Congresso Nazionale PLI

23 – 25 marzo 2012

Mozione Per la Costituente dei Liberali

Premessa

L’Italia Repubblicana non è mai stata un Paese liberale e da anni  versa in tre emergenze: economica, politico/istituzionale, etica  che non appaiono semplici da superare.

I principali problemi:

  • il debito pubblico non sostenibile in questa fase della situazione economica internazionale;
  • la stagnazione della crescita economica e la conseguenze disoccupazione giovanile;
  • la crescita fuori controllo della spesa pubblica nell’ultimo quindicennio (dal 36% al 43% del PIL), che ha portato il prelievo fiscale a livelli record per l’Europa (44,5% del PIL nelle previsioni per il 2013);
  • la caduta del potere di acquisto dei ceti medi;
  • la inefficienza e pletoricità della pubblica amministrazione;
  • il deficit di governabilità e di rappresentanza del sistema politico.

Questi problemi sono stati anche il frutto di decisioni e comportamenti errati adottati dalle forze politiche sia di maggioranza che di opposizione e gli esponenti di derivazione liberale sono da sempre emarginati, sia nel centro destra che nel versante opposto.

La nostra missione in questo congresso

Ci siamo posti una domanda semplicissima: può il PLI -nelle sue attuali condizioni e con una gestione politica ed organizzativa che da diciassette anni ha portato risultati sotto gli occhi di tutti- giocare un ruolo chiave nel rilancio del movimento liberale italiano?

Consapevoli della risposta negativa, i firmatari di questa mozione auspicano un congresso che termini in modo unitario per dare subito inizio ad un percorso Costituente con tutte le forze in gioco. La nostra proposta di una soluzione condivisa (con Stefano De Luca presidente) era perfettamente coerente con questa linea ma è stata da lui rifiutata.

Essendo convinti che un rilancio delle politiche autenticamente liberali non possa che passare attraverso la costruzione di un soggetto liberale rinnovato e che sappia essere il più ampio ed inclusivo possibile, ci proponiamo per un PLI che:

  1. sia configurato per consentire l’inclusione di ulteriori esponenti del mondo liberale
  2. sappia attirare la miriade di organizzazioni e personalità liberali presenti in Italia
  3. parli ai giovani e giovanissimi
  4. sia capace di collegarsi ed allearsi con altre componenti dello schieramento politico omogenei per ideali e programmi che si riconoscono nei nostri valori e nei nostri principi che possono essere riassunti nella frase: liberisti in economia, liberal per i diritti civili e artefici dello Stato Minimo.

Il partito che vogliamo

Il partito che vogliamo è organizzato in modo semplice e leggero, per federazioni regionali, autonome ma fortemente coese intorno a un leader nazionale, autorevole (non autoritario), che dia concrete risposte alle esigenze territoriali.

Il partito liberale che vogliamo individua, tra le tante azioni da intraprendere per ridisegnare lo Stato, alcune priorità:

  1. Ridurre i costi e il peso dello Stato, a partire dalla riqualificazione della spesa pubblica
  2. Ridurre la pressione fiscale
  3. Introdurre e rispettare l’obbligo costituzionale del pareggio del bilancio
  4. Liberalizzare e privatizzare tutti i settori dell’economia per realizzare una vera economia di mercato poco concorrenziale  e facilitare la competitività della piccola e media impresa
  5. Rendere efficiente la PA e più simmetrico, a favore dei cittadini, il rapporto tra questi e la stessa PA a tutti i livelli (es. il principio della compensazione finanziaria tra cittadini e PA e meccanismi “coatti” di pagamento dei debiti della PA ai cittadini)
  6. Ridisegnare la Giustizia, rendendola efficiente e garantendo la certezza della pena e ponendo la separazione delle carriere quale principale riforma da perseguire
  7. Puntare su una sostenibile “clean economy” come una base del suo programma economico di crescita. L’ Economia Pulita, intesa come sviluppo di energie rinnovabili, bioarchitetture e bioedilizia, tecnologie per il recupero integrale dei rifiuti solidi urbani (RIFIUTI 0), tecniche per il riuso di carta-vetro-plastica-alluminio e risparmio ed efficienza energetica
  8. Promuovere l’innovazione e la ricerca, libera da ogni vincolo e condizionamento, come strumenti di competizione e di sviluppo economico e culturale.
  9. Riprendere la battaglia della riforma dello Stato e delle leggi essenziali al funzionamento delle istituzioni e allo snellimento di procedure e adempimenti burocratici

Ce ne sarebbero tante altre: informazione e mezzi di comunicazione, normative sul lavoro, università, scuola ed eccellenza educativa, reale integrazione politica della UE, sicurezza ed ordine pubblico. etc. Il lavoro da fare è enorme e serve una squadra liberale coesa, unita, motivata, inclusiva che sappia realizzarlo.

Tanto premesso e considerato sull’organizzazione interna del partito e sui (sintetici) prioritari punti politico-programmatici  cui il partito dovrà ispirarsi, i firmatari di questa mozione

RITENGONO

imprescindibile chiedere la costruzione di un partito liberale nuovo e moderno, capace di catalizzare  l’attenzione del Paese e di attrarre  nuove generazioni e nuovi soggetti con tematiche altamente innovative

PRONGONO LA SEGUENTE ORGANIZZAZIONE

Carica Nome e Cognome
Presidente d’onore Alfredoo Biondi
Presidente nazionale Attilio Bastianini
Segretario nazionale Enrico Musso
Presidente consiglio nazionale Mauro Antonetti

E SI IMPEGNANO

  1. a lavorare assieme a  chiunque alto abbraccerà il presente manifesto per integrare la suddetta organizzazione
  2. a promuovere e convocare una Costituente dei Liberali entro l’autunno 2012, che sappia riaggregare tutti i soggetti e le organizzazioni liberali della società civile  e della politica.
  3. a considerare la suddetta organizzazione solo come soluzione temporanea da rivedere e ridisegnare in sede di Assemblea Costituente

firme: Enrico Musso, Alfredo Biondi, Mario Caputi, Edoardo Croci, Giuseppe Carrieri, Mauro Antonetti, Antonietta Brancati, ed altri 28 delegati.