Il Partito Liberale intende concretamente dar seguito all’impegno assunto di fa pervenire al Presidente Monti e ai tre saggi da lui nominati, concrete proposte per la riduzione della spesa pubblica, per  un sistema completamente nuovo per il finanziamento dei partiti e proposte a costo zero per la sburocratizzazione e per la ripresa economica.

Le proposte Liberali, a fronte di una significativa riduzione del debito dello Sato, potrebbero permettere la necessaria e urgente riduzione della pressione fiscale, superando le sterili polemiche sull’ opportunità o meno dell’Imu.

Fateci pervenire le vostre proposte da trasmettere al Governo.

15 Commenti

  1. Per Renata Jannuzzi,
    grazie della risposta positiva, e sopratutto di aver compreso a pieno il problema, sono diversamente abile, ” per cui sento molto questo problema,” adesso però in tema di disabilità c’è anche un’altra emergenza, che la prego di valutare con la massima attenzione, Enti ed aziende, stanno riprendendo il discorso dell’automatizzazione graduale dei centralini telefonici, con probabile futuro taglio di personale diversamente abile, ad esempio all’INAIL tuttti noi centralinisti siamo diversamente abili, ed assunti tramite norme sul collocamento obbligatorio, e questo, se il discorso dovesse continuare, cioè se l’automatizzazione delle centrali telefoniche interne agli Enti sopratutto del Parastato, con relativo taglio di personale diversamente abile, dovesse essere portato effettivamente a compimento, si tratterebbe di una deliberazione non conforme agli obblighi di legge vigenti.
    All’INAIL,sindacalmente solo la CONFSAL aiuta effettivamente i centralinisti a risolvere questo problema, forse anche il PLI potrebbe darci una mano?
    Lo spero.
    Saluti.

  2. In risposta a Luigi Giani: in effetti la sua mi sembra una proposta valida. In realtà io intendevo che dal mese successivo la cessazione del rapporto di lavoro (che ricordo deve essere regolato da un regolare contratto), l’INPS avrebbe dovuto corrispondere nuovamente il 100% della pensione spettante al disabile. Ma mi rendo conto che la mia è una visione ottimista (per come funziona ora la burocrazia), per cui ben venga il suo suggerimento!

  3. Ottime proposte quelle di Renata Jannuzzi, tranne che per un particolare, se la persona diversamente abile che trova un lavoro precario, e per trovare questo lavoro precario, rinuncia alla pensione, e poi perde anche il lavoro, nel frattempo, prima che gli venga ricorrisposta la pensione di invalidità, ” i tempi in Italia sono molto lunghi”, questa persona, rischia di diventare un’esodata pensionistica, aprendo così un nuovo fronte, in tema di esodati.
    Meglio sarebbe a parer mio, abassare congruamente la pensione, anche del 40% al diversamente abile che lavora.
    Saluti.

  4. Vedo che i punti più rilevanti sono stati già toccati. Aggiungerei picccole idee :
    – vendita immediata dei reperti archeologici e d’arte in genere, che popolano i magazzini dei nostri musei e che non vengono restaurati ed esposti, molti musei stranieri sarebbero felici di comprarli e finalmente sarebbe esposti e manutenuti adeguatamente.
    – Riconoscere la validità come “imprenditore familiare” ai neo-pensionati, visto che si sostituiscono allo Stato, carente nei servizi dedicati alla terza età o negli asili nido, nella cura degli anziani e dei piccoli (under 3 anni) . Istituzionalizzarli come tali e riconoscere loro incentivi come una detrazione fiscale (purchè possano provare che se ne fanno carico, per esempio ospitandoli a casa in base fissa) eviterebbe spese come lunghe degenze o ricoveri inutli (utilizzati come parcheggio) e costruzione di nuovi asili nido. Tra l’altro questo offrirebbe un’occupazione per chi va in pensione ma è ancora giovane. Lo stesso si può fare con chi si occupa di disabili, per quanto in questo campo già ci sono alcuni incentivi.
    – Incentivi fiscali per chi da occupazione (specialmente nel campo dell’artigianato) a persone disabili con contratti di formazione e poi assunzione regolare. A loro volta i disabili con contratto di lavoro, per la durata dello stesso, dovrebbero rinunciare pro-tempore alla pensione di invalidità, ma non all’esenzione ticket sanitario, e ad altre forme di sostegno, per la patologia in oggetto. Al termine del contratto di lavoro, se non rinnovato, dovrebbero riacquisire il diritto alla pensione di invalidità. Questo darebbe respiro all’IMPS ed aiuterebbe a rilanciare l’artigianato made in Italy.
    – Ridurre la pletora di permessi per aprire un’attività imprenditoriale, con incentivi per gli under 25 enni e per gli stranieri che volessero investire in Italia.

