Si è concluso ieri a Roma il XXVIII Congresso Nazionale del Partito Liberale Italiano, che ha riconfermato Stefano de Luca come Segretario Nazionale. Carla Martino è stata rieletta Presidente d’Onore, Enzo Palumbo Presidente Nazionale del Partito e Renata Jannuzzi Presidente del Consiglio Nazionale.

Un congresso molto vivace, questo, che ha dimostrato la vitalità del PLI, che si propone la formazione di una Costituente per l’Italia del Futuro, in grado di riunire tutte le forze liberali, riformatrici, democratiche e laiche. Il neo eletto Segretario de Luca ha auspicato che il PLI possa essere determinante per il necessario rafforzamento dell’area di Centro  nel Paese, superando definitivamente il perverso bipolarismo della Seconda Repubblica.

40 Commenti

  1. Personalmente mi auguro non vi sia alcuna scissione, pratica suicida propria dei piccoli partiti, e che chi ha perduto il congresso (con onore) decida di lavorare dentro il PLI per mostrare di meritare la maggioranza la prossima volta. Come ho avuto modo di dire anche al congresso a chi mi chiedeva il voto, da una parte e dall’altra, non sono più disposto a dare la fiducia a chi non ha lavorato, lottato e sofferto per un tratto di strada al mio fianco e a quello di tutti gli altri liberali che cercano, tra mille difficoltà e veti potenti, di riportare l’idea liberale al posto che le compete nel quadro politico italiano. Rendetevi disponibili e dimostrate lavorando per costruire, non per scindere. Le scissioni non sono mai vantaggiose per nessuno e la casa dei liberali oggi è comunque il PLI

  2. Il mio messaggio in realtà è rivolto ad una determinata persona, della quale per riservatezza non voglio fare il nome, e voglio”dire con molta pacatezza che non sono disposto ad entrare in altri gruppi politici che non siano il PLI.
    Cosa c’è di strano in questo?
    Mi sembra sia una posizione leggittima o no?
    Buona domenica delle Palme a tutti i liberali cristiani.
    Saluti.

  3. Per chiarezza, rendo noto che in caso di auspicata scissione, è mia intenzione rimanere con il PLI di De Luca, e sostenerlo senza se e senza ma.
    Saluti.

  4. Gentile sig Latorre, basta che lei si rilegga la relazione del segretario De Luca di 20 pagine con il programma politico, economico e sociale del Pli come conclusione del suo mandato e quindi prima di aprire il Congresso. Quanto alle mozioni, io ho firmato quella che proponeva De Luca segretario, ma non ho trovato molto differente nei principi liberali quella che è stata presentata dal sen Musso. Non ho mai detto che Musso offriva prepende a chi votava per lui. Piuttosto bastava sentire le profferte di alcuni dei suoi sodali, oltre gli insulti al sottoscritto, per capire come stavano le cose. La ringrazio per avermi interpellato e spero di incontrarla presto.
    Giancarlo Colombo

  5. Mi permetto di ricordare a tutti i congressisti che, prima di approvare la mozione LIBERALI PER L’ITALIA DEL FUTURO (Palumbo/de Luca), il congresso ha approvato quattro Ordini del giorno programmatici, di cui uno presentato da Giorgio Rusconi, sulla riduzione dei costi della politica, e tre presentati da me, su numerosi argomenti riguardanti il ripristino di democrazia, legalità, laicità delle istituzioni e razionalità, che mi auguro siano pubblicati in questo sito. Quelli presentati da me sono disponibili sul sito http://www.rinascimentoliberale.it

  6. Cari Amici,
    avrei voluto astenermi dal partecipare a questo “dibattito” che, francamente, appare fine a se stesso. Tuttavia, ritengo di dover portare un contributo costruttivo per cercare di porre fine ad una sterile contrapposizione.
    Io ho votato De Luca. L’ho fatto in modo convinto, riconoscendogli il merito di avere tenuto dritta la bandiera del partito, anche con scelte politiche improntate alla dignità ed al coraggio. Mi riferisco, anzitutto, alla collocazione in posizione di equidistanza dai poli che, oggi, appaiono sempre più dei contenitori vuoti ed in via di estinzione. Il gruppo dirigente uscente, è vero, avrebbe potuto fare di più ma sarebbe stato ingeneroso non riconoscergli questo fondamentale merito.
    La mia posizione non mi ha impedito di apprezzare Musso, che ritengo una risorsa importante del Partito. Non ho condiviso, in particolare, i tempi (che in politica sono essenziali) della sua candidatura, ma questo non significa che la mozione da lui presentata non offrisse spunti politici interessanti. Anzi. Sono convinto che occorrerà trovare un momento di fusione e di sintesi della sua proposta con quella che è risultata vincente, e di questo dovrà farsi carico il nuovo gruppo dirigente.
    Le cadute di stile, purtroppo, si sono verificate da ambo le parti. Ho composto la commissione verifica poteri, all’interno della quale si è lavorato alacremente, anche con divergenza di opinioni, ma nel reciproco rispetto. Credo che, se lo spirito che ha animato i lavori della Commissione avesse pervaso l’assise congressuale, i toni sarebbero stati diversi e tutti avrebbero fatto una figura migliore. Un Congresso ha le sue tensioni, ma ha anche un inizio ed una fine. In un Congresso non ci sono i buoni ed i cattivi, gli amici ed i nemici. Ci sono due o più tesi che si pongono come alternative. Le reciproche accuse di scorrettezza sono il biglietto da visita di chi le lancia. Nulla più.
    Ma questo è il passato. Le divergenze vanno poste di canto, ed assieme occorre mettere mano al rilancio del Partito. Il dirigente che non dovesse comprendere l’importanza di un impegno unitario peccherebbe di immaturità politica, e sarebbe imperdonabile.
    Da oggi non ci sono più alibi.
    Stimo Musso, così come alcuni degli amici che lo hanno sostenuto. Mi auguro, anzi sono certo, che il loro contributo sarà prezioso, rendendoli da subito artefici e protagonisti della nuova linea politica che il Partito dovrà seguire.
    A De Luca i miei auguri per la vittoria, nella consapevolezza che avrà la capacità di recuperare un consenso più diffuso.
    A Musso ribadisco la mia stima, l’auspicio che il Partito posso beneficiare delle sue notevoli capacità e l’augurio, leale e sincero, di un suo successo alle aministrative di Genova: la sua vittoria è la nostra vittoria.
    Ai Dirigenti tutti, auguro che superino presto le steririli contrapposizioni e ritrovino un rinnovato entusiasmo.
    Enzo Palumbo, nel suo intervento di elevato profilo, ha citato quale esempio di strenuo sostenitore della libertà Sandro Pertini. Ed allora concludo ache io con una frase di uno dei più grandi Presidenti della Repubblica che il Paese ha avuto: “se mi volto a guardare la strada che ho percorso, posso dire di aver speso bene la mia vita”. Auguro a tutti noi, tra qualche anno, di avere la stessa fortuna.

