28 Aprile – Montichiari (BS)
Dodici arrestati in flagranza di reato durante un blitz animalista a Green Hill, allevamento di cani beagle per la vivisezione.

Ogni anno, nel mondo, milioni di animali subiscono nei laboratori: avvelenamenti con sostanze chimiche, farmaci e cosmetici, induzione di malattie di ogni genere (cancro, sclerosi multipla, varie imitazioni dell’AIDS, malattie cardiovascolari, ecc.), esperimenti al cervello, esperimenti sul dolore, e molto altro.
Tutto questo senza alcuna necessità nè alcuna utilità.
I medici animalisti infatti sostengono che ogni specie animale è biologicamente, fisiologicamente, geneticamente, anatomicamente molto diversa dalle altre e le estrapolazioni dei dati tra una specie e l’altra sono impossibili, inoltre che i veri progressi della medicina si sono sempre avuti grazie a osservazioni cliniche, a studi epidemiologici, ad innovazioni tecnologiche.
I “Diari di Michelle Rokke” mettono in evidenza come qualora la sperimentazione sugli animali fosse utile in teoria, non lo è comunque nella pratica per come gli esperimenti vengono eseguiti e testimoniano inoltre l’incuria e il disprezzo con cui gli animali sono da tutti trattati e la loro infinita sofferenza.

Il Partito Liberale Italiano difende il libero mercato come migliore creatore e distributore di ricchezza e benessere ma condanna quegli imprenditori che perseguono i propri interessi violando la libertà di mercato stessa, l’etica e la morale come pure chi, come in questo caso, si arricchisce sulla pelle, la sofferenza e la tortura di altri esseri viventi.

L’Italia deve dire NO ai Lager come Green Hill e vanno subito prosciolti quegli animalisti che hanno combattuto per la libertà dei beagle condannati a morte, a sevizie e a torture.
Il benessere degli animali è un valore dell’Unione sancito dall’articolo 13 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE).
Si invita inoltre la XIV^ commissione del Senato a definire, Il 9 maggio, ASSOLUTAMENTE in tal senso il testo attuativo della direttiva europea sulla sperimentazione animale.

Quinto Leprai

14 Commenti

  1. … non è una cosa che si possa definire in 4 parole …
    diciamo che commento precedente a parte ma vorrei aggiungere che a quanto io ne so ad oggi quasi tutte le cure sono già state sperimentate, scoperte, talvolta scoperte senza la sperimentazione animale (so come esempio la Penicillina).
    Partendo dal fatto che moltissime cure provengono dalle piante (sintetizzate chimicamente), o dai loro veleni o anche da altro, è assurdo fare tutto quello che si fa agli animali. Soluzioni? Sensori impiantati? Si dovrebbe sacrificare qualche gradino di profondità (passatemi il termine), utilizzare metodi meno invasivi e puntare su sensori esterni senza bisogno di impianti permanenti … chissà magari qualche risultato già ci sarebbe … forse è perché a certi scienziati nulla basta nulla è abbastanza …
    Per quanto riguarda lo studio delle cure sui virus: non ci si potrebbe limitare a creare coltivazioni di batteri (ecc) (ipoteticamente e magari aggiungendo cellule umane) e sperimentare su tali coltivazioni le cure?
    Magari così rimarrebbe soltanto lo sperimentare la probabile tossicità (e/o effetti collaterali) dei farmaci.
    Non sarà molto, ma forse l’approccio è migliore per avere la coscienza un po’ più apposto con sé stessi.
    Gli animali capiscono, capiscono molto, capiscono anche cose degli umani, anche se gli umani possono anche manipolarli poiché non sono all’umano livello.
    Io spero, io mi auguro, che non vi sia più bisogno di sperimentazione animale; un giorno, non so come né quando.
    Le soluzioni alternative ci dovrebbero essere …

