Il Governo Monti ha dimostrato di essere altrettanto permeabile, come quelli del passato, alle pressioni di una vasta area burocratico accademico e professionale che imperversa da anni nel Paese e, come si è visto non intende rinunciare ai privilegi e alle doppie, spesso triple, remunerazioni. È venuto il momento di affondare il bisturi per sconfiggere il cancro, costituito da una articolata ragnatela di alti burocrati, magistrati, principalmente amministrativi, professori universitari, banchieri d’affari e consulenti finanziari che, vivono come parassiti a spese dello Stato e sono in auge, sempre gli stessi, con tutti i Governi, indipendentemente dal colore.

Gli Uffici di Gabinetto, gli incarichi di consulenza, i grandi arbitrati, gli affari pubblici in genere, passano sempre dalle mani di alcune lobbies con gli stessi attori che, talvolta si scontrano,  normalmente  si ricattano o si scambiano favori. La piovra estende i propri tentacoli, oltre che alle amministrazioni pubbliche, alle principali società delle partecipazioni statali, producendo inutili pareri, ma grandi costi, anzi sprechi, e creando le condizioni per una più facile azione dei soliti faccendieri e corruttori.

Se si vuole realmente avviare una  seria spending review che produca  un significativo taglio agli sprechi e metta in moto  un’azione di contrasto alla corruzione, bisogna radicalmente cambiare sistema e cancellare il perverso intreccio di rapporti con personaggi quasi inamovibili, in tutte le stagioni.

I Liberali da tempo sostengono che  la consulenza alla Pubblica Amministrazione deve essere affidata unicamente all’alta burocrazia, superando lo spoil system all’itlaliana. Inoltre bisognerebbe vietare ai Magistrati, amministrativi e ordinari, il distacco negli Uffici di Gabinetto, o comunque nei Ministeri e recidere l’opaco intreccio tra Pubblica Amministrazione, Partecipazioni Statali, Banche  Università e settori della Magistratura.