Col Consiglio Nazionale di sabato, presieduto dal suo Presidente Renata Jannuzzi, si è conclusa la lunga stagione congressuale del Partito Liberale (PLI), iniziata con le assemblee precongressuali svoltesi in tutt’Italia e proseguita con la celebrazione del 28° Congresso Nazionale di Roma della fine di marzo, che ha visto confermata la linea politica di alternativa al bipolarismo del Segretario Nazionale Stefano de Luca e del nuovo Presidente del partito Enzo Palumbo.

La maggioranza congressuale, che si è riconosciuta nella mozione “Liberali per l’Italia del Futuro”, ha consolidato il suo successo eleggendo a scrutinio segreto, con una maggioranza di due terzi, il nuovo tesoriere del partito nella persona di Giancarlo Morandi (già presidente del Consiglio Regionale della Lombardia), e la nuova Direzione Nazionale, che gestirà il PLI nei prossimi anni, con l’obiettivo di avviare un percorso costituente per l’aggregazione di tutti i liberali italiani, sia di quelli della diaspora apertasi nel 1994, sia, e soprattutto, di quei tanti altri che, specie tra le nuove generazioni, sono oggi sostenitori del liberalismo democratico europeo ed internazionale, per rafforzare l’Agenda Liberale del 21° secolo.

Dieci i rappresentanti della maggioranza nella nuova Direzione Nazionale (tra parentesi la provincia di appartenenza): Eugenio Barca (CS), Salvatore Buccheri (PA), Nicola Fortuna (MI), Claudio Gentile (PO), Enzo Lombardo (CT), Marco Marucco (PR), Antonio Pileggi (RM), Marco Sabatini (RM), Francesco Sisca (NA) e Roberto Sorcinelli (CA).

Cinque i rappresentanti della minoranza: Attilio Bastianini (TO), Antonietta Brancati (RM), Giuseppe Carrieri (BA), Pasqua L’Abbate (BA) e Michelangelo Liuni (BA).

Fanno parte di diritto della Direzione: il presidente d’onore Carla Martino, il Presidente del Partito Enzo Palumbo, il Segretario Nazionale Stefano de Luca, il nuovo presidente del Consiglio Nazionale Renata Jannuzzi ed il nuovo Tesoriere Giancarlo Morandi, ed inoltre i parlamentari Sen. Enrico Musso, On. Fabio Gava e On. Angelo Santori.

Il Consiglio Nazionale del PLI ha anche rinnovato il collegio dei Revisori dei Conti, che risulta ora composto da  Francesco Galeone, Luigi Miceli e Giuseppe Piazza.

Nella sua prima riunione, su proposta del Segretario De Luca, la Direzione ha affidato ad alcuni dei suoi componenti la responsabilità di alcuni settori: Buccheri (mezzogiorno), Gentile (enti locali), Lombardo (organizzazione), Pileggi (istruzione e ricerca scientifica), Sabatini (comunicazione); la Direzione ha poi nominato incaricati nazionali Jacqueline Rastrelli (esteri e rapporti con ELDR e L. I.) e Massimo Rizzo (giustizia).

Alessandra Colonna  è stata confermata responsabile dell’Ufficio Stampa del partito e le è stato affidato il nuovo incarico di portavoce della Segreteria Nazionale.

Com’è noto, proprio nei giorni scorsi De Luca e Palumbo, in esecuzione della mozione congressuale, hanno indirizzato  a tutti i liberali italiani una lettera aperta sollecitando un confronto dei diversi punti di vista per superare la dispersione che in questi anni ha sancito l’irrilevanza politica dei principi liberali proprio mentre la società italiana reclamava a gran voce una politica liberale nelle istituzioni e nell’economia.

