Lettera Aperta di Enzo Lombardo

Carissimo Senatore Musso,

affido a questa mia pubblica riflessione a Lei rivolta, una replica al suo intervento dal titolo “Un’ agenda liberale”, comparso nei giorni scorsi sul nostro web magazine “Rivoluzione Liberale”.

Per prima cosa vorrei ringraziarLa per avere pubblicamente, e finalmente, detto qualcosa riguardo alla Sua candidatura alla Segreteria Nazionaledel PLI, seppur a cinque giorni dall’inizio del Congresso Nazionale e nonostante in queste settimane più volte Lei sia stato “tirato in causa” un po’ da tutti, me compreso.

E tuttavia questo “qualcosa” non mi sembra affatto né risolutivo, né aiuterà, a mio modesto parere, i delegati a capire su cosa si troveranno a scegliere, né se “ci sarà da scegliere”, durante il Congresso che inizierà venerdì prossimo venturo.

Dopo una magistrale elencazione di una bellissima agenda liberale (che non si può davvero non condividere) Lei affida la questione fondamentale del contendere ad un “post scriptum” nel quale si dichiara disponibile, sostanzialmente, sia a seguire il percorso immaginato da mesi che avrebbe visto Lei succedere alla Segreteria Nazionale dopo le elezioni del2013 incontinuità ed evoluzione con l’attuale dirigenza; sia con l’improvvisa “accelerazione” che alcuni esponenti del partito hanno pensato bene di imprimere all’uscita di scena dell’attuale Segretario Nazionale (e forse anche di qualcun altro) senza peraltro minimamente discuterne con gli interessati e con tutto il partito.

Ma andiamo per gradi. Innanzi tutto Lei non ha mai smentito, ed il suo intervento in questione anzi lo ribadisce, che si fosse immaginato (da parte di tutta l’attuale dirigenza) un cammino unitario e costituente, anche rispetto ad altre realtà liberali, che vedesse l’attuale dirigenza (Lei compreso dunque) impegnata a guidare il partito fino alle elezioni politiche del 2013 dopo le quali ci sarebbe stato un naturale (anche per ragioni anagrafiche) ricambio generazionale alla guida della Segreteria Nazionale che l’avrebbe vista come nuovo Segretario Nazionale del PLI e non certo “a tempo”, come Lei invece si augura, ma con piena e legittima volontà politica di tutto il partito di affidarLe il “timone” per tutto il tempo necessario e secondo i suoi meriti, come si usa tra Liberali.

Improvvisamente, qualche settimana fa, alcuni “pezzi” della dirigenza si sono improvvisamente “autofolgorati” non sulla “Via di Damasco” ma, più probabilmente, su quella che porta da Palazzo Madama a Palazzo Montecitorio sul percorso della quale, ironia beffarda della sorte, si trova proprio la nostra sede nazionale. E di folgorazione “sanpaolina” non può davvero non trattarsi. Siamo tutti d’accordo su Musso segretario? Sì. Siamo tutti d’accordo sulla linea politica? Sì. Siamo tutti d’accordo sul sostegno al Governo Monti anche se vorremmo una ancor più incisiva azione liberale? Sì. Ed allora cosa è che cambia lo scenario fino al punto di rompere (senza parlarne con gli altri) questo cammino comune ed “accelerare”? La risposta è scritta nei fatti e nelle circostanze: le elezioni politiche del 2013 (o forse anche prima)! Perché improvvisamenteStefano de Lucanon deve guidarela Segreteria Nazionalefino alle prossime elezioni politiche come si era tutti, Voi compresi, immaginato se siamo d’accordo su tutte le questioni di merito? Mi perdonerà la banalizzazione, caro Senatore, ma se tutti siamo d’accordo sui programmi e sul merito delle questioni è mai possibile che Lei diventi “improvvisamente” (e con un anno di anticipo su un’evoluzione che sarebbe avvenuta comunque) più adatto diStefano de Lucaa guidare il partito su quei programmi e su quelle questioni? Certamente no. E non perché lo dica io, ma perché lo impone la logica a partire da Aristotele per finire ai giorni nostri. Almeno che in questo ragionamento non entri una piccola, devastante e virulenta variabile. Quella della persona. Perché se, supponiamo, alcuni interlocutori vogliono tessere alleanze con il PLI ma non vogliono parlare conStefano de Luca, allora tutto il ragionamento degli “acceleranti rinnovatori folgorati” assume un senso ed una logica. Perché è evidente anche a mio nipote che ha cinque anni chela Segreteria Nazionaleè fondamentale nello stringere accordi per le future elezioni.Stefano de Lucasarebbe, anche questa volta, ciò che è sempre stato: e cioè un Segretario Nazionale rigorosamente legato al rispetto della volontà politica del Congresso e del Consiglio Nazionale ed intransigentemente ancorato all’autonomia, all’identità ed al progresso del partito. E se ciò andava bene fino a qualche settimana fa, se Stefano ed altri erano garanzia anche per Altissimo, Lei, Biondi, Scognamiglio ed altri, se tutti abbiamo riconosciuto i meriti suoi e di altri perché mai adesso dobbiamo sostituire Stefano prima delle elezioni? Cosa è cambiato Senatore (e lo chiedo anche e principalmente a chi l’ha tiraTa in ballo)? Se qualcosa è cambiato è di tutta evidenza che ciò sta nelle possibili alleanze elettorali e se così è, come logica impone, allora vuol dire che alcuni interlocutori di altre forze politiche non voglionoStefano de Lucaed altri come interlocutori e stanno spingendo un pezzo del partito verso lidi a loro più congeniali e favorevoli. Forse con Stefano al timone tutti sanno che potremmo anche sederci a tavola con il “cappello in mano”, ma non certo “con i pantaloni abbassati”.

