Carmelo Briguglio ed Enzo Palumbo, rispettivamente coordinatore regionale di FLI e presidente nazionale del PLI, si sono incontrati per discutere delle elezioni regionali di fine ottobre.

Futuro e Libertà e Partito Liberale Italiano – si legge in una nota congiunta – sosterranno con liste comuni la candidatura di Gianfranco Miccichè a Presidente della Regione”.

2 Commenti

  1. faccio una mia riflessione, forse in ritardo,ma il motivo è quello di non aver creduto a questo cosidetto Terzo Polo, anzi terzo polo.
    Chi scrive è un liberale e non berlusconiano, a scanso di equivoci. Il T.P. poteva essere considerato se ci fosse stato sin dall’inizio
    un confronto sulle idee e sui valori, che qualche terzopolista, ritenuto di serie z, aveva manifestato per dare una sponda a coloro
    che in questo momento sono stufi, seccati, arrabbiati in primis per lo spettacolo indecoroso che hanno dato i consiglieri e loro com-
    pagni ed i governanti che hanno portato la Sicilia allo sfacelo, non secondi ma primi in tutta Italia.
    Purtroppo la sciarra è per la cutra e difficilmente si raggiungerà lo scopo di far emergere il nuovo : la posta in palio non è l’idealità,
    ma l’accaparramento della poltrona d’oro visti i grandi vantaggi economici con le ricche prebende alla faccia del popolo “sovrano”.
    Miei cari lettori la verità chiara e netta è questa: ci vorrebbe una rivoluzione culturale, di educazione, dove albergano alcune cose
    che sembrano tramontate: l’onestà,la linearità degli intenti, il rispetto, l’equità,la socialità, la considerazione, tutto ciò che vale per
    raggiungere uno scopo di vita migliore.

  2. Personalmente non condivido questa scelta del PLI.
    Le ragioni della mia contrarietà si desumono facilmente da questa nota biografica sul candidato, l’on. Micciché:

    L’on. Gianfranco Micciché, attuale leader di “Grande Sud”, nasce a Palermo il 1° aprile del 1954.
    È stato due volte sottosegretario, una volta vice ministro del Ministero dell’Economia e delle Finanze e,
    tra 2005 e 2006, Ministro dello Sviluppo e Coesione territoriale. Tutte le volte sotto la presidenza di Silvio
    Berlusconi.
    Nato da un’agiata famiglia della borghesia palermitana; si attiva politicamente negli anni ’70, aderendo
    alla formazione extraparlamentare di orientamento comunista rivoluzionario “Lotta Continua”, per poi
    cominciare nel 1993, con l’adesione a “Forza Italia”, il lungo connubio berlusconiano.
    Nell’estate del 2006 viene eletto Presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana.
    Da Presidente della “Fondazione Federico II” nomina direttore generale l’ex deputato Alberto Acierno, che
    sarà arrestato tre anni più tardi dalla Guardia di Finanza per aver usato le carte di credito della Fondazione
    per pagare bollette Sky ed Enel, viaggi e scommesse effettuate su casinò on line.
    Nel 1988 Micciché, che all’epoca lavorava presso “Publitalia ‘80” (grazie alla conoscenza di Marcello
    Dell’Utri), è stato interrogato nell’ambito di un’inchiesta sul traffico di droga a Palermo, in quanto
    sospettato di spaccio. La risposta dell’onorevole è stata: “Non sono uno spacciatore, ma solo un assuntore
    di cocaina”.
    Alcune sue dichiarazioni hanno, negli anni, creato scalpore: nel 2001 dichiarò che “se per fare gli appalti
    dovessimo aspettare che finisca la criminalità mafiosa allora non partiremmo mai”; lo disse in difesa di
    Pietro Lunardi , il quale aveva precedentemente affermato che “con mafia e camorra bisogna convivere”.
    Nell’ottobre 2007 Micciché ha criticato l’intitolazione dell’aeroporto di Palermo ai giudici Falcone e
    Borsellino; poiché tale titolo sarebbe causa di un’immagine negativa.

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