12 Commenti

  1. Ringrazio Pietro Stella per il suo intervento e non mi sottraggo alla domanda.
    Condivido l’opinione che il Veneto meriterebbe molto di più in termini di rappresentanza nazionale nel PLI.
    Occorre tuttavia considerare che i risultati rappresentativi di ciascuna regione dipendono sia dal contributo politico degli esponenti locali (che nei congressi si misura inevitabilmente sulla base delle posizioni assunte rispetto alla mozioni politiche che si confrontano), sia dall’apporto organizzativo sul territorio (che nei congressi si misura inevitabilmente sulla base delle adesioni in termini di iscritti).
    Al Congresso di marzo, a prescindere dalla posizione politica assunta dall’on. Dalla Via (più che legittima, ma rivelatasi perdente), il Veneto si è presentato con soli 29 iscriti su oltre 1.300, ed ha espresso solo 5 dei 261 delegati,
    Sono certo che, in futuro, il Veneto, con le sue importanti e prestigiose realtà locali, potrà dare (ed avere) molto di più, e penso che la nuova Direzione Nazionale dovrà farsi carico di promuovere le realtà locali; è però evidente che dovrà esserci localmente la disponibilità a concorrere al risultato col massimo impegno sul territorio.

  2. Carissimi Tutti,
    sperando che quanto vado ad affermare non sia considerata “una battuta” e sperando che qualcuno degli eletti quali Responsabili di Settore prenda in considerazione la mancanza ,che ritengo gravissima,il fatto che nella Nuova Direzione Nazionale non sia stato eletto alcun rappresentante Veneto.Forse ci considerati tutti Leghisti o giù di lì?Purtroppo al Congresso Nazionale hanno partecipato amici liberali con troppe simpatie “Casinistiche-UDC”.Mi auguro che per il futuro ci sia una maggiore attenzione di quanta avuta per il passato e si ripossa parlare di Liberalismo anche in questa area.
    Invito gli adetti ai lavori di dare gentilmente risposta.Grazie.Cari saluti.
    Pietro Stella-Mirano Ve-

  3. Carissimo Michelangelo,
    vorrei, sommessamente, soffermarmi sui tuoi richiami alla correttezza, al rispetto delle regole ed all’unitarietà.
    Anche tu ti dispiaci per l’utilizzo dei termini “maggioranza” e “minoranza” (o “opposizione” se vuoi) come se fotografare un esito democraticamente stabilito da un congresso con i termini propri e significanti fosse un’offesa o una “lesa maestà”. Se la mozione in cui mi sono riconosciuto fosse uscita perdente dal Congresso non avrei avuto nessun particolare problema a far parte della “minoranza”, ne mi sarei sentito offeso nel sentirmi includere semanticamente in tale fattispecie politica. Naturalmente sono sempre disponibile ad imparare ed usare termini nuovi e che vi spiacciano meno qualora me ne suggeriste qualcuno che rispecchi correttamente la situazione ed il vostro atteggiamento politico.
    Non condivido il tuo richiamo alla correttezza. Qui tutti si sono comportati e si comportano in maniera assolutamente corretta e nel rispetto delle regole. Prova ne siano le precisazioni di Sabatini e Palumbo. Possiamo parlare di “carineria” o di “graziosità istituzionale” che però, a mio modesto avviso, sono concetti ed atteggiamenti che necessitano di una condivisione ed attuazione da entrambe le parti, se voluti naturalmente.
    D’altra parte, per finire sul tuo appello all’unitarietà che condivido in pieno, “il gruppo che ha preso più voti in Congresso ed in Consiglio Nazionale” (vedi che mi sforzo di essere carino e che però senza le parole giuste divento più logorroico di quanto già non lo sia) ha offerto collaborazione ed unitarietà che sono state sdegnosamente rifiutate. Prima in Consiglio Nazionale proponendo una lista unitaria per la Direzione che, peraltro, vi avrebbe dato più seggi di quanti non avete ottenuti con i vostri voti; poi chiedendo a voi che sedete in Direzione Nazionale di voler anche voi assumere degli incarichi (anche in questo caso avete rifiutato). Noi ci si prova a lavorare insieme e con spirito di unitarietà e dovresti, correttamente, darcene atto. Poi voi vi regolate come di vostro diritto, ma se volete fare i “separati” non potete accusarci di essere dei “separatori”.
    Spero, invece, che lo spirito che prevalga sia quello che ci ha visti insieme lavorare in Commissione Verifica Poteri al Congresso. Ognuno con le sue opinioni e motivazioni, ma tutti correttamente al lavoro per il risultato definitivo. Quella Commissione, caro Michelangelo, è stata a mio avviso un buon esperimento che chi, come noi, ha vissuto e conosciuto dovrebbe diffondere in spirito. E sono certo, avendo avuto il piacere di apprezzare il tuo modo di essere e di fare, che non ti sottrarrai a questo mio appello.
    Un caro saluto.