Per cui secondo la logica che Le ho onestamente, e senza infingimenti, esposto, qualora Lei aderisse definitivamente all’amichevole invito rivoltoLe dai “rinnovatori frettolosi” sarebbe chiaro, almeno per me, che anche Lei vuol portare il partito alle elezioni del 2013 non secondo una linea politica di continuità che diTe di condividere, ma a tavoli diversi da quelli fino ad ora pubblicamente immaginati. Se così fosse non ci sarebbe chiaramente nulla di male o di illegittimo, ma abbiaTe almeno la grazia (sempre che Lei faccia parte di questa partita) di non offendere la nostra intelligenza con i “mantra” (questi si appartenenti al più deteriore marketing da un tanto al chilo) del “rinnovamento” e di tutto il resto. Diteci chiaro con chi voleTe andare e cosa voleTe fare che Stefano non avrebbe potuto realizzare (insieme a tutti noi ed a tutti voi) portando il partito alle elezioni politiche. E, se è possibile, sbrigateVi a farcelo sapere che venerdì inizia il Congresso.

E qui vengo al secondo punto della questione: i suoi giudizi sul partito.

Per mia cattiva abitudine, della quale mi scuso in anticipo con Lei e con la pazienza di chi vorrà leggermi, sono abituato ad esprimere una valutazione basandomi non solo sui fatti, ma anche sulla loro consecutio temporum.

La prima volta che sentii parlare di Lei (per questioni anagrafiche ero troppo giovane ai tempi “del vecchio partito” anche se lo seguivo attentamente) fu il 29 maggio del 2008, pochi giorni dopo la Sua elezione a Senatore della Repubblica. Quel giorno ebbi a leggere un comunicato ANSA, da Lei ed altri sottoscritto, che riporto nella sua completezza:

ROMA, 29 MAG – Tredici parlamentari del Pdl e della Lega, di estrazione liberale, accusano il segretario del Pli, Stefano De Luca, di ‘ridicolizzare’ la storia del partito con la federazione con i Moderati e l’avvicinamento al Pd. Per i parlamentari, ‘la notizia non sconvolge certamente il panorama politico italiano, e neppure gli equilibri o le prospettive del Partito democratico’ e ‘non meriterebbe quindi commento alcuno se non fosse per il discredito al quale viene esposta una sigla politica, come il Pli, che ha avuto un ruolo di grande prestigio e dignità nella vita politica italiana’. Secondo questi esponenti della maggioranza, è ‘evidente il fatto che la tradizione e i contenuti liberali hanno trovato piena cittadinanza nei partiti della maggioranza Popolo della libertà e Lega nord’. ‘Per questo consideriamo grave – prosegue la nota – che una forza politica irrilevante abusi politicamente del nome di Partito liberale, prima ridicolizzandolo con un risultato elettorale grottesco, e oggi compiendo una scelta patetica nelle motivazioni (l’antiberlusconismo non è più di moda da tempo) e lontana dalle idee e dai principi liberali’.”

Quando l’ho rivista al Consiglio Nazionale del 2011 rientrare nel partito ero contento; mi sono detto che forse aveva cambiato idea, Lei come altri, rispetto ad un paio d’anni prima e che se tornava nel PLI poi tanto ridicoli e patetici non dovevamo essere; e se poi accettò, addirittura, di fare il Vice Segretario diStefano de Lucache, a Suo dire, fino a qualche anno prima con “scelte patetiche ridicolizzava la nobile storiadel PLI” allora ero contentissimo, perché sapendoLa persona di spessore e di intelligenza non credo che Lei scelga di fare il Vice di un “ridicolizzatore che compie scelte patetiche”.

