“Il PLI condivide le richieste formulate da Giorgio Squinzi, il nuovo Presidente di Confindustria, al Governo, che coincidono con quanto richiediamo con forza da mesi. Urge la riforma della pubblica amministrazione per ridurre i costi diretti e indiretti della burocrazia. Altrettanto indifferibile appare un congruo abbattimento del carico fiscale, divenuto insopportabile, mentre le banche devono tornare alla loro funzione principale, che è quella di garantire il credito alle imprese senza limitarsi, invece, a prendere i soldi all’ 1% dalla BCE, per guadagnare comprando titoli di Stato.
Il PLI – ha affermato Stefano de Luca Segretario Nazionale del PLI – ribadisce inoltre l’urgenza di consistenti privatizzazioni di beni pubblici mobili e immobili, per un significativo abbattimento del debito accumulato, quindi degli interessi da pagare e automaticamente dello spread. Il Governo Monti, dopo una fase di appannamento determinata dai veti incrociati di Pd e Pdl, deve attuare tali riforme con determinazione e imporre l’approvazione del disegno di legge sulla riforma del lavoro. Soltanto una ripresa dell’economia, non senza il necessario concorso dell’Europa, potrà fare uscire la politica italiana dallo stato confusionale in cui versa, al fine di poter preparare soluzioni credibili per il governo del Paese nella prossima legislatura.”

4 Commenti

  1. Riduzione del personale nel pubblico impiego può voiler dire due cose, entrambe negative, la prima, riduzione dei servizi al cittadino, ad esempio, caro Tarallo, riduzione della tutela infortunistica ai lavoratori, che ne hanno senz’altro diritto, diritto che io difenderò sempre con forza.
    Il secondo aspetto è la iper tecnologizzazione dei servizi, servizi come il centralino telefonico automatizzato, dimenticando ad esempio che i centralinisti in Italia, sono tutti o quasi diversamente abili, quasi tutti non vedenti, ma vi sono anche diversamente abili motori, tutti giustamente tutelati dalle norme sul collocamento obbligatorio.
    Il PLI vorrebbe arrivare a tanto?
    Non penso proprio, dato che questo sarebbe un atto vergognosissimo.
    Basta con questa campagna contro i pubblici dipendenti!
    Pensiamo piuttosto quanto il Sud pesa sul comparto produttivo italiano.
    Saluti.

  2. Condivido e sottoscrivo totalmente le posizioni della Segreteria, vorrei però vedere chi potrà mai realizzarle.

    E’ evidente che se la democrazia si regge sul 51% dei consensi, che serve ad approvare le Leggi, e questa maggioranza rappresenta chi deve essere riformato, difficilmente tale riforma si realizzerà mai.

    Non è un problema di riforma della legge elettorale, è semplicemente che la parte improduttiva del paese supera e sovrasta nel numero e nei poteri quella produttiva, perciò è una battaglia persa.

    Se vogliamo evitare brutte esperienze dobbiamo avere TUTTI l’umiltà di fare un passo indietro e lavorare di più.

    La P.A. poi è la principale responsabile della paralisi in cui si trova questo Paese, basta leggere i giornali, vedere la TV o navigare sul web, ma di quale riorganizzazione stiamo parlando se da 60 anni si sono riorganizzati in tutti i modi.

    Basta scuse, se non si è in grado di produrre beni e servizi è meglio stipendiarli per starsene a casa, altrimenti si rischia di produrre mali e disservizi con i risultati che abbiamo sotto gli occhi.

    I mercati crollano e tutti i servizi pubblici aumentano, le aziende pubbliche mono/oligo-polistiche fanno profitti mentre le altre falliscono e gli imprenditori si suicidano.

    E’ proprio vero che è bello fare impresa coi soldi degli altri, tanto se alla fine l’impresa va in perdita interviene l’azionista pubblico e ripiana i debiti, chissà con i soldi di chi ? Con quelli dei manager pubblici ?

    Non c’è alcuna differenza tra i costi della politica e quelli della P.A., i politici sono la mente e la P.A. le braccia di una dissennata azione di sperpero e appropriazione delle risorse private a favore di quelle pubbliche basate sull’assurda ideologica presunzione che lo Stato sa gestire meglio i soldi dei cittadini di quanto essi stessi non sarebbero in grado di fare. Roba da medioevo, ma di quello più buio.
    Questa è la vera vergogna, quella secondo cui NON con la forza del diritto bensì con il diritto alla forza si impongano ai cittadini leggi (lex, dura lex sed lex) ingiuste, interpretabili a piacimento del potente di turno, inefficaci verso chi le fa e le applica e esclusivamente volte a tutelare e difendere chi ha già il potere da chi non ce l’ha.

    A buon intenditore poche parole …

  3. iL MIO POST NON ERA COMPLETO
    Se potessi reggermi sulle gambe, andrei in piazza con un grande cartellone, con su scritto: NO AL DOPPIO TURNO ELETTORALE SERVANO INVECE RIFORME VERE.
    SI ALL’ABOLIZIONE DEL FINANZIAMENTO PUBBLICO DEI PARTITI TRAMITE REFERENDUM.
    rottamare il pdl, non cambiarli nome.
    Considerazione personale, almeno la Lega, è per l’abolizione del finanziamento pubblico dei partiti, in questo assieme al PLI ed ai Radicali.
    Riflettiamo su questo fatto fondamentale.
    Tagliare i costi della politica, anzichè licenziare pubblici dipendenti, che invece vannno organizzati meglio, con contratti incentrati maggiormente sul merito e la produttività.
    Mobilitiamoci.
    Ricordo che la tempistica delle elezioni è stabilita per legge, la legge va rispettata.
    Saluti.

  4. Ritengo che sia scandalosa la proposta di Berlusconi di rinviare a tempo indeterminato le elezioni politiche del 2013 , solo per motivi elettorali di convenienza, proponendo il doppio turno, uguale a doppia campagna elettorale, e di conseguenza a doppia spesa elettorale.
    UNA VERGOGNA.

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