  5. Per quel che riguarda la mia città ho già provveduto a segnalare la situazione delle caserme delle forze dell’ordine di Cesena, un esempio di spereco di denaro e cattivo uso delle risorse pubbliche. A Cesena infatti lo Stato spende negli affitti degli edifici ove alloggiano Commissariato di PS e Carabinieri circa 300 mila euro l’anno. Recentemente siamo finiti sulla stampa nazionale per le proteste del proprietario dell’edificio ove si trova la caserma dei Carabinieri che denunciava mancati pagamenti del canone d’affitto per oltre 100 mila Euro. A fronte di ciò a Cesena lo Stato possiede una enorme caserma del Centro Addestramento Polizia Stradale che da parecchi anni ormai è praticamente inutilizzata se non per attività minime dato il blocco delle assunzioni e quindi il mancato svolgimento dei corsi per reclute che non ci sono più. Tale caserma è costituita da diversi edifici di grandi dimensioni, una palazzina di tre piani sgomberata 5 anni fa dei funzionari di Polizia che vi risiedevano e da allora inutilizzata, ampi parcheggi, officine, autorimesse ecc…Tale complesso è anche logisticamente situato in una posizione migliore rispetto all’attuale localizzazione sia di Commissariato che di stazione dei Carabinieri. Gli edifici che ospitano in affitto il Commissariato inoltre sono decentrati, privi di spazi adeguati, carenti dal punto di vista della sicurezza e privi di parcheggi. E’ solo un piccolo, ma significativo esempio di come il patrimonio dello stato potrebbe essere meglio sfruttato con risparmi ingenti.

  6. Credo che il primo “spreco” da eliminare sia quello che è sotto gli occhi di tutti e che ci apprestiamo a compiere domani e dopodomani, allorché, in tante parti d’Italia si andrà a votare in due giornate piuttosto che in una sola, mentre in tutto il mondo occidentale si vota un solo giorno per eleggere dai presidenti in giù.
    Ne conseguirebbe un risparmio di costi (per le minori diarie dei seggi elettorali), un incremento di produzione (per le minori assenze giustificate dal lavoro), una maggiore trasparenza delle votazioni (si sa, talvolta …la notte porta …sconsiglio), una più tempestiva percezione dei risultati (anche evitando le inutili elucubrazioni dei giornali del lunedì mattina su risultati che non ci sono ancora).
    Il timido tentativo fatto alcuni anni fa anche in Italia è naufragato subito per l’incapacità dei seggi elettorali di gestire quella sacrosanta innovazione, ma bisognerebbe avere il coraggio di riprovarci.
    E’ appena il caso di notare che le votazioni si svolgono in più giorni solo in certi paesi del medio ed estremo oriente.