  2. Mh, non ho letto tutti i commenti, devo dire che la sperimentazione animale è/può essere aberrante. Però è un argomento davvero duro, poiché se fosse vero che è invece indispensabile molti medici potrebbero essere in disaccordo, e alcuni addirittura agire in conseguenza in caso di esami … detto ciò, è aberrante che si infettino degli animali con virus del genere, è un propagare della malattia stessa, che essa si evolve, nel tempo. O pensate agli innesti che fanno agli animali nei cervelli per scoprire il funzionamento degli stessiAberrante anche se è per trovare una cura, anche se la cura per nulla è aberrante. Il punto, il “tema(?)” è: è indispensabile la sperimentazione animale per trovare le cure?????????

  3. « Riflettere sull’etica dell’amore per tutte le creature in tutti i suoi dettagli: questo è il difficile compito assegnato al tempo in cui viviamo »
    (Albert Schweitzer)
    Tutta la vita e tutte le azioni di Albert Schweitzer sono fondate sulla sua filosofia e in particolare sul principio intorno al quale essa ruota: il rispetto per la vita. Fu durante il primo soggiorno in Africa (1913-1917) che egli individuò ed elaborò questo principio in quanto, nonostante avesse coltivato sin da giovane l’interesse per la filosofia, fu solo durante la permanenza in Africa che Schweitzer si interessò del problema dello sviluppo della civiltà e della cultura, e del suo legame con il modo di pensare dei popoli e le loro religioni.

    Il suo primo intento era quello di scrivere un libro che fosse solo una critica alla civiltà moderna e alla sua decadenza spirituale causata dalla perdita di fiducia nei confronti del pensiero. Egli riteneva a tal proposito che una civiltà di tipo occidentale nasceva e prosperava quando a suo fondamento si trovava l’affermazione etica del mondo e della vita, che, per andare di pari passo, dovevano essere fondate sul pensiero. Schweitzer riteneva che la decadenza del mondo moderno fosse data dal fatto che al progresso materiale non corrispondesse il progresso morale. Quest’ultimo non si era realizzato perché fondato su credenze – quelle religiose del cristianesimo – e non su un pensiero profondo: il progresso morale non poneva le sue basi sulla meditazione rivolta all’essenza delle cose. Passando in rassegna tutte le etiche del passato, egli riscontrò che erano tutte in qualche modo limitate, o perché troppo lontane e astratte dalla realtà o perché relativistiche, mentre per lui un’etica, per essere tale, doveva essere assoluta: ciò che a tutte mancava era un fondamento vero e indiscutibile.

    Trovò la soluzione del suo problema nel 1915 durante un viaggio intrapreso lungo il fiume Ogoouè, per andare a curare dei malati: «La sera del terzo giorno, al tramonto, proprio mentre passavamo in mezzo a un branco di ippopotami, mi balzò d’improvviso in mente, senza che me l’aspettassi, l’espressione “rispetto per la vita”. Avevo rintracciato l’idea in cui erano contenute insieme l’affermazione della vita e l’etica.» (A. Schweitzer)

    Elaborò a partire da questo momento un’etica che non si limitava al rapporto dell’uomo con i suoi simili, ma che si rivolgeva a ogni forma di vita; un’etica completa perché totalmente integrata e armonizzata in un rapporto spirituale con l’Universo.

    Il principio umanitario e la solidarietà verso ogni forma di vita
    Secondo Schweitzer l’etica individuale e quella sociale si distinguono per il diverso valore che attribuiscono al principio umanitario. L’etica individuale tende a salvaguardare il principio che un uomo non venga mai sacrificato a un fine, qualunque esso sia. L’etica sociale non ne è capace. La società, in base a un ragionamento e a scopi che stanno al di sopra della singola persona, non può attribuire importanza alla felicità e all’esistenza di un individuo.

