Enzo Palumbo, nuovo Presidente del PLI, ha dichiarato:

L’attuale normativa sul finanziamento pubblico dei partiti va del tutto abolita, non solo riformata.

Va invece introdotta con urgenza una nuova normativa basata su due pilastri fondamentali, già indicati nella mozione conclusiva approvata dal Congresso del PLI di marzo:

1) lo Stato rimborsi  soltanto le spese documentate per le campagne elettorali, previo rigoroso controllo della loro inerenza e congruità ad opera della Corte dei Conti;

2) ciascun cittadino abbia la facoltà di finanziare, entro limiti prefissati, l’attività politica del proprio partito, ottenendo un corrispettivo credito di imposta.

La proposta di legge di iniziativa popolare preannunziata dal prof. Pellegrino Capaldo si muove in questa direzione ed i liberali la sosterranno convintamente, nella speranza che il Parlamento si affretti a recepirla,  prima che la rabbia popolare travolga, insieme all’attuale classe politica, anche la Democrazia italiana.

Nel frattempo, neppure un euro dovrà essere distribuito ai partiti; hanno già avuto anche troppo, ed anzi lo Stato dovrà recuperare le eccedenze milionarie risultanti dai bilanci.

6 Commenti

  1. Il mio intervento di ieri contiene un errore, che mi preme correggere scusandomi con i lettori: il testo iniziale della mozione non è stato ” rimaneggiato dopo la conclusione del congresso”, ma corretto, anche per tener conto di emendamenti proposti da vari congressisti, tra il primo e il secondo tentativo di lettura da parte del presidente, che alla fine, come già ho detto, è stato costretto a darla per letta.

  2. Eravamo presenti in tre o quattro, non potrei giurare sul numero esatto. E’ stata letta solo la prima pagina della bozza e poche righe della seconda. Poi il presidente, vista la carenza di tempo e di pubblico, la diede per letta, con l’approvazione dell’assemblea.

  3. Solo per precisare che della mozione ne è stata data lettura (almeno parziale, non l’ho seguita per intero) durante il regolare svolgimento del Congresso, proprio ad opera del neopresidente Palumbo seppur alla presenza di pochi.

  4. Caro Enzo, mi dispiace ma non sono d’accordo. Anche gli o.d.g. trattano “de iure condendo”, infatti chiedono l’ABOLIZIONE, che per definizione si riferisce al futuro. La mozione dice che il sistema dei rimborsi va “drasticamente RIDIMENSIONATO”, mentre gli o.d.g. chiedono l’ABOLIZIONE, quindi sono palesemente in contrasto. MI permetto però di ricordare che gli o.d.g. sono stati, almeno in parte, letti, mentre la mozione è stata approvata senza che ne fosse data lettura e nemmeno distribuzione, anzi il suo testo è stato largamente rimaneggiato dopo la conclusione del congresso. Quindi, per quanto formalmente ineccepibile, non mi sembra corretto che essa sia “destinata a prevalere su qualsiasi o.d.g.” senza discussione.

  5. Caro Mario, gli ordini del giorno ai quali Ti riferisci (che sono stati approvati come raccomandazioni), si riferiscono, e non possono che riferirsi, alla legge attualmente in vigore che disciplina in maniera scandalosa il finanziamento pubblico dei partiti, e quindi, se vogliamo dirla in latino, “de iure condito”; la mozione politica conclusiva approvata dal Congresso, e che comunque è destinata a prevalere su qualsiasi o.d.g. eventualmente in contrasto (ma non è questo il caso), si riferisce alla normativa auspicata per il futuro, e quindi, se anche qui vogliamo dirla in latino, “de iure condendo”. La dichiarazione di cui sopra è assolutamente in linea con quanto scritto nella mozione politica approvata dal Congresso, che è l’unica decisione politicamente cogente, e che, al punto 8, afferma testualmente che “va drasticamente ridimensionato il sistema dei rimborsi elettorali ai partiti, da commisurare alle spese effettivamente sostenute, mentre è necessario introdurre la certificazione dei bilanci dei partiti ad opera di un organismo neutrale e va incentivata la possibilità per i cittadini di finanziare direttamente il partito di riferimento.

  6. Nella mozione approvata dal Congresso si legge: “…va drasticamente ridimensionato il sistema dei rimborsi elettorali ai partiti, da commisurare alle spese effettivamente sostenute, …”, mentre in due Ordini del giorno, pure approvati dal Congresso si propone, rispettivamente, “Abolizione dei rimborsi elettorali ai partiti.” e “abolizione del finanziamento pubblico dei partiti e della stampa politica”.
    Perciò la Presidenza e la Segreteria, prima di appoggiare proposte volte a mantenere, sia pure in misura minore e con altre modalità, il finanziamento pubblico dei partiti, dovrebbero interpellare il Consiglio nazionale.

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