“I cittadini col voto amministrativo hanno dato una spallata che ha costretto la politica ad una riflessione profonda sul proprio futuro. Montezemolo ha quindi rotto gli indugi, annunciando la trasformazione di Italia Futura in un soggetto politico e indicando un percorso programmatico che appare sicuramente di stampo liberale. In particolare è condivisibile la sua richiesta di privatizzazioni e di riforme radicali del welfare, insieme ad uno smantellamento di un apparato burocratico che assorbe oltre il 50% del Pil e rallenta l’economia. E’ inoltre  sicuramente interessante il rifiuto di ogni forma di moderatismo vetero – neo o post democristiano. Berlusconi – ha affermato Stefano de Luca Segretario Nazionale del PLI – ha risposto con la proposta forte della riforma costituzionale presidenzialista, da presentare subito in Parlamento come emendamento al provvedimento attualmente in discussione. Siamo certamente favorevoli ad un cambiamento dell’impianto costituzionale di questo tipo, ma temiamo che Silvio Berlusconi lo abbia proposto esclusivamente perché, di fronte alla crisi inarrestabile del suo Partito, punti a giocare ancora una volta, la carta della popolarità personale, che ritiene superiore a quella di altri pretendenti, i quali peraltro non si sono ancora palesati. In tal modo con una base elettorale del 20-25% si assicurerebbe la guida del Paese per un intero mandato. Il PLI, che ritiene necessaria la strada della Rivoluzione Liberale, è pronto a confrontarsi senza pregiudizi, con chiunque ma nella consapevolezza di dover realizzare una svolta effettiva.”

2 Commenti

  1. Ecco una buona occasione per distinguerci sostenendo l’unica soluzione razionale per i sistemi elettorali uninominali: turno unico con ballottaggio contestuale, ovvero il sistema australiano. Poco conosciuto ma di gran lunga preferibile al doppio turno, che, oltre a dilatare i tempi e i costi dell’elezione, porta fatalmente a discussioni e trattative poco decorose, come minimo, tra i due turni.
    Quanto alla riforma presidenzialista, il modello da imitare non è quello francese ma quello americano.

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