Poi venne la querelle sulla data dello spostamento del Congresso (sulle cui ragioni non torno avendole esposte in altri miei interventi) e Lei dichiarò pubblicamente che non era molto interessato alla questione perché, essendo candidato sindaco a Genova, nel periodo congressuale sarebbe stato così impegnato “che al massimo avrebbe mandato un biglietto di auguri di buon lavoro”. Ed oggi si candida a Segretario? Scusi ma i suoi elettori di Genova lo sanno che Lei fra qualche mese potrebbe essere Sindaco della città e contemporaneamente gestire un partito che ha mille difficoltà e che richiede una presenza costante del Segretario Nazionale a Roma ed in tutta Italia? Perché credo che se proprio parliamo di “rinnovamento” e di abbandono dei metodi “fin de série”, l’elettorato genovese avrebbe il diritto di saperlo.

Ma forse i genovesi non lo sanno, o lo sanno in pochissimi, perché Lei, da Vice Segretario Nazionaledel PLI, non ha una lista PLI che la sostiene alle elezioni a Sindaco! Quando va in TV si guarda bene dal fare scrivere in sovraimpressione “Vice Segretario Nazionale PLI” o anche più semplicemente “PLI” né, men che meno, ne parla. La mettiamo così tanto in imbarazzo Senatore? Siamo così impresentabili al suo elettorato o ai telespettatori? Forse puzziamo troppo di idee e coerenza per essere appetibili su un mercato che invece vuole slogan, “movimentismo” (soprattutto quello legato alla “mobilità” dei leader) ed uomini della provvidenza?

Spero vorrà rispondere a queste semplici domande, non tanto a me, quanto a quelli (e non sono così pochi) che insieme a me dentro e fuori dal PLI se le stanno ponendo.

Ma non finisce qui. Lei parladel PLIcome un “simulacro” di partito. Dunque Lei, per un anno e più, ha accettato ed ha svolto le funzioni di Vice Segretario Nazionale di un simulacro? So che lei è persona attenta a ciò che scrive perché anche Lei, come me, coltiva il piacere della scrittura. Ed è per questo che penso che proprio Lei non metta i sostantivi a caso o con superficialità. Ma si rende conto? Simulacro è una parola orribile. Significa che noi vogliamo artificialmente rappresentare un valore sottostante che non esiste; insomma se siamo un simulacro siamo un po’ dei mistificatori, dei taroccatori (il che sarebbe perfettamente compatibile con la Sua posizione del 2008).

Una delle poche volte in cui Lei è passato sui “media” nazionali a propositodi PLIè stato quando si è pubblicamente dissociato da un Comunicato del partito che era in contrapposizione con il Cardinal Bagnasco. Capisco che “Genova val bene una messa”, però….

Lei dice, giustamente, che dobbiamo “aprirci” alle istanze liberali del paese perché noi non dobbiamo fare l’errore di sentirci “i monopolisti del Liberalismo”. Sono perfettamente d’accordo con lei, però Le chiedo dove sta la novità rispetto ade Luca?

Le risulta che il PLI si sia mai “chiuso” rispetto a qualcuno o a qualcosa? Quando Lei, ed altri, siete tornati, qualcuno Vi ha chiesto conto e ragione delle Vostre ultime posizioni di vent’anni? Per due volte di seguito (europee e regionali) abbiamo stretto un accordo elettorale con i Radicali i quali ci hanno mollato il giorno prima del deposito delle liste, impedendoci, di fatto, di poter partecipare. A Fiuggi, sul finire del 2010, API FLI ed UDC vennero al nostro Consiglio Nazionale a parlarci di alleanze e strategie comuni. Insomma noi saremmo degli “esclusivisti escludenti?”

In questi anni ho visto passare tante persone dal partito, pronte a combattere con noi la sacra battaglia del Liberalismo; a tutti sono state aperte le porte, a tutti sono stati dati incarichi, medaglie e carta intestata della quale potersi “fregiare” e tutti costoro se ne sono prontamente andati quando hanno visto che c’era da mantenere una linea politica comune, e congressualmente sancita, che contrastava con le loro, legittime per carità, aspirazioni personali. E tutti costoro, dico tutti ad eccezione di nessuno, sbattevano la porta recitando lo stesso “mantra”: “Questo è un partito vecchio, con gente ancorata alla poltrona, che si crede l’unica custode del liberalismo”. Peccato che le poltrone, quelle da difendere, le avessero loro. Insomma la solita vecchia storia della volpe e dell’uva. Se proprio così deve essere, caro Senatore, almeno cambi disco; questo è alquanto usurato, già sentito e nemmeno troppo originale.

