“Una Costituente Liberale, come luogo di discussione per fare maturare la consapevolezza della necessità di promuovere uno strumento adeguato alla domanda di politica liberale che sale dal Paese”.

È questo l’obiettivo che si propone una lettera aperta che Enzo Palumbo e Stefano de Luca, rispettivamente Presidente e Segretario Nazionale del PLI, hanno indirizzato alle organizzazioni ed alle personalità che, pur in diversa collocazione, si richiamano agli ideali liberali della Società Aperta proponendo un luogo d’incontro per individuare insieme i temi dell’agenda liberale del XXI secolo.

Tra le associazioni e le fondazioni destinatarie del messaggio, si segnalano in particolare: Associazione Italia Futura, Associazione per la Democrazia Liberale, Federazione dei liberali, Fondazione Cortese, Fondazione Critica Liberale, Fondazione Einaudi Roma, Fondazione Einaudi Torino, Fondazione Fare Futuro, Fondazione Libro Aperto, Fondazione Magna Carta, Istituto Bruno Leoni, Società Aperta.

Questo, il testo della lettera:

Cari amici,

nell’ultimo ventennio l’Italia si è disabituata alla Politica, intesa come visione della vita e del futuro,e si è rassegnata a subire l’egemonia di partiti “contenitori” o  “padronali”, che hanno finito col trasformare la dialettica democratica in propaganda, gossip o demonizzazione dell’avversario, mentre il ruolo della politica è stato di fatto cancellato.

In questo scenario di “partiti senza idee” egemoni nelle istituzioni, e di “idee senza partito”, presenti nella società ma escluse dal paese legale, i problemi della società italiana, economici, sociali e civili, si sono andati aggravando, senza che le istituzioni democratiche siano state in grado di fronteggiarli.

Si impone allora una svolta innanzi tutto culturale, per riaffermare una nuova capacità della politica identitaria di coinvolgere il cuore e le menti degli italiani, ed in particolare delle nuove generazioni, per diventare protagonisti del futuro della nostra società.

Il pensiero e le proposte liberali potranno avere un ruolo determinante all’imprescindibile condizione che coloro che negli ultimi venti anni hanno continuato a richiamarsi singolarmente a tali ideali abbiano la capacità e la generosità di uscire dal guscio individualista nel quale si sono rinchiusi, provando a diventare il lievito di un grande soggetto politico che si ponga l’obiettivo ambizioso di concorrere in maniera significativa alla guida del Paese.

Il Congresso Nazionale del Partito Liberale Italiano, che nello scorso mese di marzo ci ha affidato le massime responsabilità politiche, con la sua mozione conclusiva ha ritenuto che per il PLI è questo il momento di rendersi promotore di un percorso costituente per l’aggregazione di tutti i liberali italiani, sia di quelli della diaspora apertasi nel 1994, sia, e soprattutto, di quei tanti altri che, specie tra le nuove generazioni, sono oggi nuovi sostenitori del liberalismo democratico europeo ed internazionale.

Il PLI, che oggi rappresenta, pur coi suoi limiti dimensionali, il maggior numero di liberali organizzati sul territorio, guarda alla Costituente Liberale per l’Italia del Futuro come tappa imperdibile per offrire un’occasione di confronto dei diversi punti di vista, in modo da superare la dispersione che in questi anni ci ha reso politicamente irrilevanti, proprio mentre la società italiana reclamava a gran voce una politica liberale nelle istituzioni e nell’economia.

Intendiamo la Costituente come luogo di discussione e non come surrogato di un partito, con lo scopo di fare maturare in ciascuno di noi la consapevolezza della necessità di avere a disposizione uno strumento adeguato alla domanda di politica che sale dal Paese.

Per tale ragione, l’invito a parteciparvi è esteso a tutti: centri studi, associazioni culturali, fondazioni, siti internet e pagine di facebook e twitter, onlus, gruppi di volontariato, singoli individui.

Un luogo di idee, quindi, non di potere: un progetto ambizioso ma necessario, in cui non sono in gioco carriere od incarichi, ma il futuro del nostro Paese.

Le stesse riunioni plenarie o di gruppi potranno essere presiedute a rotazione da chi appaia più competente e disponibile in ciascun settore, in modo da non cristallizzare alcuna posizione.