    Massimo Rizzo
    Segretario PLI Messina

  7. Per quanto mi riguarda ho sposato la linea dell’innovazione e, insieme agli altri amici, ho lavorato ai contenuti congressuali in modo serio e deciso. Il Sen. Musso non è stato eletto ma, dalle premesse pre-congressuali (assemblee provinciali,) non si poteva razionalmente prevedere un risultato diverso. Adesso il nostro lavoro non si ferma. Continueremo con ancora più forza. Saremo un instancabile gruppo che non smetterà di credere che le cose non possono cambiare. L’opposizione sarà seria, forte e molto attenta. E la “maggioranza dei dieci voti” che farà? Con tutta probabilità rimarrà legata ai propri schemi degni di un feudalesimo politico ormai inerte.
    Illimitate Salvezze

  8. caro Claudio La Torre, il lunedì ho pizzicato (come si dice a Roma…) un anziano signore che andava a pagare la permanenza in un bred per 6 delegati che si erano venduti….ahahahaaaaaaaaaaaa

  9. caro Mario Rampichini, sei lì con la penan rossa a fare le pulci alle dichiarazioni di Enrico Musso, riporta anche le nefandezze di stefano e il fango che ha sparato in faccia agli avversari, da vero liberal gentleman abbarbicato alla poltrona! ma d’altronde mi pare che la tua regione non abbia dato in questi anni alcun colpo d’ali…..

  10. caro Claudio La Torre, la mozione de luca è sostenuta da vecchi e nuovi arnesi che non prenderebbero in considerazione neppure nell’assemblea di condominio, Hanno vinto e vediamo cosa saranno capaci di fare se non perpetuare quello che ha fatto finora, cioè praticamente che nulla. Per il risultato e come l’hanno conseguito si dovrebebro vergognare, gente che non ha neppure un delegato al seguito e invece strombazzano enfasi a tutto spiano per esternare fedeltà al capo: mai visto un partito così padronale e codino!

  11. Sig. Colombo,
    non so dove trova la forza, o dovrei dire il FEGATO, per affermare che sia stato l’entourage di Musso ad elargire promesse in cambio di voti.
    La invito, per una volta, ad essere meno partigiano (cioè di parte).
    Sono iscritto da sei mesi ed al mio arrivo a Roma la promessa di “tutto ciò di cui avrete bisogno” l’ho ricevuta io, appena arrivato in sala convegni e da una signora che MAI avevo visto prima.
    Gradirei invece un Suo commento sui contenuti politici delle due mozioni, se non chiedo troppo ovviamente.
    Cordialità
    Claudio Latorre
    PLI Basilicata

  12. Personalmente mi auguro che maggioranza e minoranza trovino un accordo di positiva coesistenza e collaborazione reciproca per il bene del Partito, in particolar modo il mio invito va a riconoscere nelle idee di Enrico Musso un interessante punto di partenza innovativo e fattivo per rilanciare questa formazione politica in un ottica coerente con quanto sta accadendo a livello nazionale. Il mio auspicio va pertanto nella direzione da un lato nel riconoscimento comune della vittoria numerica della mozione De Luca e dall’altro nell’ammissione che Musso proponeva una linea politica condivisibile e realistica per il futuro di questo Partito senza indugiare in particolari azioni dietrologiche che in realtà non rappresentavano altro che una normale progettualità politica propria di chi ha ancora una più che comprensibile carriera politica davanti.

