Mi giunge voce che il supremo organo giurisdizionale del partito, il Collegio dei Garanti sarebbe stato “messo sotto accusa” perché i suoi componenti sono stati compresi nella mia lista di Delegati al prossimo Congresso Nazionale.

Mi corre l’obbligo di fare alcune precisazioni in proposito:

  1. Il principio ispiratore che mi ha guidato nella redazione della lista dei Delegati è stato quello di inserire quegli iscritti della provincia di Roma che sono attivamente partecipi alla vita del nostro partito perché potessero esprimere, secondo le modalità previste dallo Statuto, le loro opinioni in un momento decisivo per il futuro del PLI, quale è il Congresso Nazionale.
  2. Nessuno dei Garanti mi ha mai chiesto di essere inserito nella lista dei Delegati; ho tuttavia ritenuto che, essendo iscritti alla Provincia di Roma ( cosa di cui mi sono accertata), il loro inserimento tra i delegati fosse un atto di cortesia, proprio per consentire loro di avere “voce” durante il Congresso.
  3. Durante l’Assemblea Provinciale dell’11 marzo l’unico Garante presente, e solo in qualità di iscritto, era l’Avv. Marchetti, che, probabilmente per scrupolo personale, in autonomo ossequio alla sua funzione, ha ritenuto di NON esercitare il suo diritto al voto, pur potendolo legittimamente fare in ragione della sua iscrizione al Partito di Roma; gli altri due garanti neppure sapevano di essere stati inseriti in lista.
  4. Mi preme in ogni caso di sottolineare che l’essere Delegato al Congresso Nazionale non significa ricoprire alcun incarico di Partito, per il quale vigerebbe invece l’incompatibilità (art. 18.4 Statuto); ragionando diversamente, ne conseguirebbe che i garanti perderebbero tutti i diritti nascenti dalla loro iscrizione al partito, mentre è evidente che l’incompatibilità si riferisce esclusivamente a differenti incarichi direttivi; per altro, mi si dice che anche al precedente Congresso del 2009 i garanti di allora hanno regolarmente partecipato e votato, senza che ci fossero contestazioni, come per altro era d’uso per i probiviri nei congressi del PLI di un tempo.
  5. Il Dr. Morbelli, per mere ragioni di opportunità e non già di legittimità della sua elezione, ha ritenuto di rinunciare alla sua posizione di delegato, ed io mi guardo bene dal valutare la sua decisione, che rispetto, come avrei rispettato una decisione eventualmente diversa; in conseguenza della sua rinuncia, sarà sostituito dall’iscritta Monika Fortuna, prima dei supplenti.
  6. Ho convocato l’Assemblea romana dell’11 marzo (rimettendomi al giudizio dei Garanti sulla legittimità statutaria della nuova convocazione) proprio per garantire la massima partecipazione democratica nell’elezione dei delegati, che non era stata garantita (anzi era risultata ostacolata) in occasione dell’assemblea del 4 febbraio.
  7. All’assemblea dell’11 marzo sono state presentate, nel termine stabilito dalla presidenza ai sensi di Statuto, due mozioni con relative liste, che sono state poi votate con larga partecipazione di iscritti, come non era avvenuto all’assemblea del 4 febbraio, alla quale erano presenti solo 10 iscritti.
  8. Per lo stesso principio democratico, in assemblea ho ritenuto che fosse mio dovere quello di riferire agli iscritti su quanto avvenuto nel nostro partito a partire dal 4 febbraio, lasciando l’assemblea libera di decidere sull’operato della Presidenza, che poi l’assemblea ha approvato con una specifica votazione a proposito dei termini di presentazione delle liste, che l’assemblea non ha ritenuto di riaprire a beneficio di chi non aveva voluto rispettarli.