Quanto poi all’esclusività delle idee liberali mi lasci dire una cosa in tutta franchezza. In questi anni della mia vita ho dedotto due cose. La prima è che in Italia il Liberalismo, quello più o meno originale, è una dottrina fortemente minoritaria nella coscienza sociale del Paese, la quale è dominata da culture de-responsabilizzanti (quella cattolica e quella socialista-socialdemocratica-marxista) ed inclini ad avversare la preminenza e la responsabilità del singolo. Certo ci spiace e lavoriamo per migliorare le cose, ma così è. Vi è poi una moltitudine di “incantatori di serpenti” i quali parlano di “Liberalismo” a proposito di rubare e non andare in galera (“garantismo”), di evadere il fisco (“stato oppressore”), di buttare a mare i clandestini (“sicurezza della nostra libertà”) e tutta questa, mi consenta, robaccia. E, come per magia, tutta l’Italia si crede e professa liberale.

La seconda cosa riguarda strettamente la prima. Inquella ristretta minoranza Liberale ci sono due schieramenti. L’uno, immensamente piccolo, riguarda coloro, come noi, che credono che le forze e le sensibilità liberali debbano stare in una casa comune ed organizzata per meglio contrastare le forze e le tendenze illiberali. L’altro, immensamente grande, è fatto da Liberali i quali credono che il Liberalismo degli altri sia falso e sia vero soltanto il loro. Io li appello come quelli “del Vangelo Liberale secondo me”. Questa seconda categoria è la più feroce nemica della prima, ancor più di cattolici e marxisti a varia gradazione. Infatti, fin quando esiste un partito liberale organizzato, essi non possono fregiarsi di fronte agli altri ed allo specchio di essere i veri liberali, che è la cosa che più al mondo solletica il loro smisurato ego. Tutti costoro hanno in comune il solito disco rotto…”il PLI non c’entra con il Liberalismo” e tutto il vecchio e solito armamentario da agit prop sovietico che si può trovare in qualsiasi bancarella di libri usati. E certo, fin quando il PLI c’è si fa fatica a convincere gli elettori di essere Liberali ma non insieme ai Liberali. Tutto questo per dirLe, caro Senatore, che certo non abbiamo mai avuto la presunzione di incarnare il verbo liberale. Ma l’orgoglio di aver avuto il coraggio esserlo e dirlo pubblicamente, mentre altri facevano i Liberali a “mezzo servizio” e sotto altri simboli che nulla avevano di liberale, almeno questo ci si può riconoscere oppure no? Oppure dobbiamo essere così Liberali da prenderci pure i rimproveri e gli insulti di chi, per vent’anni, ha fatto tutt’altro? Anche per loro abbiamo tenuto in piedi questa casa, anche per loro abbiamo lavorato. Noi non si esclude proprio nessuno.

Le scrivo in sincerità e franchezza, come sono abituato a fare. Mi sento amareggiato da ciò che Lei scrive. Io, come decine di altri, tralascio la famiglia, il tempo libero, le risorse personali per portare il PLI per la strada e trala gente. Misopporto le risatine, gli sfottò, lo sguardo “compassionevole” di chi ti dice con gli occhi “ma ancora esistete?”. Noi che non abbiamo sedie e poltrone da difendere, noi che non abbiamo candidature da barattare, noi che ci mettiamo soldi e tempo del nostro, noi che francamente abbiamo solo la soddisfazione di avere il coraggio di essere pubblicamente quello che siamo; noi siamo dispiaciuti che il nostro Vice Segretario Nazionale vada in giro a dire questo e tenga questo atteggiamento.

Siamo dispiaciuti che il nostro Vice Segretario Nazionale ci consideri un “simulacro” di partito e di liberalismo e che pensi che la sua sola persona al posto diStefano de Luca, possa magicamente trasformare il “simulacro” in “simbolo”. Se così fosse Lei sarebbe un Taumaturgo, ed ho smesso da tempo di credere ai taumaturghi.

Siamo dispiaciuti che il nostro Vice Segretario Nazionale si vergogni di noi e non ci citi mai e che non faccia nemmeno una lista del suo partito, nella sua città, della quale vuol diventare Sindaco ma alla quale non dice che vuol fare il segretario di questi quattro sfigati.

Siamo dispiaciuti che questo “simulacro” venga usato, sempre, come un albergo ad ore della cui frequentazione è meglio non far sapere in giro.

Spero che Lei non voglia prestarsi a questo gioco ignobile; se lo farà Le faccio, come si conviene tra gentiluomini liberali, i miei migliori auguri. Ma non avrà il mio voto in Congresso.