  13. i latini solevano dire: deus fecit sanabiles nationes.
    Ma che ci stava a fare amiconi al Congresso, dopo che per i suoi comportamenti si era beccato dai Garanti sei mesi di sospensione?
    Ho assistito da parte sua e dei suoi sodali ad uno spendido mercato delle vacche con promesse di questo e di quello.
    Ahi serva Italia, di dolore ostello, nave senza nocchiero in gra tempesta, non donna di province ma bordello.
    Come faceva Padre Dante a saper già allora della banda di Amiconi?
    Quanto al Segretario rieletto Stefano de Luca il suo pessimo carattere è segno di grande carattere, mentre un carattere plasmabile è segno di compromissioni.
    Ma senza Stefano il Pli non sarebbe rinato nel 1997.
    Un abbraccio a tutti i membri del Pli Giancarlo Colombo

  14. Al signor Farina rispondo che una vittoria è tale anche per un solo voto, e un liberale dovrebbe saperlo.
    Non voglio aggiungere altro.
    Auguri invece al nostro grande Segretario.
    Saluti.

  15. Se possiamo, noi Liberali, dire di avere ancora un Partito, il nostro partito, è grazie a Stefano De Luca.
    Sono contento e convinto che è giusto che sia stato rieletto Segretario Nazionale del P.L.I.

    Antonino Chiaramonte

  16. Cari Amici ed Amiche,sono veramente commosso per il fatto che tutti voi riteniate che De Luca rieletto segretario del P.L.I abbia perso una opportunita preziosa di rilanciare il partito con il senatore Musso. Dopo anni e anni di chiacchere vedevamo una valida luce di rinnovamento. Comunque speriamo bene che De Luca rinunci alla carica e passi il testimone ad Enrico, capisca sopratutto che la sua vittoria di solo 10 voti e aleatoria e non rispecchia più la base del partito. Nel Congresso del 2009 anche io ho sostenuto e difeso De luca dall’attacco congressuale esterno al partito, ma questo congresso attuale ha espresso il dissenso interno alla sua linea politica ingessata che continuerà a mantenere il PLI al di fuori da tutto, e sono certo che il Segretario ne sia consapevole.

  17. Egregio Signor Rampichini, mi preme risponderle dato che quasi tutte le frasi citate appartengono al mio commento.
    Però ha sorvolato, e pare che sia proprio questo il “vostro” stile, su quanto ho scritto come premessa: “Ho sempre pensato che sia troppo semplicistico parlare di giovani e non giovani, andando per frasi fatte non si costruisce nulla.
    Allo stesso tempo, ho sempre creduto nell’indispensabilità degli anziani e della loro saggezza.”
    Ignora inoltre il fatto che così come dalla “vostra” parte, anche dalla parte di chi ha appoggiato la mozione del Segretario De Luca sia stata fatta un’ottima proposta: De Luca Presidente e Musso Segretario. Proprio per dare atto a chi in tutti questi anni si è sforzato di tenere in vita il Pli.
    Il punto è che non basta tenere in vita un partito. Bisogna anche raccogliere risultati, e soprattutto seminare, seminare, seminare.
    E lei Signor Rampichini, oltre a non tener conto della mia premessa, ha tralasciato – forse perchè risposte non ne ha? – anche le mie domande circa quanto di concreto sia stato fatto in 15 anni. Il NULLA più totale.
    La saluto.

  18. Registro con amarezza che alcuni amici (?), spero una piccola minoranza, non sanno perdere. Ecco un florilegio delle espressioni più gentili e riguardose usate dai sostenitori del sen. Musso nei confronti degli avversari :”sterile è la quasi totalità dei vostri discorsi” “pensionati in stato avanzatissimo di età” “miserabilmente ha barattato il proprio voto per un ridicolo posticino” “ometti tronfi di un passato da vanagloriosi” “vecchio padrone arrogante” “attaccamento alla poltrona” “quel vecchietto col bastone e la barba da mastro geppetto”. Mi auguro che prendano atto serenamente del risultato e restino con noi senza astio residuo e con l’intenzione di collaborare, magari anche coi vecchietti come me.
    Mi auguro che anche il sen. Musso cambi idea, o ci spieghi che si trattava di un lapsus, rispetto a una curiosa frase contenuta nella sua lettera aperta di accettazione della candidatura: “…ritenendo anch’io che ogni giorno perduto a trastullarsi con questo simulacro di partito ci allontani dai nostri obiettivi e ideali.” Se invece non si trattava di un lapsus, ci dovrebbe spiegare dove sono i suoi obiettivi e ideali, dai quali si allontana trastullandosi con questo simulacro.

