Stefano de Luca, Segretario Nazionale del Partito Liberale Italiano accoglie con queste parole l’ introduzione del Redditest :

“L’ultima diavoleria inventata dall’ Agenzia delle Entrate si chiama Redditest. Non soltanto il Fisco, attraverso gli studi di settore ed il redditometro,  pretende di stabilire induttivamente la nostra capacità contributiva, ma anche di sapere se quanto ciascuno di noi spende è coerente con il reddito dichiarato. Questo significa – precisa de Luca –  che non saremo più liberi di accettare un regalo, perché qualcuno ci potrà chiedere come e a che titolo lo abbiamo ricevuto. Dovremo dimostrare se abbiamo o meno comprato un paio di scarpe, una camicia  o qualcos’altro e se potevamo permettercelo, oppure perché abbiamo deciso di spendere il nostro denaro per andare in pizzeria o per sopperire a qualsiasi altra esigenza.

Dove è finito il libero arbitrio per ogni atto della nostra vita e la riservatezza in ordine al privato di ciascuno?  – si chiede il Segretario del PLI – Non si possono più tollerare interferenze così penetranti di uno Stato poliziotto che, in nome della doverosa lotta all’evasione, finisce col limitare gravemente la nostra libertà .

E’ necessaria una mobilitazione per cancellare quest’altro strumento di pura vessazione del cittadino comune – afferma Stefano de Luca – inutile per il contrasto alla grande evasione”.

3 Commenti

  1. BUONASERA A TUTTI. MI CHIAMO WALTER MARTINELLI E SONO UN PICCOLO IMPRENDITORE NEL SETTORE DELLA SOMMINISTRAZIONE BEVANDE E RISTORAZIONE. OGGI IO, LA MIA CATEGORIA, TUTTA LA CATEGORIA DEI COMMERCIANTI E DEGL’ARTIGIANI SIAMO MESSI ALLA GOGNA. E’ BELLO CHE IL GOVERNO SI GONFI IL PETTO E DICHIARI GUERRA E ODIO ALL’EVASIONE ANZICHE’ USARE MAGARI LA PAROLA CONTRASTO ALL’EVASIONE. IL BARISTA O IL COMMERCIANTE CHE NON RILASCIA LO SCONTRINO…QUESTO SI INCULCA NELLA MENTE DELL’ITALIANO MEDIO, LE 15-18 ORE DI LAVORO GIORNALIERO CON UN REGIME DI TASSAZIONE PARI QUASI AL 60% NON PICCOLI DETTAGLI CHE IL GOVERNO, L’AGENZIA DELLE ENTRATE E ANCHE I SINDACATI NON DICONO NE’ DENUNCIANO. L’ITALIANO DEVE SAPERE CHE IL GUAIO DELL’ITALIA E’ IL PICCOLO IMPRENDITORE CHE NON BATTE LO SCONTRINO NON PERCHE’ ADORA FARE IL FURBO MA PERCHE’ NON HA SCELTA SE NON VUOLE CHIUDERE I BATTENTI!!! LA STRAGRANDE MAGGIORANZA DELLE ATTIVITA’ COMMERCIALI SE NON FA UNA MINIMA PARTE DI EVASIONE E’ COSTRETTA A CHIUDERE PERCHE’ IL COSTO DEL LAVORO E LA TASSAZIONE E’ TROPPO ALTA. STIAMO MORENDO DI TASSE E NESSUN PARTITO DA VOCE A QUESTA BRUTTA VERITA’ . SI PREFERISCE TACERE PER NON ESSERE MESSI A TACERE SU TUTTO.

  2. Carissimo Stefano e , soprattutto Gentile Signor Evangelisti,
    Più che mettere in campo strumenti utili per la lotta all’evasione, nella prossima legislatura, in una agenda programmatica che possa avere un serio e concreto apporto Liberale , dovrebbe esserci compresa un’altrettanto seria Riforma Fiscale.
    Fin quando non si riscriverà tutta la Legge tributaria e fiscale in Italia, aggiungere strumenti e strumentini più o meno vessatori , servono solo ad inasprire il rapporto con il cittadino ed a stimolarlo, anzi, ad evadere e nascondersi ancora di più ! Così come e’ un palese conflitto d’interesse che rasenta lo scandalo, il fatto che Befera sia allo stesso tempo Direttore dell’Agenzia delle Entrate e Direttore di Equitalia , in altre parole quello che emette i ruoli e’ lo stesso che li deve andare a riscuotere!
    Quindi , dato che le giuste ed eque riforme fiscali in questo Paese sono a perfetta conoscenza dei Liberali, se non da sempre da molto tempo sicuro, sarebbe ora di non trascurare più la urgenza di una vera Riforma in questo senso.

  3. Caro Segretario,

    personalmente ritengo che si tratti di un falso problema: da quanto ho capito il ReddiTest è soltanto uno strumento – non obbligatorio – che serve al singolo cittadino per fare una propria autovalutazione di “coerenza” tra quanto dichiarato e le spese sostenute. Inoltre sul sito dell’Agenzia delle Entrate si legge: “le informazioni restano sul proprio computer, senza lasciare alcuna traccia sul web”. Non lo definirei quindi uno “strumento vessatorio”.

    Al di là del ReddiTest, comunque, mi interessa qui condividere con lei un ragionamento più generale sulla “lotta all’evasione”.

    Sinceramente penso che una qualsiasi futura seria analisi che voglia incrociare i dati della dichiarazione dei redditi con quelli sulle spese sostenute, si dovrà basare su delle soglie che non faranno tanto emergere le “piccole spese” (scarpe, camice, pizza, ecc.), quanto piuttosto, a fronte di un reddito basso, quelle spese che appunto potremmo definire “incongruenti”: Suv, Yachts, seconde/terze case, ecc.

    Immagino, inoltre, che queste soglie non dovranno intercettare i regali di natale, quanto piuttosto il “regalo” del tal imprenditore, al tal politico, fatto magari per evitare di doversi confrontare sul mercato libero con altri imprenditori e prendere così la via più facile per ottenere un certo appalto.

    La lotta all’evasione non può essere fatta soltanto a parole, ma occorrono anche degli strumenti e, per definizione, non sapendo in partenza chi è l’evasore, qualsiasi strumento non potrà che analizzare una base dati più ampia e, giocoforza, in questa base rientreranno anche coloro che non evadono.

    Prima di mobilitarsi quindi per “cancellare” un qualsiasi strumento, sarei dell’opinione di aspettare per vederlo all’opera così da testarne l’efficacia ed evidenziarne i problemi, per poi mettere in campo delle eventuali correzioni, o decidere addirittura di eliminarlo.

    Probabilmente per la “grande evasione” è più facile sfuggire agli strumenti di controllo, ma occorre riconoscere che in Italia esiste anche il grande problema della piccola evasione, diffusa però su larga/larghissima scala.

    Un caro saluto

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