  7. Primo concetto liberale. Lavorare tutti di più e percepire per quanto prodotto.
    SANITA’
    Accorpamento delle strutture sanitarie. Creare pochi poli ognuno specializzato. Si otterrebbe una concentrazione di casistica nei centri specializzati con un miglioramento della professionalità e quindi del servizio, a fronte di una minore spesa.
    Tale concentrazione, creerebbe una concentrazione anche di risorse umane che porterebbe ad avere più team che lavorano nello stesso complesso Se a questo si aggiungesse il non considerare il lavoro notturno come lavoro disagiato, a parità di costo potrei avere team pronti 24 ore al giorno per analisi o interventi. Ciò allegerirebbe la lunghezza delle liste d’attesa.
    AMMINISTRAZIONE PUBBLICA
    Eliminazione del mansionario. Ognuno deve essere responsabile anche del lavoro altrui e quindi segnalare eventuali mancanza che portassero detrimento anche del proprio lavoro. Ogni cliente può scegliere un referente per il proprio procedimento che diventa responsabile della soddisfazione del cliente stesso.
    ACCESSO E FUNZIONI DEL LAVORATORE NELL’AMMINISTRAZIONE PUBBLICA
    Eliminazione dei concorsi. Le varie nomine (massimo della durata di 3 anni ma rinnovabili) siano personali e fatte da persone preposte (politici, direttori) mettendoci nome e cognome. Il danno erariale di un sottoposto a qualsiasi titolo preveda una sanzione pecunaria anche dei suoi responsabili (tutti fino al politico che sceglie il direttore) per omesso controllo. Pubblicazione sui giornali nazionali degli obiettivi e delle relazioni che confermano il raggiungimento di essi di ogni dirigente (i giornali sono finanziati dallo stato per cui hanno l’obbligo di farlo gratuitamente). Ogni avanzamento di carriera sia legato allo spostamento in altra sede. Meccanismi premianti per chi cambia ufficio ogni 3-5 anni.
    POLITICA
    Eliminazione delle provincie. Finanziamento esclusivamente privato dei partiti. Gettoni di presenza come unico pagamento per i politici. Tale gettone sia legato all’effettiva presenza (in minuti) ai lavori di parlamentari o di commissioni o di consigli. Gettone che valga per tutti in maniera uguale e sia legato al costo orario di un primario ospedaliero. Non eleggibilità per chi ha cariche di partito. Non eleggibilità per più di 2 mandati a qualsiasi incarico istituzionale (sindaco, presidenze, ministeri, sottosegretariati, commissioni di inchieste, presidenze di amministrazioni di qualsiasi ente) ad esempio chi è stato sindaco 2 volte non potrà mai più essere ministro o presidente di una azienda ospedaliera….insomma qualsiasi incarico istituzionale va vissuto come un servizio che si fa per un po e non come un lavoro.

  8. Ritengo che la vera e concreta proposta urgente per la riduzione della pressione fiscale sia avere un fisco equo e giusto. La mia opinione è che, oltre ad incidere sulla riduzione della spesa pubblica riducendo i costi ed eliminando gli sprechi, sull’abolizione del finanziamento ai partiti e sulla lotta all’evasione fiscale, si attribuisse il debito pubblico per il 40% al 10% che detiene la ricchezza del paese e il 60% al rimanente 90% della popolazione. Allo stesso modo dovrebbero essere ripartite le entrate fiscali determinate dalle correzioni di bilancio delle finanziarie.

  9. Ritengo che la vera e concreta proposta urgente per la riduzione della pressione fiscale sia avere un fisco equo e giusto. La mia opinione è che, oltre ad incidere sulla riduzione della spesa pubblica riducendo i costi ed eliminando gli sprechi, sull’abolizione del finanziamento ai partiti e sulla lotta all’evasione fiscale, si attribuisse il debito pubblico per il 40% a chi detiene il 10% della ricchezza del paese e il 60% al rimanente 90% della popolazione. Allo stesso modo dovrebbero essere ripartite le entrate fiscali determinate dalle correzioni di bilancio delle finanziarie.