  19. LEGGO CON DOVEROSA ATTENZIONE, QUALUNQUE AFFERMAZIONE E/O COMMENTO RESA, ATTRAVERSO IL SITO DEL NOSTRO PARTITO AFFERENTE LA FASE PRE E POST CONGRESSO APPENA CELEBRATOSI. OVVIAMENTE, RITENGO RISPETTABILISSIMA OGNI OPINIONE E, CREDETEMI, L’UNICO SENTIMENTO CHE PROVO NEL LEGGERE LE CONSIDERAZIONI DEGLI AMICI LIBERALI E’ DI RAMMARICO SE PENSO A QUELLO CHE POTREBBE ESSERE E INVECE NON E’ IL PARTITO LIBERALE ITALIANO. SULLA SCORTA DEI VARI COMMENTI CHE HANNO ETICHETTATO, A SECONDA DELLA ETA’ ANAGRAFICA, OGNUNO DEI DELEGATI NELLE CATEGORIE GIOVANI E VECCHI, MI CORRE L’OBBLIGO DI IDENTIFICARMI TRA I SECONDI VISTO CHE HO 60 PRIMAVERE SUPPORTATE DA ALTRETTANTE STAGIONI….SAREI TENTATO DI RICORDARE A ME STESSO PER PRIMO, MA DOVEROSAMENTE ANCHE AI NEGOZIATORI ANAGRAFICI, CHE ESISTE PER FORTUNA L’ETA’ BIOLOGICA CHE NON ESCLUDE E/O ANNACQUA L’INTELLIGENZA,IL CARATTERE E LA DETERMINAZIONE DI UNA PERSONA “AVANTI NEGLI ANNI” E NEPPURE CHE POSSANO,(POICHE’ CI SONO), ESISTERE GIOVANI 30/40ENNI CON IDEE OBSOLETE,PRIVI DI UNA FORMA ACCETTABILE DI INTELLIGENZA E SENZA CO..,PARDON,CARATTERE! CHIEDO SCUSA PER QUESTO ANTIPATICO PREAMBOLO CHE REPUTO NECESSARIO PER RIUSCIRE A SPIEGARMI IN MANIERA COMPIUTA. IL CONGRESSO DEL PLI SI E’ CONCLUSO CON L’APPROVAZIONE DI UNA MOZIONE RISPETTO AD UNA ALTRA ATTRAVERSO UN CONFRONTO FATTO DI VOTI E QUINDI NUMERI CHE ALLA FINE, DETERMINANO IL PREVALERE DI UNA MAGGIORANZA SU DI UNA MINORANZA. TUTTO CIO’ CHE SI ESPLICITA DURANTE UN CONGRESSO DEVE ESSERE UN MOMENTO DI CONFRONTO POSITIVO E COSTRUTTIVO. LA FORZA DI UN PARTITO E’ NELLE IDEE DI TUTTE LE SUE COMPONENTI, DA COLORO CHE RICOPRONO CARICHE ELETTIVE E NON, DA QUANTI OGGI VENGONO DEFINITI MAGGIORANZA ALLO STESSO MODO DI COLORO CHE ,TEMPORANEAMENTE, RAPPRESENTANO LA MINORANZA. IL RICAMBIO GENERAZIONALE E’ NELLE COSE; ESSO SI MATERIALIZZA IN MODO NATURALE COSI’ COME DA SEMPRE E’ STATO. CON MOLTA UMILTA’ VI PREGO AMICI LIBERALI CHE AMATE LE IDEE, LE ASPIRAZIONI ED IL PROGETTO DI UNA SOCIETA’ VERAMENTE E COMPIUTAMENTE LIBERALE, DIMENTICHIAMO LE SCORIE CHE UN CONGRESSO LASCIA FREQUENTEMENTE DIETRO DI SE , PREPARIAMOCI A TORNARE PROTAGONISTI NEL PAESE ATTRAVERSO L’AFFERMAZIONE ED IL CONSENSO DEI TANTISSIMI LIBERALI CHE NON PARTECIPANO AI CONGRESSI,CHE NON SI CANDIDANO A NIENTE MA CHE ASPETTANO IL MOMENTO DI POTERSI RITROVARE E SCEGLIERE. NON DISPERDIAMO QUESTO IMMENSO ED INEGUAGLIABILE PATRIMONIO LASCIATOCI DAI NOSTRI PADRI LIBERALI E UNIAMOCI PER NON DIVIDERCI. VIVA IL PARTITO LIBERALE, VIVA L’ITALIA.

  20. sono un vecchio liberale e leggo con mio enorme disappunto che cè chi si definisce liberale non accetta l’esito di un congresso , definirsi liberale non significa solo aspirare a fare il segretario ma accettare anche il responso degli iscritti
    e gli iscritti vecchi o nuovi sono quelli che contano .
    mi dispiace che nel pli come sembra possa prevalere la logica che chi ha di meno prevalga non mi sembra esistere in nessun partito non capisco perchè debba prevalere nel pli
    FORSE QUALCUNO HA PENSATO DI POTERLO COMPRARE CON POCO PREZZO ?
    IL PLI HA UNA SUA STORIA ANCORA OGGI FATTA DI LIBERTà E NON CAPISCO PERCHè CHI PENSA GIUSTAMENTE
    DI VINCERE NON CERCHI DI CONQUISTARLA CON I TEMPI ED I MODI CHE UNO STATUTO DETTA .
    CHI PENSA DI VINCERE SENZA IL CONSENSO O UNA MAGGIORANZA POTREBBE ESSERE SCONFITTO ALLO STESSO MODO E NON è GIUSTO CHE CIò AVVENGA .
    A TUTTI QUELLI AMICI CHE SEPPUR SCONFITTI DA UNA MAGGIORANZA DICO CHE DOVREBBE ESSERE ANCORA
    più INTERESSANTE LAVORARE INSIEME PER ESSERE DOMANI MAGGIORANZA — MA NON SOLO — DI PARTITO MA DI
    GOVERNO – LORENZO CILIBERTI

  21. In riferimento allo sterile – come del resto sterile è la quasi totalità dei vostri discorsi – commento del Sig. Sabatini, la invito solo ad elencare altre iniziative politiche di successo portate avanti dal Pli negli ultimi 15 anni.