Un cordiale saluto.

13 Commenti

  1. Ciao a tutti,
    innanzitutto faccio l’in bocca al lupo a tutti i congressisti e delegati al prossimo congresso.
    Le assemblee di partito sono sempre momenti di accrescimento culturale soprattutto per chi si appresta per la prima volta a parteciparvi.
    Detto questo, vorrei stimolare il dibattito con alcune riflessioni.
    Mi sembra evidente che il prossimo congresso sarà una battaglia che si spera rimanga solo nell’alveo della politica. Perciò a chi si augura di poter partecipare ad un assise di unità consiglio di iniziare a dimenticarlo. Chiarito questo aspetto, occorre che si rifletta bene sulle scelte che farete.
    Nessuno in Italia potrà mai negare i meriti di Stefano de Luca nel tenere in piedi per circa 20 anni una casa liberale. Ma proprio per questo credo che oggi sia indispensabile un cambio di segreteria. Vedete, non credo sia possibile che un partito liberale, che per altro è l’erede dello storico PLI, possa mantenere lo stesso segretario politico per tutti questi anni. Se si vuole rilanciare l’idea liberale e tentare un’unità, occorre che tutti facciano un passo indietro e si indichino uomini nuovi che possano portare avanti questo difficilissimo compito. Nulla di personale, come si evince chiaramente, nei confronti dell’on de Luca, ma se dopo tutti questi anni c’è stato un continuo entra ed esci di amici liberali, beh evidentemente qualcosa che non funziona ci sarà. E non credo che siano tutti dei pericolosi speculatori che tentano con opa o con movimenti di spread di impossessarsi del partito per tentare di cancellarlo. Potevo capirlo 3 anni fa (altro dato su cui riflettere: il congresso si sarebbe dovuto svolgere l’anno scorso), ma adesso gli attentatori sarebbero 2 ex segretari nazionali del PLI, il presidente uscente e uno degli storici liberali genovesi? Mi sembra eccessivo, no? Oltre tutto, a differenza del congresso scorso, la proposta include de Luca, assegnandogli un ruolo di enorme prestigio: la presidenza del partito. Ruolo ricoperto da Aldo Bozzi e Giovanni Malagodi per fare qualche esempio. Voi vi starete chiedendo il perchè di questo messaggio. Vi risponderò ringraziandovi della pazienza avuta nel leggermi e scusandomi per essermi dilungato: la ragione è molto semplice: per primo io, ma ritengo molti amici liberali italiani, vorrebbero tornare insieme in una stessa casa. ma per far questo hanno bisogno di rinnovamento, di un segnale di cambiamento per iniziare da capo, ovviamente avendo sempre gli storici liberali al proprio fianco. Insomma, una nuova classe dirigente, per una ritrovata unità.
    Domenica mattina verrò, sperando ti poter dire: arrivederci e non addio (politicamente parlando s’intende)

  2. Grazie Enzo per la tua splendida e rigorosa e coscienziosa e puntuale analisi. Da che parte sto lo sai e non credo sia necessario spegarlo. Quandi in prossimità delle Elezioni Provinciali di Lucca chiesi ad Alfredo Biondi di venirci a trovare per fare un incontro in camapgna elettorale , Alfredi mi rispose che non poteva perchè si sarebbe trovato in difficoltà con alcuni suoi personali amici che stavano nel Pdl e che tanto per cambiare asserivano di essere loro i “veri Liberali”. Dopo vent ‘anni di forzitalismo un esponente importante della politica italiana torna nel Pli ma si rifiuta di propagandare il suo ritorno e di aiutare il Partito a prendere voti in una città di antica tradizione Liberale. Un altro esponente di lungo corso nella città in cui abita (Torino) poco o niente ha fatto per portare al partito un risultato elettorale dignitoso nelle Elezioni per il Comune di Torino dello scorso anno . Zerovirgoladieci in coabitazione con il Psdi. Però ha avuto il coraggio di chiedere evidentemente in forza delle sue capacità elettorali di chiede a Stefano De Luca un passo indietro , sto parlando di Attilio Bastianini , lo sapete che ho l’abitudine di fare nomi e cognomi. Mario Caputi che più in basso ha postato il suo sarcastico intervento invece che fare campagna elettorale per la Lista di Milano che presentava quattro candidati del Pli andava in giro a fare il moderatore per le iniziative elettorali di altri partiti partecipanti alle elezioni amministrative di Milano. Cioè ha boicottato il Partito del quale lamenta la scarsa presa elettorale e la poco visibilità. Mario Caputi è stato a lungo membro dell ufficio di Segreteria . Cioè non era un semplice iscritto ma un dirigente importante che aveva la responsabilità ed il dovere di difendere e rafforzare il PLI. Per il Senatore Musso nutro una stima profonda ed ero contento che nel lungo periodo si fosse previsto un passaggio di consegne , che certo doveva e dovrebbe essere approvato da un Congresso apposito , da Stefano De Luca al medesimo. Ho la sensazione però che qualcuno più che volere Musso Segretario lo voglia fuori dal PLI. E sinceramente vorrei che questo non avvenisse. Voterò per Stefano De Luca . Senza tentennamenti.