  10. Un primo gruppo di proposte per ridurre la spesa pubblica
    Vendita di patrimonio pubblico immobiliare (terreni e fabbricati) non utilizzato direttamente a fini pubblici.
    Vendita delle partecipazioni statali e territoriali (Stato, Regioni, Provincie, Comuni ed altri Enti pubblici) da decidere con Decreto Legge, che dia non più di novanta giorni di tempo per la relativa, integrale cessione della partecipazione,(cominciando da ENI, ENEL, TERNA, Finmeccanica, Fincantieri, Poste Italiane, Trenitalia, ecc.) pena la nomina di commissari ad acta in sostituzione. Immediato trasferimento ai privati di tutti i servizi pubblici, gestiti sia dallo Stato, che dalle Regioni, che da Provincie e Comuni. Privatizzazione immadiata di almeno due reti RAI. Tutte le società non cedute a privati, dovranno essere poste in liquidazione, con un solo liquidatore o un massimo di tre per quelle che abbiano avuto nell’ultimo anno un fatturato superiore e 5.000.000,00 di Euro e la liquidazione stessa appare di particolare complessità, scegliendo come liquidatori dipendenti del relativo Ente, che dovranno svolgere l’attività senza alcun compenso, poiché rientra tra i compiti che discendono dalla loro qualifica di funzionari della P.A.
    Il ricavato dovrebbe andare integralmente ad abbattimento del debito pubblico.
    I primi tre giorni di malattia devono essere a carico del lavoratore, alleggerendo IMPS ed imprese.
    Eliminazione di ogni tipo di certificazione, compreso il certificato antimafia, per concorsi, appalti, concessioni o altre attività con la P.A., sostituendo con l’autocertificazione. Solo in via successiva e di ufficio potranno essere fatte, in caso di esito positivo, eventuali verifiche, facendo scattare, nel caso di false dichiarazioni, oltre al procedimento penale, anche gravi sanzioni pecuniarie immediate. Tutte le certificazioni, ove strettamente necessarie, devono essere rilasciate in forma elettronica.
    Abolizione di ogni rinnovo annuale o periodico di licenze, permessi, decreti o altro,(compreso quanto riguarda patenti di guida di auto , moto, autocarri, imbarcazioni e relativa certificazione antinquinamento dei mezzi) limitando tale necessità al cambio di titolare o al superamento di determinati limiti di età.
    Silenzio assenso per il rilascio di concessioni edilizie e relativi pareri delle diverse autorità, compresa la sovrintendenza ai beni artistici e paesaggistici, se conformi ai piani regolatori ed alle altre leggi vigenti, compreso il Piano Casa. Istituzione per la istruttoria di tali pratiche di un’autorità unica.
    Affidamento, attraverso aste pubbliche, di qualsiasi servizio pubblico ai privati, sia per forniture o altre necessità dello Stato, sia al livello territoriale ed in particolare per i servizi pubblici locali.
    Immediata eliminazione degli Enti inutili, affidandone la liquidazione, con il relativo personale, al Ministero dell’Economia ed autorizzando, per non accrescere i costi ed allungare le procedure, l’abbandono dei crediti inesigibili.

