremo chiamati nuovamente alla urne in un clima di maggiore incertezza”.