    CLAUDIO GENTILE Consigliere Nazionale e Responsabile Enti locali del PLI c.gentile@partitoliberale.it

  3. Grazie a tutti per le vostre risposte, favorevoli o meno che siano a ciò che ho scritto, e soprattutto per la vostra pazienza nel leggermi.
    Due incisi.
    Per il Dr. Liuni.
    Lei ritiene scorretto diffondere notizie a due giorni dal congresso etc. Opinione sua che rispetto. E l’atteggiamento del Sen. Musso nei confronti del partito (che è fatto da tutti, da una base che merita rispetto) come lo reputa, corretto? Ci faccia sapere, perchè se lei opina sulla correttezza di quanto io diffondo (che poi sono notizie, fatti ed opinioni circostanziati, non mere opioni gettate solo per far caciara) allora opini anche sulla controparte del mio discorso. Altrimenti se c’è qualcuno che ha un atteggiamento autoreferenziale ed unilaterale questo è lei.
    Per Mario Caputi.
    Caro Mario io esprimo opinioni e cito fatti e circostanze. Si può non essere d’accordo, certo, e non pretendo davvero che tu lo sia. Però anche tu come Liuni, non ti degni di controbattere nel merito a nessuna delle mie osservazioni. Quanto ad ironizzare sui meriti e sui risultati degli altri una buona volta dovresti guardarti allo specchio piuttosto che attorno.
    Per Maurizio Irti.
    Per il momento ci troviamo in disaccordo, ma debbo riconoscerti che almeno tu sai conservare lo stile ed i toni di dibattito consoni a noi liberali e riesci a distinguere il piano personale dalla contingenza politica. Ti abbraccio affettuosamente.

  4. Son contento di leggere da Enzo, Salvatore,Giancarlo e Giuseppe della loro soddisfazione su come è stato gestito il PLI in questi anni e soprattutto dei grandi risultati ottenuti.
    A Roma cercherò di apprendere delle strategie e dei mezzi che ora la stessa organizzazione ritiene di mettere in campo sino al 2013 e farò tesoro dei segreti che ci portano ad essere il faro, il polo di riferimento, la vox ultima del movimento liberale italiano.

    Grazie di cuore, veramente, mi avete tolto un gravoso dubbio.

  5. Io non mi congratulo invece, vedo molta autoreferenzialità e ritengo scorretto a due giorni dal Congresso diffondere idee che non rispettano nè rispecchiano quanto nella sostanza è il Sen. Musso. Evidentemente il cambiamento fa paura a chi passi in avanti non ne vuole fare ovvero a chi non ritiene che fare un passo indietro ogni tanto, può produrre solo giovamento a tutto il movimento. Del resto fa parte della natura umana, preservare ciò che è impreservabile per puro spirito di sopravvivenza. Mi auguro che si discuta di programmi e di futuro, lasciando perdere nomi e cognomi, storie, pensieri e opinioni, perchè solo questo può fare diventare un Partito maturo e pronto alle sfide importanti che ci aspettano.

  6. Non possiamo da liberali che congratularci con quanto scrive Enzo Lombardo a commento delle ultime attività del Sen Musso, che non è il vero problema. Il vero problema è il cattivo carattere di Stefano de Luca, ma senza il suo cattivo carattere il Pli non si sarebbe ricostituito e non vivrebbe. Avendo io un pessimo carattere, senza il quale non sarei sopravvissuto mi permetto di osservare a quei qualcuno che rimbrottano il Segretario nazionale, che avere un cattivo carattere è è segno di grande forza d’animo e che un buon carattere è il segno distintivo dell’opportunista.
    Quindi avanti nei tempi duri fino al 2013, senza se e senza ma nell’interesse del Pli e dei tanti liberali che intendono avere un grande punto di riferimento nel rinnovamento del Paese.
    Grazie Lombardo a presto, ci vediamo al Congresso
    Giancarlo Colombo