    Divieto di nomina per la P.A. a tutti i livelli di consulenti. Tale compito deve essere espletato esclusivamente dai dipendenti pubblici e dalle strutture statali. (Avvocatura dello Stato, Genio Civile, ecc.). Abolizione dello Spoil Sistem, che rappresenta soltanto fonte di spreco e di clientelismo.
    Abolizione del contributo dell’8/000 in favore delle Chiese.
    Abrogazione delle norme che prevedono il finanziamento pubblico dei partiti politici e previsione di una totale detrazione fiscale dei contributi volontari, sia di singoli che di associazioni o società, che versino contributi volontari nell’arco di un anno, fino alla somma complessiva di Euro 50.000,00. Per i contributi superiori, la detraibilità sarà decrescente per successivi scaglioni, con un sistema analogo a quello del calcolo dell’IRPEF. Obbligo dei Partiti della pubblicità dei bilanci, come per le società di capitali. La certificazione, trattandosi di amministrazione di fondi esclusivamente privati, potrà essere facoltativa, apparendo sostanzialmente una ipocrisia ed un costo inutile. Altrettanto superfluo sarebbe, per la medesima ragione, il controllo da parte della Corte dei Conti.
    Immediata abolizione di tutti i contributi alla stampa, sia quella di partito, che quella gestita in forma di cooperativa.
    Divieto agli Enti pubblici (tranne il CONI) di corrispondere qualsivoglia contributo ad associazioni sportive o culturali, (con eccezione, per queste ultime, delle grandi Istituzioni di rilievo nazionale od internazionale, da finanziare soltanto per legge) nonché per feste o sagre paesane ed altri eventi ludici, che assorbono una enorme quantità di fondi pubblici, senza produrre alcuna utilità.
    Eliminazione di qualsiasi interferenza politica nella gestione della Sanità. I Direttori Generali dovranno essere nominati per pubblico concorso nazionale, come, ovviamente ogni altro responsabile di settore, anche se con concorsi da espletare nel territorio di appartenenza. Inoltre le gare d’appalto per le forniture dovranno avvenire attraverso un unico bando nazionale e deve essere costituita una apposita commissione del Ministero della Sanità per vigilare sul corretto uso di materiali, sia ospedalieri che sanitari, nonché sull’adeguatezza del personale e delle strutture al servizio di ogni presidio, onde evitare gli attuali enormi sprechi. Allo stesso tempo deve essere costituito un Garante per i diritti del malato e del disabile, che riconosca le inefficienze e le inadempienze nei confronti dei pazienti, sanzionando sprechi e comportamenti omissivi, e rilevando eventuali disparità o abusi in ordine alle liste di attesa. Ampliamento di tutte le prestazioni affidate in convenzione a strutture private esterne, ove ciò comporti una significativa riduzione dei costi.
    Completa privatizzazione dei servizi postali. Affidamento ai privati, con costi a carico degli organizzatori, dei servizi di sicurezza per eventi sportivi e/o di altro genere, al fine di ridurre significativamente il numero degli addetti delle forze di polizia da impegnare in tali occasioni.
    Privatizzazione graduale della gestione degli istituti di pena, della Polizia Mineraria e dell’attività oggi affidata al Corpo di polizia forestale.
    Blocco delle assunzioni in tutte le pubbliche amministrazioni, ad eccezione di casi particolarmente rilevanti di assoluta necessità, da consentire previa inclusione in un annuale decreto motivato del Presidente del Consiglio. Divieto di assunzione a qualsiasi titolo di precari o di stipula di contratti per fornitura di servizi con cooperative. Stabilizzazione progressiva degli attuali precari, prevedendo a loro favore una percentuale di riserva in tutti i prossimi concorsi pubblici, fino ad esaurimento.
    Compensazione di tutti i crediti delle imprese nei confronti di Stato, Regioni, Provincie, Comuni, Enti e società pubbliche o a prevalente capitale pubblico, con qualsivoglia debito fiscale verso l’Erario, previa certificazione. In alternativa le imprese medesime, sempre sulla scorta dell’esibizione dell’ammontare del credito certificato, potranno chiedere un finanziamento di parti importo agli Istituti bancari, che dovranno consentirlo immediatamente, ponendo il relativo costo (Euribor+ 1%) a carico dell’Ente debitore. Tale operazione comporterà per la finanza pubblica un risparmio, perché tale forfettario tasso di interesse previsto per legge, sarà comunque inferiore a quello di mora, dovuto in ogni caso di inadempienza.