  4. Cari Enzo e Marco,
    vi ringrazio per le risposte. Enzo perchè sei corso ai ripari rimediando ad uno “scivolone” comunicativo e inserendo i nomi dei parlamentari, Marco perchè li hai citati (…seppur i nomi non sono inseriti).

    Per il resto è chiaro che in un partito democratico la dialettica deve esistere ma, considerato il momento storico che stiamo vivendo, avrei preferito sul sito del Partito un comunicato in linea con quanto scritto su Rivoluzione Liberale con semplicemente i nomi delle singole liste che avevano presentato i rispettivi candidati. Mi sembra più corretto istituzionalmente e noi nel nostro Partito dobbiamo imparare a essere più corretti, coerenti e rispettosi delle regole, altrimenti diventa tutta una farsa, con persone che sbraitano a vuoto e per il nulla.

    Ad maiora

  5. Sono scandalizzato come liberale classico dalla nota di Liuni che quasi vorrebbe (Berlusconi docet…) annullare la TIPICA dialettica liberale in un unanimismo (che poi sarebbe trasformismo…) insieme poco liberale, poco onorevole e anche poco… divertente. Siamo noi liberali ad aver istituzionalizzato e regolato il sistema della dialettica, non solo economica (mercato e concorrenza) ma anche politica. Sia esterna (interpolitica), sia interna al proprio partito (intrapolitica). Infatti i liberali (anche i cugini repubblicani e radicali) hanno sempre avuto correnti, sfumature, maggioranze e minoranze, e congressi mossi e agitati. Non vi dico che succedeva nella Gioventù liberale ai miei tempi. Positivo, positivissimo. L’esercizio-rito della lotta (gioco ritualizzato) è fondamentale negli individui e nei popoli. Gobetti riteneva la lotta essenziale al Liberalismo. Anche perché noi, a differenza dei populisti carismatici abbiamo a che fare con una dottrina così ampia e sfaccettata che è inevitabile che ci siano su ogni questione idee o interpretazioni diverse. Da noi, quindi, proprio da noi, è addirittura impossibile l’unanimismo (comunista, fascista, berlusconiano, religioso ecc). Quindi, altro che “pessima figura” verso l’esterno; semmai una dimostrazione utile culturalmente, quasi pedagogiica, verso i tanti diseducati dal berlusconismo e dai partiti personalistici senza anima e dialettica interna, cioè non democratici, così poco maturi dal punto di vista liberale che quando sono in minoranza – a partire dal condominio – minacciamo o l’avvocato o le dimissioni o la scissione.