  22. Non posso che condividere tutto il disappunto dell’amico Claudio Latorre, e di tutti – tantissimi – coloro che hanno voluto dare pieno sostegno alla ventata di freschezza che solo Enrico Musso avrebbe potuto portare in questo povero, piccolo ed inutile partito.
    Ho sempre pensato che sia troppo semplicistico parlare di giovani e non giovani, andando per frasi fatte non si costruisce nulla.
    Allo stesso tempo, ho sempre creduto nell’indispensabilità degli anziani e della loro saggezza.
    Ma dopo aver assistito allo spettacolo che un gruppetto di persone, per lo più pensionati in stato avanzatissimo di età, ha saputo regalare alla platea, cosa che davvero non ho visto nemmeno nel derby della squadra della mia città, ho davvero provato un senso di profondo imbarazzo misto a sdegno che ben poche volte nella mia vita avevo provato. Roba da censura.
    Non ho visto nulla che possa minimamente essere consono allo stile ed alle linee guida di un partito che nella sua sigla ha come aggettivo qualificativo la parola LIBERALE.
    Eravamo lì per scegliere il nuovo segretario, partendo dal semplice presupposto che un CONGRESSO di un Partito dovrebbe essere l’occasione più importante per stendere un bilancio della passata gestione dirigenziale.
    Chi ha votato De Luca con quale coscienza l’ha fatto?
    Ed in base a quali risultati ha creduto opportuno concedere un’ulteriore opportunità?
    Quali sono i numeri che QUESTO PLI ha saputo fare in questi ultimi anni?
    Quante liste sono state presentate?
    E dove?
    E con che risultati?
    E la stampa?
    Quante volte è stato pubblicato un articolo su qualche quotidiano (di rilievo ovviamente…), o un servizio in Tv?
    Ah beh certo, la campagna contro la legge porcellum…Complimenti, un’azione politica seria e determinata (come se fosse stata portata avanti in autonomia solitaria dal Pli…) ogni 15 anni…
    Molto probabilmente qualcuno ha scambiato quello che dovrebbe essere un partito, e che dunque dovrebbe svolgere attività politica concreta sul territorio, riscontrabile (a mio modestissimo parere) solo attraverso la presentazione di liste, con un’associazione culturale, un buen ritiro per amanti della filosofia liberale, un non luogo dove ci si riunisce per far chiacchiere.
    La Gli è stata distrutta sul nascere, a causa della triste abitudine di “calare dall’alto” elementi che potessero in qualche modo tenerne il controllo su preciso diktat del Segretario.
    Decine e decine di giovani sono letteralmente fuggiti dal partito, disgustati dall’impossibilità di fare, dall’odiosa abitudine di mettere sempre il bastone tra le ruote a chi ha una, due, anche tre marce in più.
    E ora?
    Tutto come prima, anche peggio, con una buona metà di iscritti pronti a lasciare il partito, e l’altra che miserabilmente ha barattato il proprio voto per un ridicolo posticino in Consiglio Nazionale.
    Così non si va da nessuna parte. La VOSTRA vittoria, questa volta, è la vostra più aspra sconfitta.

  23. Mi dispiace per Amiconi che nella sua parziale e faziosa visione della realtà non raccoglie provocazioni ma si limita a lanciarle.
    Mi preme solo ricordargli che gli ottimi risultati conseguiti su Roma nella raccolta firme non sono di sua esclusiva pertinenza: in molti altri abbiamo lavorato intensamente per questo risultato e altrettanti tanti ora non sono nella componente di minoranza a cui ora lui appartiene. O forse, Amiconi ritiene che i meriti si circoscrivano al solo investimento in denaro di cui lui si è fatto carico spontaneamente (d’altra parte è, appunto, un “investimento” volontario e non una donazione!)? Se così fosse, l’anima “imprenditoriale” dell’Amiconi è la stessa con la quale si è mosso (e con lui altri/e) prima e durante il Congresso nei confronti dei Delegati.
    La sospensione da ogni attività e dalla vita del Partito è pubblica, nota e acclarata da tutti, la sua presenza ai lavori del Congresso è stata un’infantile provocazione. Anche io ne sono stato vittima!
    Ricordo inoltre all’Amiconi che una proposta unitaria è stata presentata al sen. Musso in sede di Congresso ma l’avete sdegnosamente rifiutata.
    Per mio conto, vorrei che la questione si chiudesse qui. Non amo e non ho motivo di battagliare sull’aria fritta. Qui non si tratta di un confronto tra due pensieri, ma quello inaccettabile tra un’idea e un’interesse.