Se questo lavoro propedeutico avrà successo, come fortemente auspichiamo, si potranno individuare le forme ed i modi per la confluenza in un unico movimento politico e per individuare  una leadership all’altezza della situazione.

Il tempo è tiranno, e quindi entro il mese di maggio vorremmo potere avviare gli incontri.

Attendiamo fiduciosi un Vostro urgente cenno di interesse e Vi inviamo i nostri più amichevoli saluti.

Stefano de Luca                                      Enzo Palumbo

20 Commenti

  1. Il partito sta uscendo dalla fase congressuale, con il rinnovo delle cariche, l’avvio della doverosa revisione dello Statuto e la proposta di una Costituente liberale per l’Italia del futuro. Per questo coraggioso e ambizioso progetto, nonché per prepararsi alle prossime (?) elezioni politiche, il partito deve presentarsi con proposte chiare, semplici, forti, in grado di caratterizzarlo e distinguerlo dalla pletora di partiti e movimenti senza idee e senza carattere. Precisamente a questo fine il Congresso nazionale ha approvato alcuni ordini del giorno programmatici. Intendo quindi proporre che il Consiglio nazionale, prendendo atto delle decisioni e accogliendo le raccomandazioni del Congresso, adotti i principali punti di tali O.d.g. come obiettivi prioritari del partito e impegni la direzione a considerarli pregiudiziali per ogni eventuale alleanza politica o elettorale.
    Invito i colleghi consiglieri a prenderne visione (O.d.g. n. 1, 2, 3 e 4, pubblicati in questo sito nella sezione documenti e disponibili anche, in forma più chiara, nella pagina http://www.rinascimentoliberale.it), per poter giudicare a ragion veduta.

  2. Cari Stefano ed Enzo,
    sono del tutto d’ accordo nell’ avviare un processo di riaggregazione e di fusione tra liberali nonchè di vera proposizione della nostra cultura politica in un’ Italia da sempre poco libera e liberale, a patto che si porti il messaggio che vogliamo dare verso le forze vive che creano in mezzo a mille difficoltà plusvalore con la loro indefessa operosità e che si confrontano ogni giorno in Europa e nel mondo con la libera iniziativa da ogni parte essa provenga. Sono costoro i nostri interlocutori privilegiati, coloro che purtuttavia continuano a rischiare in proprio e a tentare di creare ricchezza e posti di lavoro.
    Sono ad esempio le Imprese del Mobile di tutt’ Italia presenti in questi giorni a Milano che in un momento così difficile riescono ad attrarre il mondo intero ad operare con il nostro Paese e a creare l’ indotto e il terziario di cui possiamo andare fieri. Che i Soloni che tanto abbondano anche nel nostro Partito e che danno spesso lezioni di tuttologia comincino a rimboccarsi le maniche ed a parlare di meno dando un esempio di operosità nel risalire la corrente non solo per le ambizioni personali pur legittime di cui siamo sempre molto a conoscenza, ma anche e soprattutto per dare una mano a coloro che professionalmente ansimano sempre più, ma rifiutano di abbandonare la lotta per salvare le strutture economiche italiane e le imprese che le sostengono.

    Se così fosse sarebbe un ottimo esempio di ideali liberi e liberali calati nella realtà di ogni giorno.

    Con amicizia,
    Nicola Fortuna

  3. Enzo,
    allora ti chiedo: a che pro? Quale sarebbe l’obiettivo? Ti rispondo con le parole usate dai tuoi leaders:” Se questo lavoro propedeutico avrà successo, come fortemente auspichiamo, si potranno individuare le forme ed i modi per la confluenza in un unico movimento politico e per individuare una leadership all’altezza della situazione.”
    Vogliamo tutti questo? Perfetto. Allora ci si deve mettere in testa che si riparte da zero. Non mettermi parole in bocca che non ho detto. Io non voglio escludere nessuno (a proposito di noia, sta storia dei motivi personali è la dimostrazione della totale assenza di risposte alle mie obiezioni politiche) anzi. Dico solo ( e come me tantissimi) che nessuno può e deve fare da traino a nulla.
    Ovviamente salvo che non sia strumentale ad obiettivi ed interessi differenti dal mio.
    Non condivido, infine, la tua valutazione o meglio la tua (?) deminutio riguardo all’assemblea. Ciò perchè la differenza è sia sostanziale che formale. Formale in quanto si sono date delle scadenze (che tu, de Luca e Palumbo avete al congresso rigettato) e sostanziale perchè l’idea è quella di creare qualcosa che attiri gli amici liberali che come me del PLI hanno solo un bellissimo ricordo storico.