  7. Quindi nulla di nuovo sotto questo cielo politico.
    Con l’”Agenda Liberale” il Sen. Musso ha tolto il velo ad ogni residua ipocrisia, cercando ancora tuttavia di imbelletare la maschera che nasconde la più prosaica delle debolezze umane: il tornacontismo.
    E leggere del “simulacro” di partito quale egli ci definisce, mi fanno venire in mente le parole del sommo poeta Dante, che nel sesto canto del Purgatorio recita: Ahi serva Italia, di dolore ostello, | nave senza nocchiero in gran tempesta, | non donna di provincie, ma bordello! Perchè è lapalissiano che qualora il Sen. Musso colga l’obbiettivo di Sindaco di Genova, lascerebbe il PLI senza “nocchiero” e trasformerebbe il PLI da simulacro di partito, come egli ci definisce, in un bordello, esposto ai marosi di ogni tempesta.
    E più avanti il Paoeta continua: Ahi gente che dovresti esser devota, | e lasciar seder Cesare in la sella, | se bene intendi ciò che Dio ti nota, | guarda come esta fiera è fatta fella | per non esser corretta da li sproni, | poi che ponesti mano a la predella. Infatti vorrò sentire da venerdì come cercheranno di imbelletare, addolcire l’amaro pasto che vorranno servirci, convinti come sono di poter domare la fella fiera, con cui si accingono a stringere alleanze, senza far memoria di quanto già accaduto tre anni or sono, nel precedente Congresso con Diagonale e Taradash.
    Speriamo che queste poche ore che ci separano dall’inizio del Congresso, Vi faccia ravvedere e ritrovare ché la diritta via era smarrita.

  8. Oggi, 1° giorno di Primavera é per chi scrive un giorno come tutti i giorni, una cosa mi porta a scrivere tutti dicono di essere Liberali ma tutti tifano come una partita di calcio per squadre che non sono Liberali vedi le New entry, dove fino a poco tempo fa ci chiedevano di non fare nulla che i Liberali erano loro sotto altre bandiere, e quando si chiedeva siamo qui vorremmo presentae la lista del tricolore glorioso P.L.I. erano tutti indafarati a fare altro con pseudo liberali dove però avevano un torna conto di incarichi di vario tipo e genere e ben remunerati, ora che quelle remunerazioni sono venute meno pensano co qualche denaro avanzato di fare il bello ed il cattivo gioco….. chi mi conosce ma soprattutto per chi non mi conosce devo dire che la partita é aperta sperando che l’arbitro non sia in stato confusionale da attribuire la vittoria a chi non c’é l’ha…. io sono Delegato al Congresso Nazionale che si svolgerà il 23, 24 e 25 a Roma non intendo fare lo spettatore ma essere protagonista. di una partita tutta da giocare, sentiremo le relazioni i piani programmatici, la nuova Organizzazione e la collocazione che si intende dare per un rilancio del Partito, quindi i contendenti devono dire, MAGARI potrei esserlo anch’io, che terminato il Congresso al di la del Finale si dovrà lavorare per un unico comune percorso unitario se vogliamo veramente avere quella visibilità che tutti si auspicano da tanto tempo; buon Congresso a tutti viva La Libertà viva il Partito Liberale Italiano.

  9. Caro Enzo,
    voglio ringraziarti per il contributo di chiarezza che hai dato ai liberali in questo momento così delicato per il nostro futuro.
    Ovviamente condivido in pieno tutte la tua analisi puntigliosa e le conseguenti considerazioni.
    E’ ovvio, perché qualche amico non l’ha chiaro, che questo è un momento di passaggio importante e che saremo chiamati ad affrontare il tema del collocamento del Partito negli schieramenti che si formeranno dopo il Governo Monti.
    A mio avviso saranno assolutamente diversi da quelli attuali anche se le affinità oggettive, per i motivi che tu hai ben individuato, ci vedono assolutamente diversi e distanti da un eventuale polo conservatore post berlusconiano.
    Voglio però riprendere un passaggio del tuo apprezzato intervento che a mio avviso è molto importante:

    “Vi è poi una moltitudine di “incantatori di serpenti” i quali parlano di “Liberalismo” a proposito di rubare e non andare in galera (“garantismo”), di evadere il fisco (“stato oppressore”), di buttare a mare i clandestini (“sicurezza della nostra libertà”) e tutta questa, mi consenta, robaccia. E, come per magia, tutta l’Italia si crede e professa liberale”

    Questa tua oggettiva riflessione mi induce ad integrare il concetto con l’auspicio che la linea del Partito garantisca connotati di innovazione, non anagrafica, ma di contenuto; intendo affermare con forza che il riferimento a valori oggettivi di onestà, trasparenza e senso civico vanno condivisi e rappresentati con chiarezza in termini di programma politico dei Liberali.
    Gli interpreti di questo nuovo corso ovviamente dovranno essere nelle condizioni di poterli affermare senza riserva alcuna.

