Una confusa campagna elettorale caratterizzata del rincorrersi delle più variegate promesse, un recente trascorso fatti di misure recessive, un passato minato da scandali, malaffare e promesse mancate, un pifferaio magico che semplifica la politica in accattivanti slogan ed il Gioco è Fatto: l’assoluta ingovernabilità.

Un italiano su quattro ha manifestato la sindrome da “Muoia Sansone con tutti i Filistei” e, pur capendone le intime motivazioni, ha dimenticato che non si può lasciare l’Europa o rifilare a coloro che finanziano il debito pubblico carta straccia: Grillo vuole, e forse ce la sta facendo, abbattere i pilastri del tempio di Dagon ma rischia, come successe a Sansone, di rimanere schiacciato dalla sua stessa azione.

Non nascondo che ho provato un intimo piacere nell’osservare che alcuni Sancta Sanctorum hanno lasciato gli scranni di Roma e altri hanno rischiato che succedesse presi a schiaffoni da un Italia stanca, strozzata e messa in ginocchio da anni di mala politica, di tagli paventati e mai fatti, offesa del disinteresse della politica alle situazioni reali del Paese.

La televisione nel 94 vinse oggi ha maldestramente perso, l’Italia ha gradito chi abitualmente è sceso in piazza – e non solo nell’immediatezza del periodo elettorale – chi ha saputo toccare i punti dolenti, chi, meglio di altri, è riuscita a farla sognare o ne ha semplicemente raccolto i lamenti.

Un Italia cresciuta negli stenti e nelle difficoltà più in fretta dei suoi amministratori che nel frattempo andavano ad un passo decisamente più lento, un Italia la cui disperazione ha preso il sopravvento su tutti gli altri sentimenti.

Un Italia che ha bisogno di essere aiutata, subito, senza indugi, senza tentennamenti. Chi ha quasi vinto e chi ha quasi perso si renda finalmente conto che anche coloro che hanno votato per i partiti tradizionali sono stremati ed hanno concesso un ultima “fiche” da spendersi nel migliore dei modi.

Basta guardare la vicina Germania e rendersi conto che un governo di tutti é possibile: la teutonica Angela nata nel momento di maggior difficoltà politica del paese, alla soglia dell’ingovernabilità, ha brillantemente condotto le sorti di quel paese sostenuta da una maggioranza trasversale.

Un paese con rapporto debito/PIL vicino al 130% e con una situazione economica i cui indicatori tendono costantemente a peggiorare, non può permettersi il lusso della tergi versione, della riflessione, delle tentate intese; non si pensi a governicchi sostenuti da risicate maggioranze e da deboli alleanze, non si pensi ad elezioni anticipate, si affronti il problema nell’unico modo possibile.

Se la giochino questa “fiche” i Signori della politica, Grillini compresi.

Lucio Mazzia

Segretario Regione Toscana dei Liberali per l’Italia PLI