    Afferma Schweitzer in All’ombra della foresta vergine: «Coloro che hanno conosciuto l’angoscia e il dolore fisico sono uniti nel mondo intero da un legame misterioso. Chi è stato liberato dalla sofferenza e dalla malattia deve camminare davanti all’angoscia e alla sofferenza e contribuire come può alla salute altrui.» Ma se l’etica che Schweitzer pone a fondamento di ogni azione umana promuove il rispetto verso qualsiasi forma di vita, come è possibile conciliare tutto ciò con la sopravvivenza, la quale spesso comporta la prevaricazione di taluni rispetto ad altri esseri viventi? L’etica del rispetto della vita non offre in realtà regole come palliativi o compromessi, ma mette l’uomo di fronte alle proprie responsabilità: è lui che deve decidere in ogni singolo caso in che misura voglia conformarsi all’etica e in che misura debba obbedire alla necessità, realtà che a volte diventa un caso di coscienza.

    Ogni distruzione di vita deve passare prima attraverso il criterio della necessità. Questo è vero per gli animali e per la vegetazione, giacché anche in questo caso la distruzione sconsiderata di alberi e di piante può portare a drammatiche conseguenze. Quanto agli animali, che servono da cavia, il pretesto umanitario dell’esperimento non può giustificare tutti i sacrifici e le sofferenze che gli si impongono. Anche se la finalità dell’esperimento è valida, a volte si infliggono agli animali crudeli torture provocate da svegli per semplificare il lavoro. L’etica del rispetto della vita ordina di alleviare ogni sofferenza inutile: non è la sofferenza dell’animale che può dare servizio all’uomo, ma l’osservazione della sua guarigione: «Ti sentirai solidale con ogni forma di vita e la rispetterai in ogni condizione: ecco il più grande comandamento nella sua formula più semplice.»
    (da Wikipedia)
    ***************************
    Ho riportato, qui sopra, il pensiero di Albert Schweitzer …

    I capelli grigi e le esperienze vissute, mi portano ad affermare che nulla è più importante della “VITA”, in tutte le sue forme …
    Se riusciamo ad averne rispetto, allora ci potrà essere benessere, progresso, equilibrio! Se invece in nome dei soldi, del potere, dell’interesse, spesso dell’indifferenza o della crudeltà, lasciamo che forme di vita umana, animale o vegetale, vengano torturate o sacrificate o, comunque, si venga meno all’obbligo morale di salvarla e salvaguardarla, allora il futuro che l’uomo si costruisce può essere davvero triste e foriero di grossi drammi e sofferenze!

    Insegnare a rispettare la vita deve avvenire sin dalla più tenera età! Il bambino può comprenderlo immediatamente perché è insito nel suo patrimonio genetico e spirituale… Noi siamo creati per la vita, la nostra evoluzione non può che avvenire attraverso l’esistenza su questa terra, che abbiamo tutto l’interesse a mantenere sana, bella come ci è stata donata …

    e invece l’uomo cosa fa? Inquina, distrugge, in nome del profitto, specula sulla terra e sui suoi prodotti, distrugge intere foreste, essenziali per la salvezza del mondo (credete forse che la distruzione della foresta amazzonica non sia tra i responsabili delle attuali modifiche climatiche?) ecc. ecc. , crea, tollera, giustifica, fa guerre per il petrolio, addirittura con le guerre pensa di risanare le finanze… si guarda, indifferenti, ad individui o forze che fanno strage di cittadini inermi, di bambini …

    Dopo la seconda guerra mondiale si pensava di aver toccato il fondo, che nulla di simile avrebbe mai più potuto ripetersi nel mondo… e invece sta accadendo ancora, esistono ancora torturati e torturatori, intere popolazioni ridotte in prigionia, dove la libertà è soltanto una parola sconosciuta, senza senso …
    Pensate che se coloro che hanno il potere avessero davvero rispetto per la vita, potrebbero fare o accettare tutto questo?

