Il Segretario del Partito Liberale Italiano, Stefano de Luca, ha preso una decisa posizione sul caso FIAT.

“Difendo Marchionne – ha esordito il Segretario del PLI- Sono  disgustato dalle dichiarazioni di quello che in Sicilia sarebbe stato definito uno “scarparo rinisciuto”, col sostegno di qualche politicante di terza schiera che gli fa da calzascarpe. Il Sig. Della Valle – prosegue l’on. de Luca, se vuole correttamente proseguire la sua scalata a Rcs-Corriere della Sera, non può ripercorrere lo stesso copione dei palazzinari d’assalto che lo hanno preceduto.

L’Italia, ha sempre sbagliato la politica nei confronti della FIAT, alternando fasi di servilismo assoluto ( che, in cambio di aiuti,  hanno prodotto la costruzione di inutili stabilimenti in Sicilia e in Irpinia, poi puntualmente chiusi ) a fasi di feroce contrapposizione per assecondare il ricatto di sindacalisti, politicanti o affaristi di turno.

Le odierne emergenze del mercato globale, con l’aggravante della crisi economica, impongono un cambiamento radicale di tale modo di operare. Nell’incontro fissato per sabato ci auguriamo che il Presidente del Consiglio manifesti il giusto orgoglio nei confronti dell’unica multinazionale italiana, che dimostri di comprendere le ragioni imposte dal mercato che costringono la FIAT a scelte anche dolorose, come sta avvenendo per molte altre aziende italiane, e da parte dell’Esecutivo assicuri i provvedimenti in favore della crescita, attesi da tutto il mondo delle imprese, principalmente le tante piccole e medie, che ogni giorno chiudono i propri stabilimenti.

Chi parla troppo e a sproposito, sappia che Marchionne è uno dei più quotati manager del mondo, che tutti ci invidiano. John Elkann ha una preparazione più che adeguata, è il rappresentante scelto dall’azionista di riferimento ed ha l’età media dei più importanti manager mondiali.

Il Governo – conclude l’on. de Luca – non deve interferire per salvaguardare patti, che si sono rivelati insostenibili a causa del crollo delle vendite, ma deve creare le condizioni per facilitare la ripresa del mercato e rendere più conveniente investire in Italia per tutti gli imprenditori, intervenendo sul costo esorbitante dei contributi previdenziali e sulla penalizzazione delle nostre industrie nei confronti della concorrenza straniera, sul terreno dei tassi bancari di interesse, in conseguenza dello spread sfavorevole non addebitabile agli imprenditori.”

3 Commenti

  1. Nel frattempo a Taranto il GIP ha respinto il piano di risanamento dell’ILVA e del Governo.
    Temo che sia la FIAT che l’ILVA troveranno facilmente nazioni non ostili alle imprese in grado di ospitarle entrambe.
    Non sarà che un giorno ci renderemo conto che avremmo dovuto dire grazie sia all’una e che all’altra ?
    Ai posteri l’ardua sentenza
    Saluti

  2. Condivido in pieno!
    Strano Paese l’Italia, della valle (volutamente in minuscolo), si erge a modello di Moralità, ed è contemporaneamente amico di Mastella, ma come può un Paladino della Moralità essere amico di Mastella?
    In Italia evidentemente è possibile!
    Se poi dovessi pensare che Romiti, ovvero colui che ha avviato la FIAT al declino, allontanando Ghidella che invece voleva, con le sue capacità e con le risorse che aveva generato, farla crescere fino alle dimensioni di Costruttore realmente Mondiale, oggi ci dispensa sermoni sulla necessità di investimenti, ecco se dovessi pensare pure a questo, metterei in serio pericolo il mio sistema nervoso, ed allora faccio finta di non pensarci.
    Difetto di memoria, l’Italia è affetta da difetto di memoria.

  3. Dissento. Marchionne sarà anche uno dei più quotati manager del mondo, però, io avrei qualche remora ad affidare la mia azienda ad un uomo che afferma di dormire 3 ore per notte e di fumare 3 pacchetti di sigarette al giorno! Inoltre Marchionne ha affermato che la Fiat non ha MAI ricevuto aiuti dallo Stato, quando anche in questo articolo c’è scritto l’esatto contrario. Da quando ho iniziato a lavorare, la casa automobilistica torinese ha periodiche casse integrazioni, mobilità, ecc… Ma allora perché ha acquistato Lancia (che nel frattempo aveva acquistato Autobianchi) e Alfa Romeo? Per togliere la concorrenza italiana dal mercato? E poi? Non sono favorevole alla cassa integrazione e alla mobilità, utilizzate spesso a sproposito. A me pare che Fiat in tutti questi anni abbia privatizzato gli utili e socializzato le perdite. Con o senza Marchionne! Sarò uno scarparo pure io? Grazie del complimento!

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