” Come aveva ragione Malagodi, quando si oppose alla istituzione delle Regioni a Statuto Ordinario, fino ad organizzare l’ostruzionismo parlamentare! “ E’ quanto afferma Stefano de Luca, Segretario Nazionale del Partito Liberale italiano.

“Gli scandali, che le stanno travolgendo, rappresentano nient’altro che la parte emersa di un Iceberg – prosegue de Luca  – costituito da storie di corruzione e sprechi, che ne dimostrano la natura di Enti inutili, ove la regola è quella della spesa allegra e della distruzione delle risorse. E’ venuto il momento che i liberali alzino il tono della propria voce, non soltanto per pretendere l’abolizione delle Provincie, che, dopo tanto averne parlato, non si è ancora vista, ma, forse con maggiore urgenza, per invocare la completa revisione dell’Istituto regionale.  Bisogna ridurne il numero, eliminando superflui Organismi ed apparati burocratici e ridimensionare i relativi poteri legislativi e di spesa, affidando al Ministero per le Regioni, oltre che alla Corte dei Conti, un controllo stringente sul loro operato, fino alla nomina di Commissari per singoli atti o per la complessiva gestione, nei casi più gravi.

Il risultato – conclude il Segretario del PLI – sarà sicuramente una consistente riduzione di spesa ed una migliore efficienza.”

5 Commenti

  1. Tornare alla triade di enti territoriali, necessaria e sufficiente , di Comune, Provincia, Stato.
    V anche miei articoli su Conexion , a mia firma, “L’antifederalista”, “La nottata è passata”; su Nuovasocietà “doppio allarme rosso” (che indicava, nel marzo 2011 che la crisi era all’inizio e non alla fine!!! Ottimismo che purtoppo già molti andavano spargendo, con madornale errore di valutazione, dopo l’illusoria ripresina del 2010, a sua volta seguita alle note vicende del fallimento Lehman Brothers, ecc, ecc.).
    Solo una vera liberaldemocrazia, accompagnata da: -riaffermazione fattiva di valori etici -ripristino del significato educativo, selettivo e formativo della scuola -cancellazione delle norme sulle locazioni immobiliari per avvio di politica finalmente di libertà contrattuale- riforma innovativa del sistema elettorale – ripristino del senso di legalità -valorizzazione dello Stato come supremo regolatore della garantita libertà individuale, d’impresa, di espressione, di stile di vita e diritti civili, ma sempre commisurate agli interessi generali e al perseguimento del bene comune.
    Bisogna altresì riprendere con vigore il migliore spirito risorgimentale , unitario e solidale, valorizzando le differenze culturali, storiche , di tradizione economica e produttiva, ma in modo aggregativo e sinergico. La tutela ambientale, la valorizzazione del turismo diffuso, la salvaguardia di quanto ancora esiste di competenza e capacità in campo industriale, agricolo e terziario. Ridare slancio a una strategia di commercio marittimo col migliore utilizzo della posizione centrale nel Mediterraneo, ECC.

  2. In riferimento al comunicato del PLI del Friuli Venezia Giulia, summenzionato, si precisa che la lista l’AR, con Franco Bandelli candidato presidente, alla quale il PLI del Friuli Venezia Giulia, da incondizionato appoggio, costituisce politicamente il terzo polo in regione, e quindi risulta alternativo alle altre coalizioni.
    Saluti.
    Luigi Gani.

  3. In data 16 ottobre 2012, in Sistiana, TS, una delegazione del PLI del Friuli Venezia Giulia Composta da Luigi Gani e Renzo Riva, ha avuto un’incontro politico regionale con i massimi esponenti di l’AR, ” l’Altra Regione” nuovo partito politico regionale del Friuli Venezia Giulia, partito esclusivamente regionale, finalizzato ad uno stretto rapporto di collaborazione in vista delle eminenti elezioni regionali di primavera 2013.
    Con detti massimi dirigenti di questa nuova forza politica, Alessia Rosolen, Segretario regionale di l’AR, nonchè ex assessore al lavoro della regione Friuli Venezia Giulia,ed attuale consigliere regionale dell’ l’AR, e Franco Bandelli, presidente regionale della stessa forza politica, nonchè ” candidato governatore,” si è stabilito un pieno appoggio politico ed una strettissima collaborazione.
    Tale forza politica, ha come obbiettivi fondamentali e programmatici:
    1) Listituzione di Trieste, citta metropolitana;
    2) Il taglio dei costi della politica regionale;
    3) l’ottimizzazione dei costi e dei servizi,
    4) la cancellazione della provincia di Gorizia;
    5) l’istituzione dell’area vasta di Trieste, che comprenda, oltre alla stessa Trieste tutti i comuni dell’attuale provincia di Trieste, più la città di Monfalcone;
    La valorizzazione del porto franco, ma all’interno del porto vecchio, in modo d’avere un luogo in cui sia facilitato il commercio liberale;
    7) difesa reale della specialità della Regione
    8) misure economiche concrete per la defiscalizzazione delle imprese.
    Su questi punti le due delegazioni concordano pienamente facendoli entrare a pieno titolo nel programma elettorale dell’ l’AR.
    Pertanto il PLI del Friuli Venezia Giulia, esprime pieno ed incondizionato appoggio politico ed elettorale a Franco Bandelli, candidato Presidente ed alla sua lista.

    Cordiali saluti:

    PLI Friuli Venezia Giulia:

    in fede,
    Renzo Riva:
    Luigi Gani.

  4. Cari liberali,

    oltre a concordare su quanto detto nel post (i soldi risparmiati per mantenere carrozzoni statali inutili e salariati ancor meno utili, potrebbero essere allocati su progetti di start-up in ambito imprenditoriale), penso che l’unica e vera alternativa riformista e modernizzatrice sia quella liberale per l’Italia.

    Il problema è come rendere “appetibile” l’offerta per elettori under 35/40, un target particolarmente e potenzialmente sensibile al vostro pensiero, perchè tradito dalla vecchia politica. Grillo non può essere l’alternativa alla politica, che dovrebbe tornare ad essere una vocazione, una professione per la Società più che per lo Stato, “ladro” permettetemi di aggiungere come dice Oscar Giannino, e come si è visto in queste settimane.

  5. Caro Stefano,
    avevo gia’ commentato un altro tuo articolo sollecitando un’azione del Pli per una riforma delle regioni.
    Io vivo in Umbria i cui abitanti (800.000) sommati a quelli del Molise, della Basilicata e della Val d’Aosta,non raggiungono la popolazione di Roma città..E’ ora di accorpare le regioni farne un massimo di 5/6 per tutta l’Italia, rivedere i compensi ai consiglieri e assessori,abolire il finanziamento ai partiti sostituendolo con elargizioni volontarie dei cittadini ecc.
    Sono convinto che una proposta del genere,ben formulata,raccoglirebbe milioni di firme degli italiani,dandoci un immagine diversa da tutti gli altri partiti:sarebbe il vero rilancio dei liberali.Ci potremmo poi presentare alle elezioni sicuri di raccogliere un numero considerevole di consensi.
    Rimango pero’ dell’idea che ci dovremmo presentare con un nome diverso dal PLI (unuone dei liberali?) per non sentire commenti sarcastici del tipo “ancora questi!” ecc,

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