    Parlando di animali dovremmo ricordare il tempo in cui, imbecilli riccastri, andavano in Africa per il safari e uccidevano inutilmente animali meravigliosi, portandoli all’estinzione …
    Corre l’obbligo di fare un cenno al Re di Spagna, che ammiravo e stimavo… senza conoscerne ovviamente bene la natura!
    Vederlo posare con un viso un po’ da ebete davanti a quel meraviglioso elefante che, da morto, era tanto più regale e dignitoso di lui, ebbene mi ha suscitato un orrore, un fastidio, una rivolta verso chi ha permesso o ancora permette un tale scempio!
    Vorrei dire al re: “gioca coi fanti… ma lascia stare gli elefanti…”

    Tornando a noi, sono davvero felice che il Partito Liberale parli di questi argomenti e soprattutto plaudo all’idea di formare una corrente “verde ed animalista” …

    Ma anche “umana” … non è meno importante toccare argomenti come l’aborto che ogni anno uccide migliaia e migliaia di esseri umani … in embrione, certo, ma “individui”…
    L’etimologia di “individuo” è:
    INDIVIDUO: che non si può dividere, tutto ciò le cui parti non possono dividersi senza che perda la sua effigie, il suo carattere; quindi tutto ciò che ha una personalità, una esistenza tutta sua speciale. In modo particolare vale Uomo, persona …

    … Quando si uniscono le cellule dei genitori, quel piccolo essere ha già posto le basi della sua vita futura… è già un individuo… ha già messo in moto il programma che lo farà nascere biondo o moro, con gli occhi azzurri o la fossetta sul mento… è già un essere umano che ha solo bisogno di tempo per essere indipendente …

    Così come, nei primi anni di vita, avrà bisogno di aiuto per la sua vita, così nei nove mesi di gravidanza avrà bisogno di una madre che lo nutra, lo ami, insegnandogli in quei mesi preziosi, in cui è cosciente più di quanto non si immagini, l’amore e le basi della vita che lo attende …
    Considero terribile che una madre possa decidere di ucciderlo … !

    E altrettanto importante è la vita che molti giudicano inutile, da spegnere, delle creature che vivono in coma… alcuni si sono risvegliati ed hanno affermato che nel periodo in cui a tutti sembrava vivessero soltanto una vita “vegetativa”, in realtà comprendevano e vedevano, sentivano, tutto ciò che avveniva intorno a loro…

    Ebbene, davanti al mistero della vita, alle dimensioni ancora sconosiute in cui può manifestarsi, non facciamo peccati di orgoglio sentendoci Dei che possono accenderla o spegnerla a comando …

    Siamo umili, impariamo da San Francesco l’ “amore cosmico” per la vita insieme a tutte le sue creature, a sorella Acqua, a frate Sole, riappropriamoci della nostra “grandezza” di uomini capaci di vivere e lavorare per il bene del mondo intero… ognuno di noi può dare il suo piccolo o grande contributo, basta cominciare, anche dalle piccole cose !

  4. Per Mario Latini,
    grazie della risposta, l’ho veramente molto gradita.
    A questo punto, perchè non costituire una COMPONENTE ANIMALISTA MA PROPOSITIVA e CONCRETA ALL’INTERNO del PLI?
    Ovviamente al solo scopo di arricchire il dibattito, non certo per creare nefaste divisioni.
    Posso anche sbagliarmi, nel qual caso chiedo fin da ora scusa, ma in tema di liberalismo, mi pare che il grande Egidio Sterpa, sostenesse che l’ambiente più consono allo sviluppo dell’idealità liberale, è costituito da una società naturalista.
    Molto spesso purtroppo alcuni liberali dimenticano gli insegnamenti di Sterpa, altri come lei, Leprai ed io, per fortuna se ne ricordano.
    Secondo me, ora che a guidare la Federazione dei Verdi, c’è il moderato Bonelli, dobbiamo collaborare con lui, al fine di evitare che si avvicini all’estrema sinistra statalista, che in realtà, tale sinistra costituisce una delle posizioni più distanti dalla società naturalistica.
    Questo dobbiamo dire.
    Per quanto riguarda la vivisezione, penso che la LIPU, Lega Italiana Protezione Uccelli, associazione alla quale appartengo, alla sede Nazionale a Parma, indirizzo e telefono sono sull’elenco telefonico, sia perfettamente in grado di darle tutte le informazioni che le servano.
    Saluti.

