“I ballottaggi hanno confermato quanto era emerso al primo turno, i Partiti della Seconda Repubblica sono tutti morti che camminano. Il Pdl è stato definitivamente sepolto, l’Udc ha pagato il prezzo di una ambiguità responsabile di non aver consentito il decollo del Terzi Polo, il Pd, pur avendo perso voti, ha conquistato alcune Amministrazioni, per aver giocato da solo in campo senza avversari. L’’astensionismo in parte, ed in misura minore il consenso alle liste di Grillo, hanno interpretato il disagio e la rabbia diffusi nell’elettorato. A Parma – ha affermato Stefano de Luca Segretario Nazionale del PLI – il Sindaco di Cinque Stelle, molto probabilmente farà bene, ma serviranno alcune decine di parlamentari grillini isolati nel prossimo Parlamento? Cinque Stelle è quindi il sintomo della malattia, non la cura, che deve essere affidata ad un nuovo soggetto politico, responsabile e di ispirazione liberal-democratica, capace di affrontare le grandi emergenze del Paese. Sia pure sotto una coltre tombale di silenzio mediatico, il PLI sta lavorando alla formazione di una Costituente Liberale per l’Italia del Futuro. Dopo le Amministrative si apre il vero problema.”

1 commento

  1. Provocazione.

    “Polis”, dal greco, significa “gente”. Politica, termine di derivazione, dovrebbe significare “rappresentatività, servizio, rispetto, responsabilità”.
    Di fatto, nel nostro Paese, questi valori sono in disuso e, politica, significa, di contro, “realizzazione di un sogno” che ti permette, una volta raggiunto lo scranno, di vivere una vita piena di egoismo, di scellerità, di nulla e… senza alcuna responsabilità.
    In ogni Paese democratico, il cittadino ha il diritto di ambire a candidarsi a rappresentare il proprio territorio, appoggiandosi ad un partito con degli ideali e dei fini. Sta al popolo dargli fiducia, votandolo, ed affidandogli la responsabilità di realizzare il programma presentato.
    Questo, ovviamente, in un Paese democratico. Qui da noi sono i partiti che stilano le liste, determinando i prescelti su regole loro ed indipendentemente dalle qualità professionali, dalle capacità e dalle moralità. Le liste sono un input ed i cittadini se lo vogliono, si adattano a tali regole. Questo in Italia.
    I risultati delle ultime elezioni amministrative evidenziano come e quanto il tasso di fiducia, nei confronti della “politica” professionale sia caduto in basso e come e quanto l’astensionismo abbia prevalso.
    Una manifestazione di sfiducia, di disagio, di rabbia e di profonda paura di un sistema sempre più fallimentare.
    Alla base di ciò la necessità, urgente, di provvedere a dei cambiamenti sostanziali: il ritorno alla normalità con l’applicazione di quanto evidenziato in principio: Politica significa polis, gente. Per fare ciò occorre eliminare in toto tutte le agevolazioni che, nel tempo, i vari politici si sono riconosciuti ed applicare delle regole più realiste. Una volta eletto, il cittadino riceverà uno stipendio realistico che gli consentirà, anche, di pagarsi i contributi per la pensione che riceverà, come tutti i cittadini italiani, al compimento dell’età prevista ed in base ai contributi versati. Politica è servizio, quindi, se ci si candida è perché si è coscienti di poter essere utili al proprio Paese, alla propria Regione, alla propria Comunità e, ciò, a dimostrazione del sentirsi parte di essa. Servizio che fa onore.
    A questo punto, con questa realtà operativa ci si renderà conto, veramente, di quali e quanti sono quei cittadini che veramente amano le proprie realtà e non che ne approfittano.
    Ciò detto, la nostra Costituzione meriterebbe altre profonde mutazioni, dall’accorpamento dell’incarico (Presidente della Repubblica – Presidente del Consiglio), alla drastica riduzione del numero dei parlamentari, all’eliminazione delle Provincie, alla reale responsabilizzazione degli incarichi raggiunti con penalizzazioni civili e penali sugli errori commessi, anche nella dispersione di soldi pubblici, di investimenti non necessari, ecc..
    Ancora, con una riduzione reale degli organigrammi delle realtà pubbliche, con l’inserimento della responsabilizzazione e dell’onorare l’incarico ricevuto (anche di semplice impiegato); la possibilità di licenziamento nel pubblico impiego.
    Eliminazione dei vitalizi, di tutte le agevolazioni riconosciute, auto blu e scorte comprese. Una volta nominato, dal Presidente della Repubblica in giù, a mandato terminato, si ritorna ad essere un cittadino comune, come gli altri e come avviene negli altri Paesi democratici.
    Basta titoli onorifici, basta senatori a vita, basta possibilità di parassitismo.
    Polis significa gente, significa servizio, rispetto, responsabilità, rappresentatività. Punto e basta. Questa deve diventare l’Italia.
    Sergio Provenzano

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