[di Michele Dori]

È l’aggregazione il fulcro del discorso del Segretario Nazionale del Partito Liberale Italiano Stefano de Luca a conclusione del Consiglio Nazionale che si è tenuto da venerdì a ieri mattina a Cesenatico.

«So che ci sono molti tentativi in atto in questo senso. Altri partiti stanno cercando di aggregare i liberali. Ma gli unici che possono farlo siamo noi. E quindi facciamolo» ha detto de Luca, intervenendo in questa giornata conclusiva. Una giornata dedicata principalmente alle comunicazioni riferite ad aspetti “interni”, non ultima la campagna iscrizioni: «Tanti associati in più non sono solo tante iscrizioni in più» ha detto il Segretario de Luca«ma sono soprattutto tante persone in più a cui può arrivare il messaggio liberale, tante persone in più da coinvolgere».

A tal proposito, de Luca ha anche invitato a seguire ancor di più il giornale on line del Partito “Rivoluzione Liberale” e lo stesso sito del PLI con maggiore coinvolgimento. «Non basta leggere gli articoli. Mi piacerebbe che aumentassero i commenti. Che si avviassero, quindi, discussioni costruttive sul rilancio del nostro Partito».

Un rilancio, quello del Partito Liberale Italiano, che deve essere quanto mai immediato, data la vicinanza delle elezioni politiche del 2013. «Ci aspetta un autunno difficilissimo» ha spiegato de Luca «soprattutto con questo decadimento della classe politica e il dilagare dell’antipolitica. Ma noi siamo un partito forte, anche se un partito di piccoli numeri. E, soprattutto, siamo un Partito che fa ancora i Congressi, cosa che molti grandi partiti si “dimenticano” di fare». Ma oltre ai problemi della politica in generale, de Luca si è soffermato anche sulla presenza del PLI sul territorio. «Siamo un po’ carenti in alcune zone e dobbiamo assolutamente recuperare posizioni in altre». Non certo l’Emilia Romagna che ha ospitato questo Consiglio Nazionale e in proposito il Segretario del PLI di Cesenatico Axel Famiglini è intervenuto affermando che «questa è una terra difficile per chi vuole fare politica liberale. Ma noi andiamo avanti». Famiglini è intervenuto anche sul problema del decadimento etico e morale della classe politica italiana: «E’ un fenomeno che mi spaventa. E penso che sia necessario ritrovare una politica improntata ai valori. Molti sono spaventati all’idea di un secondo governo Monti. Io no. E vorrei lanciare una “provocazione”: penso che non sarebbe male dare a Monti la responsabilità di un secondo mandato per permettere alla classe politica di affrontare un periodo di riflessione e ricostituzione».

Riguardo al rinsaldamento del Partito Liberale, invece, Stefano de Luca ha spostato il suo discorso verso le alleanze. Che non devono andare esclusivamente verso i Partiti ma, possibilmente, verso le associazioni e i movimenti di pensiero che possono avere una qualche affinità col Partito Liberale Italiano.

Il Presidente Nazionale Enzo Palumbo ha quindi voluto esprimere un messaggio chiaro: «Le difficoltà sono tante, ma le affronteremo. Noi non possiamo sparire perché il panorama politico italiano ha ancora bisogno di noi. I liberali ci sono oggi e c’erano ieri. Tranquilli: ci saranno anche domani».

Nel chiudere questa tre giorni di lavori, la Presidente del Consiglio Nazionale del PLI Renata Jannuzzi ha espresso la sua soddisfazione, anche a titolo personale, nel riconoscere nei suoi Consiglieri uno spirito profondamente orientato ad una coesione interna ed insieme ad una apertura verso l’esterno del Partito al di là dei simboli e a beneficio di un terreno di condivisione di idee e proposte comuni.

Tratto da Rivoluzione Liberale