  5. Anche sul sito animalisti.it le informazioni non sono molto dettagliate e soprattutto circostanziate. Ciò non vuol dire che non siano vere vuol dire che creano difficoltà a chi vuole farsi un’idea propria, perchè senza fatti specifici e cricostanziati è facile che una battaglia giusta diventi una caccia alle streghe e la caccia le streghe non è certo civile nè tantomeno liberale.
    Per quanto riguarda l’aborto caro Luigi è così lapalissiano quanto dice che non vedo come si possa dire il contrario senza apparire ipocriti.

  6. Giustissimo, anzi sacrosanto opporci alla vivisezione sugli animali, questa sarà una battaglia che mi vedrà sempre in prima fila; ma l’uomo è l’animale più importante.
    E tutti gli aborti procurati, non sono anche essi una forma di violenza nei confronti della vita, alla pari, se non peggio della vivisezione sugli animali?
    Per questo motivo, plaudo alla recente marcia per la vita svoltosi a Roma.
    Una marcia, non politica, nelle intenzioni, tendente a valorizzare il diritto alla vita.
    Le femministe strilleranno, ma non mi interessa; comunque, se questo può tranquillizzare, sarò sempre, e con convinzione a difendere i veri diritti delle donne, prima di tutto quelli che riguardano il mondo del lavoro, con paghe uguali agli uomini, lotta ad ogni forma di discriminazione e violenza, anche sessuale, lotta alle dimissioni in bianco, per molte donne che rimangono incinte, servizi alla maternità ed alla scolarizzazione, aiuto alla famiglia, migliore contracezzio9ne preventiva; ma l’aborto, è contro natura, e solo per questo motivo, e non per supposta e non provata discriminazione nei confronti delle donne, l’aborto non deve essere un diritto, un vero animalista, a mio parere, per questi motivi, con lo stesso metro che si pone giustamente contro la vivisezione. dovrebbe porsi anche contro l’aborto,
    Aboliamo la 194, legge contro natura.
    Saluti.

  7. Caro Quinto conosco i motori di ricerca e come funzionano…io parlo di altre informazioni che abbiano una fonte accertata o almeno conosciuta, ad esempio Roberto Albert dice “i proprietari di quel lager quotidianamente infliggono sofferenze”, ne sono convinto anche io, ma vorrei date, nomi e modalità di chi ha inflitto sofferenze, per poter togliermi ogni dubbio.
    Mario Latini

  8. Si potrebbe aggiungere una terza battaglia animalista e liberale oltre alle due da me espressamente èroposte nel post precedente,la riconversione graduale dell’industria delle armi da caccia.
    Mi spiego, dato che come liberali non possiamo essere contrari alla produzione industriale, perchè porta lavoro e ricchezza, anche quella delle armi, in questo caso, armi da caccia, si pone l’obbiettivo di proporre a parità di costi la riconversione, riprto in modo graduale delle armi da caccia, in ormi da competizione sportiva, tiro al piattello, tiro dalla fossa, tiro al bersaglio semovente etc…., i vari mirini delle armi potrebbero venir modificati, ed utilizzati in ottica nelle macchine fotografiche ad altissima precisione.
    Al massimo si costruiscano flobert che sèarano proiettili di gomma.
    l’uso di proiettili di gomma potrebbe venire incentivato anche dalle forze dell’ordine, quanti morti in meno!
    Bisognrrebbe poi produrre ed applicare una legge per cui, le armi da competizione sportiva, possano venire utilizzate solo in luoghi adatti ed adibiti a tali incontri sportivi, vedi poligoni di tiro, od altro luogo simile.
    Saluti.