  11. Io sono dell’idea che occorra passare dal sistema “punitivo” per chi sbaglia a quello “premiante” per chi si comporta bene. Passando progressivamente dal primo al secondo sistema, i relativi controlli (come qualcuno ha fatto già giustamente notare) sarebbero automatici. Supponiamo di concedere ad ogni contribuente la possibilità di detrarre anche solamente il 25% delle spese sostenute documentate. Intanto ci sarebbe un incentivo naturale a tenere da parte ogni scontrino perché, indipendentemente da ciò che si spende, si potrà detrarre dal proprio reddito una determinata percentuale, e quindi, maggiore è l’imponibile e, in percentuale aumenta la cifra che si può detrarre. Inoltre, le attività non lecite o legali, saranno automaticamente destinate ad un ridimensionamento, se non alla scomparsa. Mi chiedo e vi domando come si possano detrarre dalle tasse: lavoro nero, prostituzione, spaccio di droga, ricettazione di articoli rubati…ecc… Per queste attività occorre decidere: o si legalizzano (non entro nel merito di tale decisione. Lascio volentieri ad altri la scelta), oppure non potranno essere portate in detrazione. Capisco che questo discorso richieda la conversione delle casse che emettono scontrini. Attualmente mi risulta che solamente le farmacie riescano ad emettere scontrini fiscali (ovvero col codice fiscale dell’acquirente). Quindi, così come si sono modificate quelle casse, altrettanto si potrebbe fare per le altre. Per quanto riguarda il lavoro nero, farei un discorso a parte, nel senso che abolirei la partita IVA per le cosiddette ditte individuali. Agenti, rappresentanti et similia, potrebbero operare (come qualunque altro cittadino) unicamente col codice fiscale. Lascerei invece la partita IVA unicamente per le società. Se fosse possibile ogni singolo cittadino, effettuare lavori saltuari unicamente col codice fiscale, sarebbe un successo per tutti. Infatti, spesso chi vuole arrotondare il proprio stipendio magro, magrissimo, con prestazioni saltuarie, prima ancora del problema delle tasse da pagare, si trova a dover affrontare burocrazie di ogni genere. Se poi consideriamo il discorso del finanziamento ai partiti: io abolirei quello pubblico e darei la possibilità ad ogni privato cittadino di finanziare quello da cui si sente maggiormente rappresentato, ovviamente con la possibilità di detrarre quanto speso, come già indicato.
    E’

  12. Passare, gradualmente per evitare fenomeni inflazionistici, dal sistema di tassazione indiretta a quella diretta, consentendo così anche agli stipendiati di poter dedurre dal reddito parte dei costi sotenuti, innescando in tal modo, un controllo incrociato per le emissioni delle ricevute fiscali (fatture/scontrini). In particolar modo si dovrebbe consentire la deduzione imponibile dei costi sotenuti per le prestazioni da libera professione.
    Per quanto attiene la riduzione della spesa pubblica, sposo in pieno la proposta della segreteria della vendita dei beni patrimoniali dello stato ed anche delle aziende statali e partecipate in ambito comunale.
    MENO STATO=MENO COSTI=MENO TASSE=MENO CORRUZIONE

  13. Dimenticavo, abassare a 125 il numero dei senatori e a 250 il numero dei deputati, e con i soldi risparmiati istituire per loro dei veri e propri corsi di formazione tecnico-politica, tematici, a seconda delle competenze del singolo parlamentare, in modo di avere dei parlamentari più preparati, in grado di risolvere i gravi problemi del Paese.
    Per l’IMU, prevedere dei crediti d’imposta riservati ai comuni, in modo da sgravare i comuni stessi da troppo onerosi balzelli di spesa nei confronti dello Stato.
    Rimpicciolire notevolmente i collegi elettorali.
    Ridurre a 6 il numero massimo dei senatori a vita, da sommare ai 125 senatori eletti, arrivando così ad un totale reale di 131 senatori complessivi.
    Riservare un numero di 4 senatori ed 8 deputati, per gli eletti dei piccoli partiti che abbiano conseguito il seggio tramite il diritto di tribuna.
    Saluti.

  14. La seconda cosa da fare è detassare gli stipendi dei dipendenti sia pubblici che privati,e con quei soldi risparmiati dalle tasse creare un fondo per incentivare la produttività aziendale.
    Il terzo punto, è quello di rilanciare su vasta scala le pensioni private integrative, in modo di sgravare concretamente la spesa pensionistica pubblica, con i soldi pubblici risparmiati, si dovrerbbero aumentare le miserrime pensioni minime, nonchè quelle di invalidità civile.
    Poi si dovrebbero vendere ai privati i terreni demaniali dello Stato.
    La quinta cosa da fare è far pagare delle modiche tasse a tutti gli imprenditori exstracomunitari che non le pagano, ripristinare la tassa sui money transfert agli stranieri, propongo un modico 2%.
    Saluti.

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