  24. mi vedo costretto a postare qui il commento alla lettera aperta di De Luca, visto che non è stato approvato (compaiono solo commenti a sostegno del segretario……)
    ——————————————————

    Egregio Segretario De Luca,
    in attesa di una Sua conferma del ruolo che il Congresso Le ha assegnato, Le spiego brevemente il punto di vista di un neo-iscritto.
    Sono nel PLI da sei mesi, in Basilicata abbiamo raggiunto i 4 delegati, più di Veneto e Piemonte, e non è poco, credo.
    Il Congresso è stato il primo vero momento di vita nel PLI per me, e solo su quello poteva costruirsi il mio pensiero ed il mio voto di delegato.
    Nonostante non abbia ancora sciolto la riserva, La prego, metta da parte vittimismo e finta debolezza, se il congresso è stato “pesssimo” non è certo per colpa esclusiva dei sostenitori di Enrico Musso.
    E a proposito, Lei che è un liberale autentico abbia la cortesia di tributare il giusto riconoscimento ad Enrico Musso, nei confronti del quale nessuno ha speso una parola dopo la proclamazione del vincitore, eppure nei suoi interventi Enrico non l’ha mai attaccata sul piano personale e si è concentrato sui problemi del PLI e sulla linea politica da tenere in futuro.
    Si può non condividere la sua proposta, ma non si può negare che Enrico Musso abbia tenuto sempre, durante questi tre giorni che Lei ha definito pessimi, un comportamento impeccabile, accettando il risultato con grande dignità.
    Certo, avrebbe potuto accontentarsi di una poltrona da Presidente…..Lei a parti invertite l’avrebbe fatto?
    Torniamo a me, comunque, al mio pensiero…….è una questione di contenuti.
    Da Lei ho udito soltanto l’elogio del passato, e nessun vero slancio verso il futuro. La riconoscenza è un obbligo, ma chi può dirsi ingrato solo perchè non ha votato per un segretario nato nel ’42 e in carica dal ’97?
    Vogliamo continuare a parlare di rinnovamento e di giovani per poi eleggere a segretario un 70enne e presidente un 73enne demolendo l’immagine di un 50enne?
    Da giovane (non giovanissimo cmq) Le dico, senza imbarazzo alcuno, che Lei ha perso un’occasione d’oro per dare ai nuovi liberali come me il riconoscimento di teste pensanti e cuori pulsanti….appena giunto in hotel il venerdì sono stato avvicinato da una signora bionda ed imbrollocata di gioielli che mi “suggeriva” di votare per Lei.
    A quella stessa signora, domenica, ho spiegato perchè avevo deciso di sostenere Enrico Musso: nei suoi interventi sabato e domenica Enrico mi ha entusiasmato; nella Sua relazione di venrdì e replica domenicale Lei mi ha narcotizzato.
    E’ questa la differenza. E non parlo neanche del discorso che ci ha “inflitto” (parole sue) il Sen. Palumbo, ha urlato per un’ora (autoconcessa in modo abbastanza abusivo) senza riempire di alcun contenuto quelle urla.
    Contano i contenuti e le emozioni. E Lei non ha saputo emozionare i pochi giovani presenti.
    Chissà se vale davvero la pena aver ottenuto questa “vittoria” per restare in carica fino al 2013 e poi lasciare (ma sarà vero?).
    Chiudo citando Danny De Vito ne “La guerra dei Roses”:
    “Non ci sono vittorie in queste storie, Oliver. Soltanto gradazioni di sconfitta!”

  25. Mi dispiace per sabatini ma io non raccolgo provocazioni: i risultati raggiunti dal PLI grazie al sottoscritto sono evidenti:
    47.000 firme raccolte dal PLI di Roma e dal sito referendumcontroporcellum.it da me voluto ed organizzato.
    Al congresso sono venuto per spiegare a chi me lo ha chiesto i motivi della sospensione.
    Ho lavorato per evitare che la parte più dinamica del PLI abbandonasse i lavori a causa delle molte irregolarità commesse dalla segreteria.
    Oggi, vista la ns. vittoria numerica e politica di musso, invito tutti a lavorare per il PLI in funzione del futuro !

  26. Concluso il Congresso, ho l’obbligo di confessare pubblicamente di esser caduto in gravissimo errore nell’aver dato immeritato credito (personale e politico) al Sig. Amiconi. Me ne dispiaccio con me stesso e con il Partito per essermene accorto solo negli ultimi due mesi. Asprezza da una parte sola? Dall’altra, mercanti nel Tempio!

  27. Ho visto il peggio che la politica dei bonsai può esprimere. Ho visto vecchi uomini convinti di potersi tenere il loro giocattolo, igrari delle colpe che hanno per il passato. Ho visto un presidente dell’assise dirigire in lavori in modo spudoratamente parziale. Ho visto ometti tronfi di un passato da vanagloriosi. Ho visto persone sospese partecipare al congresso con grande compostezza e attenzione. Ho partecipato ad un congresso di una (ex) forza politica ormai destinata all’estinzione. Ho visto veri uomini liberali (Scognamiglio, Biondi e Altissimo) sedere tra le ultime file e comportarsi come normalissimi iscritti per cercare di trovare una soluzione all’immobilismo di questo partito ormai ombra di se stesso. Noi abbiamo lottato con lealtà e verità, senza giochini subdoli e arrogati. Abbiamo perso per dieci voti. Il futuro si apre adesso, con la carica e la competenza di Enrico Musso possiamo cominciare un cammino reale e proiettato al futuro.

  28. sono d’accordo con Latorre !
    anche a me certi interventi nostalgici hanno “asciugato” letteralmente, e cmq sono altri quelli che ci danno l’entusiasmo di andare avanti.
    Ad Angeli dico che l’asprezza c’èstata da una parte sola, sia nelle parole sia nei fatti.
    Questo è stato un errore del vecchio segretario che gli ha procurato una sconfitta numerica, umana e politica.
    Senza le alterazioni dei congressi locali la sconfitta di De Luca sarebbe stata notevole.