  9. leggo con piacere la posizione di tanti liberali sul problema vivisezione ed in genere sulle sofferenze degli animali.
    A me non meraviglia tale presa di coscienza da parte del PLI,perchè ricordo le prime battaglie di Alfredo Biondi ministro per l’ ecologia e la proposta del partito per l’abolizione dei contributi statali ai circhi che utilizzano animali.
    Bello l’intervento di Nico Valerio,ma anche da liberale rispettoso della legge e delle isttituzioni,non mi sento di condannare quello che è successo per liberare qualche cane, in fondo non è stato fatto del malea nessuno,mentre i proprietari di quel lager quotidianamente infliggono sofferenze ad esseri innocenti ed indifesi

  10. Non conosco la vicenda della Green Hill a fondo. Non so quale sia la sperimentazione che doveva essere fatta sugli animali liberati. Ma visto che conosco la ricerca mi pongo il problema se sia vero che esistano ricercatori i quali non si curano delle sofferenze animali inutili. Siccome è un problema che mi tocca da vicino vorrei sapere nome e cognome dei ricercatori, ente di ricerca e finalità di ricerca che sia da considerare inutile o ripetitiva.

  11. A parer mio è necessario uno studio scentifico molto approfondito che coinvolga anche e sopratutto il mondo ambientalista ed animalista, assieme ai liberali, per capire se effettivamente la sperimentazione animale, può essere utile per testare farmaci da utilizzare per l’uomo.
    E’ comunque fuori discssione che i lager per la sperimentazione vivisettiva, vadano subito aboliti.
    La vivisezione animale significa letteralmente, sperimentazione sugli animali dal vivo, senza anestesia, una cosa disumana.
    E poi, gli animali, non hanno gli stessi cromosomi dell’uomo, quindi la reazione ad uguali farmaci, nella stragrande maggioranza dei casi, risulta differente.
    Poi magari succede che certi farmaci, testati sulle cavie in modo positivo, per effetto del gioco dei cromosomi risultino, magari sull’uomo letali, con buona pace dei medici, che in buona fede gli anno sperimentati.
    Questo tragico episodio, può paradossalmente avvicinare il mondo ambientalista ed animalista al PLI, un’occasione da non perdere intendo riferirmi all’ambientalismo moderato, quello di Angelo Bonelli, e per l’animalismo, alla LIPU, all’EMPA, alla Lega Antivivisezione, Lega Amici del Cane Gruppo Ornitologico Assisi.
    Uniamo le nostre forze, in vista delle elezioni del 2013.Faccio un appello a tutti i responsabili di queste associazioni ed ai vertici del PLI, affinchè si possa trovare un punto d’incontro.
    Anche in Ucrayna, si perpetua la strage dei cani randagi, ed in Ucrayna, il governo, non brilla certo per democrazia.
    I Paesi che non rispettano gli animali, molto spesso non rispettano nianche gli uomini, ed in questi termini questo, è un grave fatto politico, e sottolineo politico, di primaria importanza.
    Cacciatori, nonchè uccellatori con rete, spesso violano i giardini ed i terreni posti in regime di proprietà privata, sia a noi liberali che ai Verdi ed agli animalisti, questo non va bene, i motivi sono più che ovvi.
    Perchè non fare su questo tema, nonchè anche su quello della vivisezione, due grandi battaglie politiche unitarie?
    Saluti.

