Il Segretario del Partito Liberale Italiano, l’Onorevole Stefano de Luca, interviene sul sofferto iter della riforma elettorale con la seguente dichiarazione:

“I maggiori Partiti rappresentati in Parlamento continuano a fingere di voler modificare la legge elettorale considerata dagli elettori vergognosa. In effetti, nessuno di loro vorrebbe modificarla perché la “nomina” dei parlamentari costituisce un immenso potere al quale i Segretari dei Partiti non vorrebbero rinunciare. Si confrontano infatti su questioni inesistenti, come il premio di maggioranza al primo partito o alla prima coalizione. In effetti, tale premio costituisce una deroga alla regola costituzionale della rappresentatività, quindi non avrebbe senso attribuirlo al primo Partito, semmai ad una coalizione per consentirle di superare la metà +1 dei parlamentari. La materia elettorale non può privilegiare gli interessi egoistici di questo o quel partito, ma dovrebbe corrispondere ad un criterio valido sempre e per tutti. Per il Partito Liberale Italiano – precisa de Luca – potrebbero andar bene sia il sistema tedesco che quello francese, pur essendo profondamente diversi tra loro, ma purché riprodotti integralmente, non con aggiustamenti che ne stravolgerebbero la logica fondamentale. Per tale ragione il PLI ha sostenuto il Referendum, poi negato dalla Corte Costituzionale, in quanto il Mattarellum, pur non essendo il migliore dei sistemi, ha una sua coerenza, poiché coniuga un 75% di maggioritario uninominale con una modesta quota proporzionale ai Partiti (25%).
Al punto in cui siamo – conclude il Segretario del PLI – l’unica strada per modificare l’attuale vergognoso Porcellum, è quella di approvare una norma di un solo rigo che suoni in questi termini: la legge elettorale vigente è abrogata, torna in vigore quella precedente. Se i morenti Partiti della 2a Repubblica volessero effettivamente la riforma, potrebbero in un solo giorno raggiungere l’obbiettivo, secondo queste semplici indicazioni del PLI”.

1 commento

  1. la costituzione afferma che il parlamentare rappresenta l’intera nazione e non ha vincolo di mandato. La costituzione afferma, inoltre, che il presidente del consiglio dei ministri è nominato dal presidente della repubblica. Fatte queste premesse costituzionali, le anticostituzionalità del “porcellum” sono: le liste bloccate, gli sbarramenti elettorali, l’indicazione del premier, il premio di maggioranza. Io penso che il PLI debba appoggiare qualsiasi proposta di riforma elettorale (maggioritaria o proporzionale, uninominale o plurinominale) che non contenga queste quattro “porcate”.

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