Enzo Palumbo, Presidente del Consiglio Nazionale del PLI, ha dichiarato:

“Nel  momento in cui la Lega Nord riapre il suo virtuale parlamento della Padania, regredendo sino ai ridicoli slogan secessionisti  e fascisteggianti delle sue origini, spetta alle forze più responsabili del Parlamento di dare un segnale di unità nazionale per superare l’emergenza economica e sociale.

Per farlo, occorre sostenere politicamente, senza se e senza ma,  il tentativo del presidente incaricato sen. Monti, rimandando al domani  le ragioni delle diversità  ed invece privilegiando oggi ciò che può unire tutti gli italiani, ancorché nel segno dei  sacrifici necessari, tanto più accettabili se equamente ripartiti tra tutti i ceti sociali che dovranno concorrervi.

Lo scopo deve essere quello di riprendere la strada della crescita, individuata nel manifesto delle forze produttive, dando così la giusta risposta politica alle tentazioni secessionistiche di chi non si rassegna alla realtà costituzionale della nostra Repubblica come una ed indivisibile”.

3 Commenti

  1. Dalla dichiarazione del Presidente Enzo Palumbo si potrebbe arguire una certa Sua inquietudine per una sorta di regressione politica della Lega.
    Credo che la Lega non si sia mai evoluta né politicamente, né eticamente, né culturalmente secondo la volontà del suo leader che ha saputo captare e interpretare gli istinti e le pulsioni meno nobili di un elettorato impaurito. La propaganda politica leghista e pidiellina ispirata a principii antietici e antipolitici continua – e ciò non mi sorprende affatto – nella minaccia della ripresa dell’attività politica del fantomatico parlamento del Nord dove non c’è né maggioranza né opposizione. Ciò è la dimostrazione palese dell’incapacità dei Leghisti di elaborare progetti politici, di delineare con autorevole competenza prospettive di rigore nella necessaria opera di risanamento dei conti pubblici e di sapienza nella indicazione di misure volte a garantire la crescita economica. Il PDL e la Lega hanno violato la dignità delle Istituzioni etiche, giuridiche, politiche e culturali del Popolo italiano per provocare la caduta nel baratro: Berlusconi forse per rivalersi delle persecuzioni di cui afferma essere vittima, i leghisti per avere la strada più facile per brandire l’arma della Secessione più evocata che perseguita perché strumento di conquista del cadreghino parlamentare e ministeriale. Sono dei pericolosi apprendisti stregoni che conquistano un elettorato non certo illuminato perché fanatico sostenitore di politiche improntate a becero localismo. Auspico pertanto che il governo di Mario Monti composto in gran parte da personalità autorevoli del mondo accademico del Nord possa ridurre sensibilmente il peso politico della Lega alle prossile Elezioni Politiche risolvendo i problemi economico- finanziari e politico-sociali più urgenti. Mi auguro che Mario Monti possa riuscire come Romano Prodi a farci rientrare in Europa! Solo così potrà essere sconfitto il Leghismo berlusconista che ha prostrato l’Italia, auguriamoci in modo non irrimediabile.

    Graziella Alfieri

  2. Caro Enzo,
    condivido totalmente il tuo intervento.
    Aggiungo che le forze politiche che non si faranno carico palesemente di garantire il Governo Monti – senza se e senza ma – si assumeranno una responsabilità enorme di fornte all’Italia tutta. E’ palese che non siamo nelle condizioni di sopportare una campagna elettorale perenne perchè il momento è realmente grave.
    Aggiungo, altresì, che le misure che prenderà – si spera – Monti dovranno essere risolutive e, pertanto, logica vuole che si dia il tempo necessario – fino alla fine di questa infausta legislatura – per attuarle; probabilmente questo tempo non sarà, tra l’altro, sufficiente.
    A mio avviso, in tale contesto, dobbiamo considerare la necessità ineludibile di un intervento forte sul debito, non credo ci siano alternative, pertanto, ad intervenire sulle posizioni reddituali in grado di sopportare una contribuzione di emergenza; non si può certo chiedere a chi ha già dato abbondantemente di continuare a sopportare ulteriori riduzioni di reddito disponibile.
    Peraltro, poichè l’altra priorità è la crescita e la ripresa dei consumi è ovvio che bisogna operare sulla capacità di spesa dei ceti medi e medio bassi penalizzati negli ultimi anni.
    La posizione del PLI in questo senso deve essere chiara, moderna , innovativa e lontana dalla cultura conservatrice della destra che non ci appartiene; con coerenza dobbiamo superare schemi culturali imbastarditi dai luoghi comuni assumendo una posizione di evoluta serietà e compostezza chiaramente distante dal berlusconismo che – è sotto gli occhi di tutti – ha impedito al nostro Paese di modernizzarsi penalizzando le generazioni future.
    Questa crisi, paradossalmente, potrebbe riveralrsi una opportunità, perchè la necessità del cambiamento potrà, almeno spero, consentirci di fare quelle riforme sempre annunciate e mai avviate.
    Salvatore Buccheri

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