  29. Il congresso è finito, c’è stato un confronto anche aspro, ma appassionato da ambo le parti. Da un lato il vecchio leone, ancora capace di ruggire e dall’altra un brillante sfidante che ha giocato le sue carte fino all’ultimo. E’ stata una scelta difficile, ma che credo tutti i delegati abbiano fatto in buona fede e pensando al bene del partito. A bocce ferme spero che entrambe le parti, vincente e perdente, considerino le proposte e le posizioni dell’altra e continuino a lavorare per il bene dei liberali italiani. Perchè l’Italia ha bisogno di più liberali. Entrambi i candidati erano degni ed avevano le loro ragioni, noi tutti dobbiamo essere comunque orgogliosi di un partito vivo che ha il coraggio di fare congressi veri, una vera rarità nel quadro politico attuale.

  30. Cari amici liberali, l’ho detto nel mio intervento, e lo diceva lo slogan che riporto per comodità:” la mia storia, il mio futuro, la mia libertà”. Storia, futuro e libertà dunque. se mi soffermo a riflettere devo identificare i primi due termini con il ri neo ri eletto Segretario Stefano de Luca, cui vanno comunque i migliori auguri di un proficuo lavoro, che come un ossimoro diviene storia e futuro lasciando poco spazio persino al terzo sostantivo. lo hanno però detto in tanti al Congresso: Grazie Stefano de Luca per tutto ciò che hai fatto per il Partito Liberale davvero e con tanta sincerità… ma nasce un pensiero, una similitudine nel mio forse troppo giovane e ingenuo encefalo. In qualsiasi professione, in qualsiasi campo la persona con più esperienza ha il dovere deontologico di fungere da faro, da guida, di essere come l’occhio che scruta dall’alto super partes e che è pronto ad intervenire con pareri autorevoli per correggere il tiro dei “giovani” che hanno ardore ed entusiasmo da mettere in campo; e compito dell’autorevolezza è persino a volte richiamare all’ordine l’eccessivo ardore. bene non ho visto questo nei giorni del congresso: ho visto relegare i giovani ad un ruolo di secondo piano, negando loro persino la fiducia nelle loro capacità e nel loro merito. non voglio scrivere oltre, ma mi pregio ricordare di nuovo a quanti non l’avessero notato che Mr Barak Obama aveva appena 48 anni (e la bocca sporca di latte, per alcuni) quando era già il Presidente degli Stati Uniti di America. questa è la differenza, questo è il merito! un sincero Grazie ad Enrico Musso, per averci fatto sperare nel futuro, che è già cominciato oggi.
    tornerò a lavorare sul territorio, come ho fatto in questi due ultimi anni portando 20 tessere “PAGATE” in Basilicata (più che in altre realtà in cui il pensiero liberale sembra più consolidato) e l’ho fatto per la passione verso le idee liberali e ci ho messo la faccia da candidato alle Regionali, riportando il simbolo del PLI sulla scheda elettorale (grazie speciale all’amico Giuseppe Carrieri, galeotto del mio innamoramento verso il pensiero liberale) con lo slogan “affidabilità, trasparenza, merito, green economy”. Nulla, ripeto nulla, nemmeno questo Congresso, mi impedirà di continuare a farlo!
    Francesco Massimo Romito – PLI Matera

  31. “Mi auguro quindi che dal nostro Congresso possa prendere corpo non soltanto l’ipotesi costituente riduttiva, finora coltivata, di riunire tutti i reduci liberali, pensando ai, per la verità pochi, che hanno tanti Siti o associazioni territoriali (spesso solo cartacei) che si dicono liberali e servono soltanto alla piccola gloria dei rispettivi fondatori”
    SAREBBE QUESTO L’AUSPICIO DI UNITA’ DEL VOSTRO SEGRETARIO???

  32. Ho vissuto la mia prima esperienza congressuale nel PLI con grande delusione, non pensavo di poter assistere alle porcherie cui ho assistito in un congresso di un partito che si chiama liberale e che ha la pretesa di non essere padronale.
    Il sen. Palumbo ha detto che era uscito da Forza Italia in quanto, appunto, partito padronale, ma lui al congresso si è comportato da vecchio padrone arrogante.
    Al congresso c’erano due istanze, quella di Enrico Musso, uno slancio sul futuro, e quella di Stefano De Luca, una celebrazione di un passato neanche tanto glorioso.
    Hanno vinto la restaurazione e l’attaccamento alla poltrona, hanno perso le idee, la competenza, l’entusiasmo.
    Gli interventi di Enrico Musso mi hanno entusiasmato, quelli di De Luca mi hanno “asciugato”, ma in compenso hanno entusiasmato quel vecchietto col bastone e la barba da mastro geppetto che si è vantato di far parte di un piccolo partito di vecchi nostalgici che si guardano bene dal dialogare con gli altri, in ossequio allo slogan agghiacciante con cui ha chiuso il suo intervento:
    “Pochi, poveri, ma liberali!”.
    E aggiungo io: che culo!
    Comunque l’aver perso la battaglia congressuale non segna la fine di chi sogna ancora una rivoluzione liberale fatta dai veri liberali.
    Si è detto che comunque fosse finita, da oggi sarebbe iniziata una nuova avventura per chi ha sostenuto e continuerà a sostenere Enrico, e così sarà, a cominciare dalla organizzazione del PLI sul territorio, cosa a cui mi dedicherò da ora in poi.
    Un saluto a chi ha avuto la forza ed il coraggio di sognare.