  4. Caro Claudio,
    oggi, un po’ per gioco un po’ seriamente, ho pubblicato su Facebook un dialogo tratto dal film “Una storia semplice” (tratto a sua volta dal romanzo di Leonardo Sciascia). In questo dialogo il Procuratore della Repubblica che sta indagando sulla morte di un cittadino si trova ad interrogare il vecchio e malato Prof. Franzò, amico del defunto e vecchio professore di Lettere del giudice.
    Prima di iniziare l’interrogatorio il Procuratore fa presente al Prof. Franzò che nonostante lui fosse stato un allievo “debole” in Italiano era poi riuscito a diventare Procuratore della Repubblica.
    Ed il Prof. Franzò gli risponde testualmente “…l’Italiano non è l’Italiano (pronunciato con tono roboante), l’Italiano è ragionare! Se lei avesse conosciuto ancor meno l’Italiano forse sarebbe ancora più in alto!”.
    Inizio con questo aneddoto per stigmatizzare il fatto che tu fingi, e sottolineo fingi, di non capire quello che invece nella lettera del PLI è chiaro, lampante, trasparente e di evidenza solare.
    E siccome tu fingi di non capire (perché al contrario del Procuratore conosci benissimo l’Italiano ed ancor meglio ragioni) allora io fingo che tu, ed altri, non capiate e ti spiego ancor meglio quel che è già chiaro di suo.
    Il PLI è, E RESTERA’, il PLI. La Costituente Liberale non sarà ne un PLI allargato, ne un nuovo Congresso del PLI (con buona pace di tutti, spero anche tua), ne un tentativo di cooptare qualcuno in un PLI camuffato. La Costituente Liberale sarà un’altra cosa. Essa rappresenterà un momento ed un percorso costituente, promosso dal PLI, per fare sedere attorno ad un tavolo diversi soggetti liberali senza che nessuno debba chiedere a nessun altro di fare passi indietro nelle proprie rispettive case. Giusto per fare un esempio se “Pensiero Liberale” volesse sedersi al tavolo della Costituente Liberale, nessuno chiederà a Claudio Ferrante ed alla Direzione Interstellare del suo movimento di dimettersi o fare passi indietro. E’ sufficientemente chiaro? Ancora no? Copio e incollo.
    “Intendiamo la Costituente come luogo di discussione e non come surrogato di un partito, con lo scopo di fare maturare in ciascuno di noi la consapevolezza della necessità di avere a disposizione uno strumento adeguato alla domanda di politica che sale dal Paese.
    Per tale ragione, l’invito a parteciparvi è esteso a tutti: centri studi, associazioni culturali, fondazioni, siti internet e pagine di facebook e twitter, onlus, gruppi di volontariato, singoli individui.
    Un luogo di idee, quindi, non di potere: un progetto ambizioso ma necessario, in cui non sono in gioco carriere od incarichi, ma il futuro del nostro Paese.
    Le stesse riunioni plenarie o di gruppi potranno essere presiedute a rotazione da chi appaia più competente e disponibile in ciascun settore, in modo da non cristallizzare alcuna posizione.
    Se questo lavoro propedeutico avrà successo, come fortemente auspichiamo, si potranno individuare le forme ed i modi per la confluenza in un unico movimento politico e per individuare  una leadership all’altezza della situazione.”
    E allora, caro Claudio, l’errore gravissimo lo commetti tu quando continui a mischiare cose che non c’entrano ed a farti guidare dal più cieco pregiudizio personale. Il PLI continuerà a fare il suo percorso e si sforzerà di fungere da “lievito” di questa Costituente. Nulla di più. E nessuno nel PLI farà passi indietro che non ritenga di fare per ragioni personali. Repetita Juvant: il PLI ha promosso la Costituente Liberale, ma il PLI non è la Costituente Liberale altrimenti sarebbe solo una colossale mistificazione. Quindi non continuare, tu ed altri, a fare questa confusione. Se ti vuoi sedere a questo tavolo non facendo parte del PLI, sei il benvenuto, lo abbiamo costruito apposta. Se non ti vuoi sedere solo perchè è presente il PLI, affari tuoi, ce ne dispiace. Se pretendi di sederti dicendo quel che dovrebbe fare il PLI, stai perdendo tempo e non hai capito lo spirito della cosa.
    Abbiamo forse scritto in questa lettera quel che deve fare, che so io, Valerio Zanone a casa propria?
    E allora Claudio se vuoi lavorarci siediti e continua a portare avanti la tua associazione locale “Pensiero Liberale” mentre nel frattempo contribuisci ad un progetto di respiro nazionale. Se non vuoi lavorarci fai pure. Se vuoi fare un altra Costituente Liberale (che magari abbia come pre-requisito prima di sedersi quello di non pronunciare la parola PLI pena la decapitazione immediata) con altre persone va benissimo. Insomma fai come ti pare, ma non venire a farci lezioncine e, soprattutto, a far finta di non distinguere il grano dal loglio.
    Se il nome PLI ed il partito dovranno sparire questo avverrà (e personalmente spero mai) quando il partito stesso lo deciderà secondo la sua insindacabile volontà ed autonomia. Non capisco perchè ti dia tanta noia, e non sei il solo, il fatto che noi si continui ad esistere, o che noi si possa sedere attorno allo stesso tavolo. Claudio tranquillo, non vogliamo annettere te, colonizzare Zanone, occupare Morelli o balcanizzare la fondazione Einaudi.
    Un caro saluto.