  12. Che dire? Letto “Green Hill” nel titolo ho subito pensato ad una condanna del gesto anarchico (con tutto quello che ne consegue: la libertà di scienza, la proprietà privata, l’illegalità ecc), come avremmo fatto nei decenni passati, quando il PLI era di fatto un partito ossimoro: liberal-conservatore. Ma il resto del titolo e poi la lettura dell’articolo mi hanno sorpreso molto. Sono solo meravigliato come liberale Doc, e piacevolmente colpito come ecologiosta e animalista Doc della prima ora (ho fondato nel lontano 1975 il primo club ecologista in Italia, con tutti i temi della salute e dell’ambiente, e ho proposto io nel 1977 il I Referendum anti-caccia). Ero appena fuoriuscito dalla Gioventù Liberale, che non aveva la possibilità di fare nulla, ed ero approdato con un certo timore tra i Radicali, pur continuando ad essere liberale. Una condizione pressoché unica, credo, quella dell’eco-lib. (vedi mio blog specializzato
    http://ecologia-liberale.blogspot.com/ ).
    Bene, torniamo alla questione: vediamo di mettere d’accordo i due poli. Fino a pochi anni fa il PLI era per la libertà di scienza, ovvio, ma senza porsi alcun problema. Difendevamo solo la libertà dei ricercatori. I nostri cugini radicali, ancora ieri, con la Coscioni, hanno preso una posizione sbagliata, pro-sperimentazione animale, costi quel che costi. Poi, alcuni radicali hanno protestato. Noi liberali veri, invece, come in tutti i campi della vita, dobbiamo contemperare la tutela dei più diversi diritti di libertà. Il Liberalismo è la teoria del limite (il limite minimo possibile) dei diritti, purché tutti li abbiano. Se tutti accettano di ridurre un poco, pochissimo l’estensione del loro diritto, è possibile una società liberale in cui tutti hanno tutti i diritti possibili. E il limite n.1 è proprio l’esistenza di analoghi e contrastanti diritti negli altri. Ebbene, il diritto a non procurare violenze inutili negli esseri viventi, anche non umani (cfr. Singer e altri, ma già il liberale Bentham ne parlava), va a moderare il primo diritto. Tanto più, ci dice la scienza (e mi occupo di scienza) che i risultati ottenuti sugli animali in laboratorio non sono mai rapportabili all’uomo, essendo diverse – senza contare l’anatomia – le risposte biologiche. Famosi farmaci che curano l’uomo ammazzano alcune cavie, e sostanze che curano gli animali si rivelano inattive o tossiche sull’uomo. Inoltre perfino il vecchio codice penale puniva le sevizie sugli animali come atte a colpire la sensibilità degli esseri umani. Sulla vivisezione, quindi, la nostra posizione è, ferma restando la più grande libertà per la ricerca, che è una tendenza tipicamente liberale (v. p.es., in Cavour), resta l’auspicio che si sperimentino al più presto sistemi alternativi per superare la inutile strage di animali (spesso rari e in via di sparizione, come certe scimmie), per evitare sevizie che offendono la sensibilità umana e costituiscono un peso di dolore per gli animali non umani. La strana ripetitività di certe pratiche ormai note da decenni lascia poi interdetti. Infatti, si può capire in teoria lo studio del nuovo farmaco, ma è inesplicabile la ripetizione di esperimenti tradizionali e sempre uguali, giù noti da tempo, effettuati solo per mostrare agli studenti come si fa, oppure – sostengono molti – per alimentare il mercato parallelo, non sempre limpido (più spesso monopolistico o oligopolistico) di chi specula sugli animali da laboratorio in condizioni di mercato distorto. Sulle proteste, infine, i liberali sono da sempre contrari alla violenza. Non siamo come liberali favorevoli al farsi giustizia da sé, tranne casi eccezionalissimi. Le leggi vanno rispettate, così come le proprietà (a parte i casi di disobbedienza esemplare, dichiarata, con le conseguenze che ciascuno si assume su di sé). Come liberali, però, ci battiamo perché nuove leggi più liberali sostituiscano le vecchie, e soprattutto si crei una sensibilità nuova nella società, più favorevole alla felicità degli uomini e degli animali non umani.

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