“Il rumore della piazza, cupo, minaccioso, scuote pericolosamente la sinistra italiana  come un movimento tellurico -afferma Stefano de Luca, Segretario azionale del Partito Liberale Italiano, commentando la manifestazione della FIOM di Sabato.

Landini ha convocato tutta la compagnia di giro: Vendola, Ingroia, Rodotà, Don Ciotti, l’immancabile Gino Strada, tutti i professionisti della protesta, dai metalmeccanici ai centri sociali, dal Manifesto a al Fatto quotidiano. Piazza San Giovanni, è piena come nelle grandi occasioni: la sinistra radicale, i grillini, e poi, No TAV, incazzati, disoccupati, qualche prete dell’estremismo catto-comunista, tutti insomma, o quasi. Mancano infatti – puntualizza de Luca – la Camusso ed il PD ufficiale. Epifani, intervistato, sembra una statua di sale e, dimenticando il suo passato da sindacalista, dichiara che non conta manifestare, ma fare le cose.

La verità è che a Piazza San Giovanni si è avviato il processo di scomposizione della sinistra – asserisce il Segretario del PLI – dal quale il PD uscirà lacerato e, forse, distrutto, anche perché, per converso, la componente cristiano-democratica è già pronta a prendere un’altra strada, unendosi con i cattolici montiani e  del PDL, sotto la guida della coppia Letta – Alfano.

Le ripercussioni di quanto è avvenuto ieri si sentiranno all’interno del Governo – assicura de Luca – che sarà costretto a marcare ancora di più le distanze dal PDL e da un Berlusconi, sempre più stretto nell’angolo dalla magistratura militante.

Si vanno delineando i nuovi schieramenti politici – conclude il Segretario del PLI – dopo un ventennio di partiti liquidi con scarso collante sociale e motivazionale, cominciando dalla nuova sinistra antagonista.”