  33. Cari amici,

    quest’ultimo intervento penso abbia confortato l’amico Francesco Palmieri.

    Circa il tema dell’età dei politici poi se ne discute da anni in ogni partito.
    Personalmente lo trovo ozioso, se Beltrand Russell si fosse dedicato alla
    politica a 20 anni avremmo perso un immenso matematico e più tardi un grande filosofo.
    Ricordando poi un recente incontro televisivo tra Debora Serracchiani (1970) e
    Ciriaco De Mita (1928) non possiamo non concludere che lo spessore politico non ha età.
    Ritengo quindi non rimanga che “baciarsi i gomiti” per
    avere nel nostro partito uomini non più ventenni come Enzo Palumbo, Stefano De Luca ed Enrico Musso

  34. congratulazioni e buon lavoro a Stefano De Luca, al presidente Enzo Palumbo , agli Eletti dal nostro congresso ed a tutti i Liberali. Congratulazioni e buon lavoro ad Enrico Musso ed a tutti i nostri candidati alle prossime amministrative e ce ne sono. Fortunatamente i liberali sono tali a prescindere, lo dimostra il fatto che la Segreteria Nazionale, all’indomani del Congresso, si è già spesa nella considerazione di una Costituente Liberale e nella consapevolezza che qualsiasi spaccatura non è proponibile per un piccolo partito. Non ci sono a mio modesto parere nè vincitori nè sconfitti , rimane solo la comune e imprescindibile certezza che una nuova fase non è rimandabile per l’ affermazione del PLI e delle nostre idee e che la sua realizzazione debba necessariamente passare attraverso il contributo di tutti i Liberali senza alcuna distinzione . Semplicemente non dobbiamo dividere, ma unire con spirito positivo e propositivo; abbiamo la fortuna di essere in una dimensione a misura d’uomo e con una potenzialità devastante: non si può non essere liberali; tutti i leaders politici si rifanno ai nostri ideali….. e noi? Non dobbiamo sentirci in corsa per un primato personale ma, allo stesso tempo, vanno tenute in considerazione le legittime aspettative per una comune crescita. Io la vedo così. Crediamoci tutti…davvero. W il Partito Liberale Italiano
    Francesco Cavallo PLI Grottaglie

  35. Io da ragazzo ventunenne e di conseguenza alla mia prima esperienza ad un congresso nazionale di un partito posso affermare ,come dice sotto il signor Amiconi ,che non basta solamente vivere nel passato ma bisogna innovarsi costruendo proposte affinchè il PLI possa crescere. La costituente liberale è la risposta. Alessandro Francesco Palmieri

  36. concordo con Giorgio: i già pochi giovani presenti al congresso non si sono sentiti attratti dai molti discorsi sul passato svolti dal Segretario.
    Anche se necessari a far capire il percorso fatto sinora non possono costituire l’unico argomento della relazione.
    Per attrarre i giovani al PLI occorrono progetti inclusivi e dinamici , come può essere quello della costituente dei liberali.
    Se non ora quando ?
    Roberto Amiconi , PLI roma “sospeso”

  37. La vera vittoria di Stefano de Luca: la conquista di un primato italiano
    Mi ha fatto molto riflettere l’intervento del Sen. Musso, 50 anni da poco, quando ha dichiarato che il partito dovrebbe essere assegnato a giovani di 35/40 anni. Mi sono iscritto al PLI nel 1975 quando segretario era Agostino Bignardi (eletto nel ’72 a 51 anni), rimpiazzato l’anno successivo (1976) da Valerio Zanone all’età di 40 anni. Zanone ha guidato il partito per 9 anni fino all’età di 49 anni, un periodo che ha coinciso con il mio duplice mandato di Consigliere Comunale a Lecco e che rimangono i più intensi e vivaci nella vita del PLI. In questa speciale classifica, Stefano De Luca ha superato per distacco Giovanni Malagodi che ha lasciato la segreteria a 68 anni, e battuto in volata Bruno Villabruna, primo segretario dopo la costituente, che ha ceduto lo scettro a Malagodi all’età di 70 anni. Per curiosità aggiungo che sia Biondi che Costa hanno avuto la Segreteria del PLI per un solo anno ed entrambi contavano 57 primavere al loro insediamento, mentre Renato Altissimo è stato segretario dal 1986 al 1992 tra i suoi 46 e 52 anni.
    Malagodi detiene ancora il record di durata alla segreteria PLI con 18 anni (1954-1972) con De Luca, 15 anni, vicinissimo a superare anche questo prestigioso traguardo.
    Rispettoso del manifesto di Oxford, cui si ispira lo Statuto del PLI, non voglio fare discriminazioni riguardo le condizioni anagrafiche (età), bensì porre una riflessione.
    Tra i “leader” attuali dei partiti l’età media è di 56 anni variabili dai 42 di Alfano (PDL) ai 60 di Di Pietro (IDV); l’età di Stefano De Luca (70) viene superata solamente da quella di Umberto Bossi (71), personaggio dal quale mi ritengo di avere una distanza siderale.
    Potrebbe essere questa la ragione per la quale non si è vista al congresso una rappresentanza di giovani liberali e fatichiamo così tanto ad attrarre forze nuove?
    Giorgio Rusconi, PLI Lecco

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