  6. Non necessariamente il fatto che ci sia una maggioranza ed una minoranza è un fatto negativo. Anzi, oggi che molti partiti sono personalistici, il fatto che vi sia un partito, sia pure piccolo, che ha una libera dialettica interna, mi pare tutto sommato positivo.
    Poi non conosco i dettagli, ma è chiaro che se le diverse opinioni diventano guerre interne, allora sì che i lavori potrebbero non essere sereni. Ad ogni modo, da liberali date il buon esempio e lavorate bene…

  7. Michelangelo ha ragione: il comunicato non risulta completo e mi spiace per l’involontaria omissione, che per altro non riguarda solo il sen. Musso, ma anche gli on.li Gava e Santori, che (art. 12.3 dello Statuto) fanno parte di diritto ed a pieno titolo della Direzione Nazionale, come per altro risulterà dalla convocazione che ho già diramato in vista della prossima riunione di Direzione prevista per il 9 maggio e che è in corso di spedizione.
    Nel pomeriggio, appena la nostra segretaria Georgia sarà rientrata in ufficio, se ne darà ufficialmente atto nell’apposita sezione “chi siamo” del nostro sito.
    Quanto a “maggioranza” ed “opposizione”, si tratta di null’altro che di registrare l’esito congressuale, come confermato dall’ulteriore esito del Consiglio Nazionale di sabato scorso.
    Se sabato si fosse proceduto (come il Segretario ed io stesso avevamo auspicato) ad una votazione su lista unica per il completamento dell’organigramma del Partito, quelle espressioni “tecniche” non ci sarebbero state; e se, in un futuro che mi auguro assai prossimo, l’auspicio che sabato è rimasto disatteso fosse raccolto e si procedesse tutti insieme senza distinzioni pregiudiziali (il che non vuol dire essere sempre d’accordo su tutto) quelle espressioni perderebbero di attualità e verrebbero archiviate come retaggio del passato.
    Auguro a tutti noi che così possa essere.

  8. Mi chiedo se sia ancora saggio insistere sul concetto di minoranza e maggioranza all’interno di un Partito che verso l’esterno dovrebbe, e dico “dovrebbe”, dare l’immagine di unitarietà. Pessima figura si fa con questo comunicato e poi il Sen. Musso non dovrebbe far parte della Direzione?
    Se poi si sta cercando di provocare a tutti i costi una frattura, allora si accomodino gli autori e gli ispiratori della stessa. Io spero proprio di no, anche perchè quando si va in guerra bisogna partire dal pressuposto che non ci saranno nè feriti nè prigionieri.

    Non credo, a questo punto che il lavoro sarà poi tanto sereno. Auspico un inserimento di Musso immediato, altrimenti inizieremo a parlare con le carte (quelle vere).

    Buon proseguimento

  9. Ora dopo un congresso che ha sancito ancora una volta l’autonomia del Partito, che pur piccolo, ma ideologicamente grande, era
    divenuto “appetibile” da correnti estranee che vorrebbero purtroppo attuare un rimescolamento gattopardesco di posizioni tattiche per la prossima conquista del potere, è auspicabile la stagione del rilancio. Occorre pertanto massima attenzione sul ruolo del Partito
    che deve restare un “sostantivo” senza aggregarsi e/o confondersi con altri soggetti che amano usare liberale continuamente come un “aggettivo”.
    E ci vogliono i giovani che devono guardare al passato per riportare al presente le esperienze positive utili alle sfide di oggi e di
    domani come Croce suggeriva. E’ necessaria una partecipazione attiva di liberali riformisti e rivoluzionari così come affermava un “certo” Gobetti, che è rimasto “giovane” e senza età non essendo divenuto vecchio per essere respinto dai cretini di turno.

  10. La nuova dirigenza del Pli, composta di persone preparate, ognuna con una propria attività lavorativa, professionisti insomma, in questo momento NON magico per il Nostro Paese, sono state elette con ampia meggioranza.
    Nell’augurare a tutti un proficuo lavoro per l’ Italia innanzitutto e poi per il Pli, con la copertura politica assicurata a gran parte della Penisola è stato compiuto un enorme balzo per il futuro.
    Come non rinraziare, Carla, Enzo, Stefano e tutti gli eletti?
    Un abbraccio, mi avete riempito il cuore e il cervello Giancarlo Colombo

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