    P.S. L’assemblea di palazzo Ferrajoli che tu citi non rileva, e non ne rileva il momento. Giusto la semplice circostanza che la Costituente Liberale del PLI non poteva, ne avrebbe potuto, essere convocata da soggetti non titolati a farlo a nome del PLI. Quella è stata una privata riunione di un gruppo di iscritti del PLI, nulla di più. E nessuno, e men che meno io, ha posto questioni di primogenitura. Anche qui per una ragione molto semplice al leggere ed al comprendere. La Costituente Liberale è nata e maturata come idea nel PLI ed oggi il PLI la sta lanciando, non esiste la Costituente di de Luca e Palumbo contrapposta a quella di Irti (giusto per fare dei nomi). Come può esistere una questione di primogenitura quando c’è un figlio unico? L’Italiano non è l’Italiano……

  5. Caro Enzo,
    non entro nel merito della primogenitura della proposta “costituente Liberale”. Tengo solo a precisare che la lettera di de Luca e Palumbo è stata pubblicata DOPO lo svolgimento dell’assemblea svoltasi a palazzo Ferrajoli.
    Non tratterò assolutamente le evidenti contraddizioni della dirigenza del PLI perchè come ho più volte detto il PLI rimane nel mio cuore e non nel mio futuro.
    Riguardo, invece, alla questione costituente, qualche parolina vorrei spenderla.
    E’ sotto gli occhi di tutti i lettori di questo sito che in più occasioni ho auspicato una riunificazione dei liberali italiani. Ho però anche detto che occorre un segnale di cambiamento, di novità per la semplice ragione che solamente in questo modo tutto potrà essere cancellato e nessuno possa pensare ad annessioni o predominanze (considerato anche il fatto che il PLI non rappresenta la maggioranza dei liberali). Questa lettera, se non è ben chiarita, sembra dire: volete la riunificazione? Bene. Sarà condotta dal PLI. Errore gravissimo che non porta da nessuna parte. Occorre azzerare per ripartire. Occorre che tutti, de Luca e Palumbo compresi, facciano da subito un passo indietro e si pongano da liberali allo stesso piano di tanti altri. Ecco perchè ho posto i 3 quesiti.
    E’ chiaro che chi ha tenuto in piedi una casa liberale dovrà essere uno dei padri fondatori della nuova casa e soprattutto guida per la nuova classe dirigente che dovrà prendersi l’oneroso incarico di rilanciare un movimento liberale.
    Perciò, i paletti non sono certo io a metterli ma semmai chi ritiene ancora che una splendida storia possa ancora rappresentare una concreta realtà.

