I Liberali italiani apprezzano la recente dichiarazione dell’on. Lorenzo Cesa, Segretario dell’UDC, di voler allargare l’orizzonte del proprio partito anche a liberali e riformatori.
Poiché questo intento – ha affermato il Segretario Nazionale del PLI Stefano de Luca – coincide con il deliberato del recente Congresso Nazionale del Partito Liberale Italiano, auspichiamo che l’UDC, come forza più consistente del Terzo polo, promuova un incontro per l’avvio concreto del progetto nell’interesse del Paese.

10 Commenti

  1. Che il PLI scendesse così in basso non me lo sarei mai aspettato, addirittura con l’UDC vorrei sapere come l’ha presa Carla Martino chi mi è sempre sembrata molto coerente con le sue idee. Si sarà dissociata immediatamente. Si vede che doveva andare così… certo che sottostare all’UDC per un Partito che si è sempre definito LIBERALE e ultimamente anche antiproibizionista, ma……comunque se i dirigenti hanno deciso così, auguri……

  2. Oggi il soggetto con cui confrontarsi per eventuali alleanze è per forza il Terzo Polo, su questo entrambe le mozioni congressuali erano sostanzialemente d’accordo. La componente principale del Terzo Polo è appunto l’Udc e perciò non vedo nessuna incongruenza ad avviare rapporti e trattative con questo partito, con il massimo dell’apertura mentale possibile come si addice a veri liberali. Questa apertura inoltre dimostra che la segreteria uscita vincente dal congresso riconosce anche alcune delle tesi della minoranza, e questo è senz’altro un atteggiamento intelligente che dovrebbe essere doppiamente apprezzato.

  3. Difatti non coincidono. Questo rafforza la mia convinzione che le idee, al solito, siano poche e ben confuse e per questo la tanto sbandierata costituente liberale resti una chimera irraggiungibile, al pari di tanti altri progetti con le gambe e il fiato corto abortiti in passato.

  4. deliberato del recente Congresso Nazionale del Partito Liberale Italiano:
    “… il PLI, tenendo conto delle esigenze scaturenti dalla normativa elettorale, si propone di costruire e rafforzare alleanze politiche ed elettorali sia coi movimenti DICHIARATAMENTE LIBERALI, sia con tutte le altre espressioni LAICHE della politica e della società civile, disposte a costruire coi liberali l’Italia del Futuro.” (maiuscole mie)
    dichiarazione dell’on. Lorenzo Cesa:
    “Stiamo lavorando perche’ si vada oltre l’Udc. Pensiamo a un passo indietro come partito per creare un nuovo contenitore politico
    che rimetta insieme tutte le persone che la pensano allo stesso modo, non solo democristiani ma anche riformisti e liberali” (fonte: MF-DJ NEWS, 03/04/2012)
    A me non pare che coincidano

  5. Rispetto al problema posto da Stella, francamente non vedo dove stia il problema, pure i Radicali, che sono più vitali di prima, sono entrati nelle liste del PD, pur mantenendo intatta la struttura del loro partito, e guadagnando un discreto gruppo di parlamentari, non vedo perchè, se dall’altra parte c’è la disponibilità, sempre che il PLI mantenga intatta la forma partito, noi non possiamo fare altrettanto con l’UDC; piuttosto il problema è: quando arrivano le tessere del PLI?
    Saluti.

  6. Cari amici
    il significato del messaggio dell’On Cesa , a mio avviso, significa che nel quadro politico prossimo futuro noi esistiamo.
    Premesso che condivido pienamente le differenze sostanziali con l’UDC non possiamo non tenere conto che le prossime elezioni politiche prevederanno “alleanze”.
    E’ intuitivo, quindi, che dobbiamo confrontarci con l’area dell’attuale Terzo Polo che comunque vedrà con ogni probabilità modificazioni sostanziali, anche con l’ingresso in campo di nuovi soggetti.
    Personalmente ritengo che il PLI abbia maggiori affinità con Futuro e Libertà con cui, tra l’altro, abbiamo già concretizzato alleanze operative come a Palermo.
    Un caro saluto per tutti
    Salvatore Buccheri

  7. Ma cosa significa che l’U.D.C. vuole allargare l’orizzontedel proprio partito anche a Liberali e Riformatori e tutto questo alla vigilia di una tornata di elezioni amministrative?Noi siamo Liberali e Riformatori nel nostro dna e per questo sostanzialmente ben diversi dall’U.D.C.Prima di offrirci a chicchessia mi aspetto,e oso pensare che molti Liberali siano in questa situazione,mi aspetto che la nuova Direzione del PLI si appresti ad elaboraew idee e strategie Liberali a breve e a lungo termine,per dare un senso alla propria esistenza e poi dialogare con le altre forze politiche delle quali oggi non saprei proprio quale scegliere!Gli argomenti su cui riconoscerci non mancano(le troppe tasse,tante aziende che chiudono per non essere in grado di portare a casa i soldi che avanzano dallo Stato e/o farsi fare un adeguato credito dalle banche,datori di lavoro e dipendenti che si suicidano con inconsueta continuità e con grande indifferenza di chi potrebbe dare aiuti,per contro abbiamo partiti pieni di soldi non meritati e che vengono spesi per cose personali e/o investimenti di ogni natura, e i loro bilanci,come quelli dei sindacati,che non sono nemmeno contr ollati da chi avrebbe il dovere di farlo oltre che essere certificati;l’economia è in ginocchio,i consumi calano,una burocrazia da Stato Illiberale,spesa pubblica incontrollabile e in continuo aumento,uno Stato invadente e imprenditore,ecc…..ecc…..ecc…..) e Voi Vi soffermate e Vi accontentate di qualhe apprezzamento di un segretario di un altro partito che sta giocando attualmente su molti tavoli e con un programma ben preciso.:quello di renderci ancora più innocui di quello che siamo!Parliamo piuttosto di iniziative Liberali e di organizzazione del Partito nel territorio che nmanca da molto tempo e difendiamo le Libertà dei Cittadini,almeno di quelli che vorrebbero vivere di propria libera iniziativa e non di raccomandazione di questo o quel politico o con posti pubblici regalati dai partiti.SE tutto questo non fosse possibile……chi desidera potrebbe iscriversi all’U:D.C!
    Pietro Stella – Mirano-Ve-Prima iscrizione PLI 1975:

  8. Ottimo, come ottimo è tutto il progetto elaborato dalla mozione che ha vinto il congresso, ottimo tranne il punto 9 nei due paragrafi che riguardano aborto ed eutanasia, che a parer mio andrebbero emendati dal Consiglio Nazionale, nel senso che se è vero che lo Stato non deve entrare nelle questioni etiche, non può nemmeno tollerare abusi sui temi etici, mi spiego: chi garantisce che in caso di crisi economica, onde garantire il contenimento della spesa sanitaria, a gravi diversamente abili, o malati cronici gravi, non vengano sospese le cure mediche, aprendo così all’eutanasia camuffata di massa, vedi soluzione finale?
    Per questo ci vogliono regole chiare, nonchè il garante per diversamente abili e malati gravi.
    Secondo punto, chi controlla che non vengano in concreto operati aborti con una gestazione superiore a tre mesi di gravidanza?
    Questi emendamenti, secondo me, garantirebbero un buon rapporto con l’UDC, come del resto deliberato dal Congresso.
    Saluti.

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