“La giornata di esordio del nuovo Governo di Enrico Letta è stata funestata dal grave attentato di Piazza Colonna. Ancora una volta – evidenzia Stefano de Luca, Segretario Nazionale del Partito Liberale Italiano – i Carabinieri pagano un altissimo prezzo per la propria fedeltà alle Istituzioni, lo spirito di sacrificio, il coraggio. Il PLI esprime ai militari feriti, alle loro famiglie ed all’Arma doverosa solidarietà ed un convinto ringraziamento per la silenziosa, ma sempre efficace, opera di presidio della Democrazia repubblicana.

Il nuovo Governo sarà nel pieno dei propri poteri dopo la fiducia delle Camere, che appare scontata- precisa de Luca – ma non si possono ancora valutare le eventuali defezioni all’interno del Gruppo parlamentare del PD. Il disimpegno di tale partito, che non ha schierato alcuna figura di primo piano della corrente bersaniana, preoccupa. Ne consegue che la compagine ministeriale, a parte la presenza di Emma Bonino, appare come un monocolore democristiano, con tutte le caratteristiche dei Governi balneari della Prima Repubblica e anche oltre.

Ad avviso dei Liberali – conclude il Segretario del PLI –  l’Esecutivo, privo di un orizzonte temporale certo, deve assumere urgenti provvedimenti nel campo economico e fiscale per stimolare la fiducia, e, con essa, la ripresa e l’occupazione. Inoltre deve subito abrogare l’attuale legge elettorale, ripristinando la precedente. Questo rappresenta il punto di accordo minimo possibile tra le forze politiche. Se tale riforma fosse rinviata, in attesa dell’eventuale approvazione di modifiche costituzionali, si rischierebbe, alla prevedibile, prossima crisi, di rivotare con il porcellum. Questo gli italiani no potrebbero accettarlo.”

1 commento

  1. Bisognerebbe che il nuovo Governo fosse in grado di proporre, invece che di adottare provvedimenti isolati, un modello preciso di società. Per parte mia, desidero un modello di società liberale, basato sull’autonomia degli individui e, quindi, sull’economia di nercato. Il primo problema da risolvere è quello di decidere chi deve finanziare le imprese. L’unica soluzione che mi pare accettabile sta nel ricorso al risparmio privato, il che presuppone il superamento del bancocentrismo, ma anche quello dell’accrescimento delle dimensione dele imprese italiane. Quindi, di un’efficace tutela dei soci nonoperativi e dell’emersione delle imprese che operano al di fuori della legalità. Consiglio, come fonte di documentazione, gli interventi dei deputati liberali nelle scorse legislature, reperibili sul sito legislature,camera.it. in particolare quelli di Giuseppe Alpino (un bancario prestato alla politica) e Mariano Trombetta nella legislatura aperta nel 1963.
    Giuseppe Mar\chisio

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