  6. Vorrei anche dedicare una breve riflessione al mio amico Claudio Ferrante, con il quale, NEL PLI, abbiamo fatto qualche tratto di strada insieme passando dei bei momenti; spero, per inciso, che questo cammino possa riprendere.
    Caro Claudio, una Costituente si caratterizza innanzitutto per un aspetto fondamentale: lo spirito costituente di chi decide di parteciparvi. Non occorre che io, umile uomo di strada, insegni a te, professionista affermato nelle materie giuridiche, che lo spirito costituente comporta la volontà di superare pregiudizi, incomprensioni e quant’altro per rifondare qualcosa su basi migliori, più nobili, per il futuro.
    Senza usare paragoni grossi noi tutti dovremmo mutuare lo spirito che vi fu in Assemblea Costituente quando forze politiche teoricamente incompatibili si misero insieme per ricostruire il paese dalle macerie di vent’anni di dittatura, di una guerra mondiale persa e di una guerra civile. Il PLI si è reso conto, spero che almeno di questo ci si possa dare atto, che da solo non sarebbe stato capace di compiere, e far compiere, al Paese il salto verso quella Rivoluzione Liberale che abbiamo sempre sognato. Con molta umiltà, con tutto il sacrificio personale che comporta, con il profondo rispetto verso chi in questi anni ha fatto scelte diverse (rispetto che, per amor di verità, non sempre ci è stato parimenti reso e riconosciuto) ci siamo messi qui, in discussione, come sempre ed abbiamo aperto le porte a tutti coloro che vorranno costruire qualcosa.
    Ti prego quindi, se vuoi, se puoi, se ne sei capace, se ne hai voglia di evitare di metterti davanti a questo tavolo cominciando a dettare le regole ancor prima che i convitati si siano seduti e mettendo paletti su sigle e persone. Se hai voglia di fare questa rivoluzione siediti anche tu e dai il tuo contributo insieme agli altri, per quel che puoi, per quel che sai, come tutti noi. Noi un passo l’abbiamo fatto, agli altri (ed anche a te) sta la responsabilità di volerne fare un altro. Ti abbraccio con affetto e spero di incontrarti presto.

  7. Vorrei fare qualche riflessione sulla questione.
    Credo che, ogni tanto, sarebbe anche il caso di restare ancorati alle circostanze oggettive.
    Nel PLI non ci sono 2 iniziative di Costituenti Liberali. Ve ne è una sola che è stata rappresentata, ottimamente direi, dall’intervento che stiamo commentando che costituisce il risultato di una mozione congressuale uscita vincente dal XXVIII Congresso Nazionale. Per cui chi sta all’interno del PLI sarà rappresentato da questa iniziativa, chi sta all’esterno del PLI potrà aderire e dare il suo contributo (cosa che ovviamente ci auspichiamo), oppure potrà crearne di altre, nessuno lo vieta. Ma, ripeto, ci stiamo ponendo un falso problema perchè il PLI ha lanciato la sua proposta di Costituente Liberale come legittimo esito di un Congresso Nazionale; per cui non ci possono essere altre iniziative speculari interne concorrenti ed alternative a questa. Quindi Maurizio Irti e gli altri amici stanno, secondo me, facendo un lavoro inutile visto che il partito l’iniziativa ufficiale l’ha già lanciata e non vedo ragioni per cui proprio coloro che hanno fortemente condiviso un progetto di Costituente Liberale promossa dal PLI (tanto dare questo nome alla loro mozione congressuale) ora che la Costituente Liberale il PLI l’ha promossa debbano farne un’altra. Almeno che questi amici non vogliano uscire dal PLI e fare un loro percorso (ed una loro Costituente, oppure aderire a questa da soggetto esterno), la qual cosa mi spiacerebbe, ma, per ovvietà logica, tertium non datur!