  10. Caro Enzo,
    voglio ringraziarti per il contributo di chiarezza che hai dato ai liberali in questo momento così delicato per il nostro futuro.
    Ovviamente condivido in pieno tutte la tua analisi puntigliosa e le conseguenti considerazioni.
    E’ ovvio, perché qualche amico non l’ha chiaro, che questo è un momento di passaggio importante e che saremo chiamati ad affrontare il tema del collocamento del Partito negli schieramenti che si formeranno dopo il Governo Monti.
    A mio avviso saranno assolutamente diversi da quelli attuali anche se le affinità oggettive, per i motivi che tu hai ben individuato, ci vedono assolutamente diversi e distanti da un eventuale polo conservatore post berlusconiano.
    Voglio però riprendere un passaggio del tuo apprezzato intervento che a mio avviso è molto importante:

    “Vi è poi una moltitudine di “incantatori di serpenti” i quali parlano di “Liberalismo” a proposito di rubare e non andare in galera (“garantismo”), di evadere il fisco (“stato oppressore”), di buttare a mare i clandestini (“sicurezza della nostra libertà”) e tutta questa, mi consenta, robaccia. E, come per magia, tutta l’Italia si crede e professa liberale”

    Questa tua oggettiva riflessione mi induce ad integrare il concetto con l’auspicio che la linea del Partito garantisca connotati di innovazione, non anagrafica, ma di contenuto; intendo affermare con forza che il riferimento a valori oggettivi di onestà, trasparenza e senso civico vanno condivisi e rappresentati con chiarezza in termini di programma politico dei Liberali.
    Gli interpreti di questo nuovo corso ovviamente dovranno essere nelle condizioni di poterli affermare senza riserva alcuna.

    Salvatore Buccheri

  11. Caro Enzo,
    sei sempre dotato di un’eloquenza magistrale! Ti ho letto con vivo interesse sul serio! Però devo dirti che, ad esempio, l’operazione Gruppo parlamentare “Liberali per l’Italia-PLI” , da me tecnicamente seguita fin dal suo debutto, sebbene sia nata come “operazione tecnica”, a miei piccoli passi quasi quotidiani, si è andata confidenzializzando(passami il termine). Si stanno creando, tiepide ancora, le basi per un percorso a noi Liberali molto affine, ma sotto il segno Costituente.
    Questo significa che il panorama politico sta cambiando, tra un mese circa o prima, l’Udc già non esisterà più ed appresso pure il Pdl, e via così. Quello che si troveranno gli elettori di fronte nel 2013 saranno tutt’altre formazioni da quelle di ora!
    Non possiamo minimanìmente immaginare di congelare così le cariche del PLI fino al 2013, perchè se ci andremo a presentare alle elezioni con il nostro dignitosissimo simbolino, faremo cilecca piena! Noi dobbiamo guardare all’elettore, l’elettore è il nostro riferimento e gli attuali partiti politici hanno il gradimento più basso di tutta la storia d’Italia , gli imprenditori medi e piccoli , sono schifati dagli attuali politici , l’assenteismo è al 40%……capisci che con questo panorama davanti a noi , c’è assoluto bisogno di rinnovarsi, di cercare il “salto di qualità”, di investire, e ci vogliono i danari per farlo e non le chiacchere, in programmi di rilancio ed anche di immagine , non è una parolaccia l’immagine, se alle sue spalle ci sono i contenuti di programmi e strategie politiche serie. Lo scopo che, almeno io , perseguo, è quello di investire in un rafforzamento interno, di un crearci le spalle più larghe attraverso quanto suddetto, per poi essere , in tempi brevi, i promotori, senza primus inter pares, di una Costituente Liberale che sia trasversale da sinistra a destra.
    Un abbraccio Maurizio

  12. Lo dico da non iscritto,anche se c hi mi conosce sa che da quando nel lontano 1963 decisi di essere LIBERALE per tutta la vita ho sempre evidenziato la mia idea in ogni occasione. Non sono però mai riuscito a convincere me stesso ad entrare in un PLI che continua a percorrere le stesse antiche strade e che invece di riunire i Liberali italiani orfani di un movimento che li rappresenti degnamente,pensa a litigare per “poltrone” virtuali e discutere di aria fritta sprecando le poche occasioni che si presentano (elezioni o adesioni significative a movimenti affini). Non nutro molte speranze di un cambiamento significativo,mi auguro solo
    che il Congresso valuti che il momento attuale offre la possibilità di aprirsi a esperienze trasversali che peschino in un elettorato deluso e che la partecipazione alle prossime amministrative costituisca un palcoscenico per segnalare la nostra presenza.

Comments are closed.