  8. Perbacco che effervescenza !!!
    Ma se smettessimo di litigare, dibattere sul nome e sulle cariche, azzerare o riorganizzare, facessimo invece delle belle primarie previa iscrizione dei votanti su appositi elenchi onde verificare nomi e numeri ? Se siamo veramente liberali vinca chi ha più voti !
    Io non ho paura di farmi rappresentare da chi ha più seguito di me, se poi non mi sta bene me ne vado o magari, se ne ho la forza, faccio una cosa tutta mia. Ma se davvero mi interessa una Italia liberale sono ben felice e consapevole di rinunciare a qualcosa pur di vedere molte altre idee liberali andare avanti.

    Infine, dato che anche stamattina su sul primo canale radio della RAI, c’era il politico di turno, e il tecnico del governo che puntualizzava, che ci spiegava come si crea la ricchezza e lo sviluppo (faccio sommessamente presente che sono 4 mesi e mezzo che se ne parla e non c’è neppure il più pallido barlume di cosa fare), non potremmo organizzare un convegno a Roma invitando, oltre a qualche professore universitario, qualche imprenditore di successo (italiano o straniero) che ci venga ad illustrare non il suo caso, ma cosa ci vorrebbe, secondo il suo personale osservatorio privilegiato, per creare ricchezza e far sviluppare questo paese ?

    Saluti

  9. La Costituente Liberale è già su Facebook dal 1° Aprile , potete andare sul profilo e dire che vi piace o condividerla : quella è la Costituente Liberale , il sito stesso è in avvio: http://www.costituenteliberale.it .
    L’Assemblea Costituente in autunno???? Ma molto prima !!

    Qui in pochi mi sembra si rendono conto che noi ( Mozione Costituente Liberale) è fin dal giorno dopo del Congresso Nazionale che ci siamo messi a lavorare in questo senso senza perdere tempo prezioso,una squadra di Liberali veri attivi e fattivi.

  10. Non avendo ancora ricevuto risposte alle domande che ho posto, Le riformulo in modo più chiaro per consentire una più esauriente risposta:

    1) L’attuale dirigenza del PLI è disposta a fare un passo indietro per favorire una nuova aggregazione dei liberali italiani partendo tutti allo stesso livello ed allo stesso modo?
    2) L’assemblea costituente si farà entro autunno e inderogabilmente prima delle elezioni?
    3) Si ha la consapevolezza che il nome PLI vada messo in soffitta per dare spazio ad un nuovo nome ed un nuovo logo?

  11. Per il Consiglio Nazionale del 28 aprile dobbiamo trovare una qualche modo per superare la doppia, concorrente e separata iniziativa delle due assemblee costituenti (questa e quella di Palazzo Ferrajoli) che di fatto, se attuate separatamente ci fanno cadere nel ridicolo.

    Propongo un gioco: immaginiamo le battute da cui potremmo essere sommersi se effettivamente le due iniziative dovessero procedere separatamente. E cominciamo con il farcele da soli prima che ce le facciano gli altri (e sorridiamo! fa bene alla salute).

    Io comincio con alcune; spero che ne seguano altre:

    – sono talmente pochi che per potersi riunificare debbono prima separarsi
    – i liberali separati in casa
    – i 4 gatti liberali diventano 2 +2
    – i 4 gatti liberali si guardano in cagnesco
    – liberali: non più 4 gatti ma cani e gatti
    – i liberali si unificano separandosi

    Saluti cordialissimi.

  12. Anch’io sono convinto che il nome PLI vada in qualche modo superato :l’immagine che si da proponendo il nostro partito è negativa ,mentre paradossalmente c’è la corsa a dichiararsi liberali. Purtroppo questa è la situazione .bisogna prenderne atto se vogliamo un po’ piu’ di liberalismo in Italia.Il contenitore PLI è troppo “stretto” e l’immagine che trasmette è di vecchio e nostalgico,quasi una sorta di testimonianza storica fine a se stessa.L’aggregazione dei liberali dovrebbe partire dal presupposto che tutti gli aderenti devono fare un passo indietro per far posto ad un nuovo partito liberale.

  13. Gentile Sig. Primo,
    se lei fosse un Liberale, e dai suoi toni nutro forti dubbi in tal senso, avrebbe il coraggio di dichiarare e circostanziare pubblicamente quali sarebbero queste attività “losche e sospette” grazie alle quali la mozione “Liberali per l’Italia del Futuro” ha vinto il XXVIII Congresso Nazionale del PLI.
    Anche lei, come altri, continua a spacciare per sentenze e dati di fatto delle sue mere opinioni senza darci la possibilità, fornendo fatti, nomi, cognomi e circostanze, di valutare la bontà e la veracità delle sue convinzioni. Giusto per gusto di conversazione sarei curioso di conoscere la sua opinione sul fatto che la Dr.ssa Antonietta Brancati ha fatto eleggere, con una mozione di cui era prima firmataria, 24 delegati romani per sostenere Stefano de Luca e poi, dopo appena tre giorni, ha cambiato fronte. Atto legittimo, come ho sempre detto, sul piano della forma, ma se proprio parliamo di prese per i fondelli…..Ciò nonostante io non mi sogno nemmeno di non considerare Antonietta, ed altri, come un interlocutore ed escluderla a priori. E da qui, almeno credo, passa la differenza tra i Liberali veri e quelli da tastiera o da operetta. Un cordiale saluto.

  14. Perchè non trasformare il PLI in un’associazione politica dei liberali italiani, con presidente, vice presidente e comitato direttivo, che possa usufruire di tutti i benefici delle associazioni ONLUS al servizio del cittadino?
    Libera Associazione dei Liberali Italiani?
    Politica onlus, vista come volontariato socio- politico
    Saluti.

  15. Siamo all’assurdo dell’assurdo! Caro De Luca, hai vinto il congresso per una manciata di voti – con modalità alquanto losche e sospette – e hai pubblicamente dichiarato, a votazione conclusa, di non accettare l’esito del congresso, in quanto una enorme e definitiva spaccatura sarebbe stata inevitabile, e di non sentirti dunque riconfermato come Segretario di questo EX glorioso partito.
    E ora che fai? Ti ergi addirittura a promotore della Costituente? Mozione per la quale non hai voluto manco accettare???
    Caro De Luca, quando avrà mai fine questa continua presa per il culo? Ma quando lascerai il partito?
    Evita di continuare a tentarle tutte, calandoti le braghe davanti a tutti gli stessi personaggi che pubblicamente hai criticato e deriso (Montezemolo, Casini, e tanti altri, più o meno tutta la classe politica, ad esclusione forse del mio canarino). Nessuno ti darà la poltrona che cerchi invanooooo!!! DIMETTITI!!!

  16. Ottima l’iniziativa di Stefano e di Enzo ,la stessa cosa dovremmo fare in periferia ,,prendiamo l’iniziativa di costituire tavoli provinciali permanenti tra gruppi,associazioni ,fondazioni , partiti,di cultura liberale x produrre politica capace di migliorare le condizioni socio/economiche dei cittadini ed x allargare spazzi di libertà collettive ed individuali..

  17. Nel congresso tutti eravamo d’accordo su una costituente per la riunificazione dei liberali ma – così mi è sembrato – le preoccupazioni prevalenti sono state altre.

    Ora per la riunificazione ci sono due iniziative: una avviata il 14 scorso con riunione a Palazzo Ferrajoli e la seconda annunciata da questa lettera.

    Penso sia opportuno non giocare a rimpiattino e rompere questo assurdo inizio di divisione tra noi unificando tutto in un’unica azione (evitando tra l’altro di farci ridere dietro).

    Non si può parlare di riunificazione partendo da una separazione: è un controsenso,

    Cominciamo con il riunificare le 2 distinte azioni di riunificazione (!!!) di liberali che (quasi) si guardano in cagnesco; evitiamo una assurda tempesta in un bicchier d’acqua!

    Nel prossimo Consiglio Nazionale del 28.4 parliamoci, capiamoci, stringiamoci le mani, modifichiamo, correggiamo e integriamo l’organizzazione come necessario per superare questa assurda divisione. Con mente aperta e pensando alla nostra Italia e non alle nostre misere persone.

    Innanzitutto l’interesse dell’Italia; e di un’Italia liberale. Noi passiamo ma l’Italia – e l’Europa – restano.

    A tutti un liberalissimo saluto.

    Guido Di Massimo

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