Renata Jannuzzi, Presidente Provincia di Roma

15 Commenti

  1. Sono veramente dispiaciuto che questo vostro “Congresso Nazionale” sia già iniziato da tempo creando lacerazioni nel PLI .
    Sono stato invitato a parteciparvi come Segretario di MLA e mi auguro di vedere e sentire un confronto adulto e responsabile condito da programmi politici veramente liberali e non pseudo tali come potrebbe proporre la dirigenza del FLI.
    A presto,
    Edoardo de Blasio
    Segretario Nazionale
    Movimento Liberali Antiproibizionisti – MLA

  2. Vorrei fornire qualche chiarimento “tecnico”, che forse, al punto in cui è giunta la discussione, non guasta, per evitare ulteriori equivoci.
    Secondo il vecchio Statuto del PLI, la materia del Comitato dei Garanti era regolata dall’art. 15, per il quale la competenza alla loro elezione era del Consiglio Nazionale e non del Congresso.
    Ed in effetti, il Comitato dei Garanti è stato eletto a scrutinio segreto, nella sua attuale composizione, dal Consiglio Nazionale del 13 giugno 2009.
    Il nuovo Statuto, all’art. 36, comma 1, nel testo definitivo approvato il 5.03.2011, ha poi stabilito che “All’atto dell’approvazione del presente Statuto tutti gli organi eletti nella vigenza del precedente Statuto resteranno regolarmente in carica fino alla loro naturale scadenza, ed assumono anche i nuovi compiti eventualmente loro affidati dal presente Statuto”.
    Quanto poi alla presunta incompatibilità dei Garanti ad assumere la qualifica di delegati congressuali, che nel vecchio Statuto non era prevista perché tutti gli iscritti (e quindi anche i garanti del passato), erano automaticamente congressisti, devo dire che, purtroppo, questi ultimi venti anni hanno fatto dimenticare a quasi tutti l'”a,b,c”, della vita dei partiti, e specificatamente del Partito Liberale Italiano.
    Per fare chiarezza sul diritto statutario dei Garanti a partecipare attivamente al Congresso, e ciò anche nel caso in cui non siano già delegati, basta fare riferimento al vigente Statuto del Partito, il cui art. 10, comma 12, lettera c) stabilisce che “Qualora non siano delegati, partecipano di diritto ai lavori del Congresso, con facoltà di proporre ordini del giorno e di prendere la parola ma senza diritto di voto, gli iscritti al Partito che siano: ……………………………………….. c) membri del Comitato dei Garanti”.

    E proprio in ragione di ciò, la lettera di convocazione del Congresso del 20 gennaio 2012, a firma del Presidente Scognamiglio, è stata indirizzata anche al Comitato dei Garanti, mentre nel memorandum allegato a tale lettera (ancora a firma del Presidente Scognamiglio) si rammenta in particolare che “ai sensi dell’art. 10.12 dello Statuto, qualora non siano delegati, partecipano di diritto ai lavori del Congresso, con facoltà di proporre ordini del giorno e di prendere la parola ma senza diritto di voto, gli iscritti al Partito che siano: ……….. c) membri del Comitato dei Garanti”.

    Il che chiaramente significa che i Garanti possono anche essere delegati, se eletti in una delle assemblee provinciali a tal fine convocate.

    Ne consegue che l’incompatibilità prevista dallo Statuto (art. 18.4) non può che riferirsi agli “incarichi direttivi”.
    E ciò in conformità con ciò che stabilivano gli Statuti del PLI che si sono succeduti nel tempo, rispetto a cui il PLI di oggi si pone in perfetta continuità, come espressamente stabilito all’art. 1, comma 3 del vigente Statuto, laddove si stabilisce che “Il Partito si pone in continuità politica col Partito Liberale Italiano sciolto in occasione del XXII Congresso Nazionale del febbraio del 1994, successivamente ricostituito col Congresso Nazionale di rifondazione del luglio 1997, ed adotta per i suoi Congressi Nazionali la numerazione progressiva rispetto a quel Congresso”.
    Per memoria di chi non l’ha mai avuta e/o di chi l’ha persa, rammento che negli Statuti di allora era previsto che:
    a) i Probiviri Provinciali erano incompatibili con la Direzione Provinciale, e che i Probiviri Nazionali erano incompatibili con la Direzione Centrale e col Consiglio Nazionale (come rispettivamente sancivano gli art.li 56.1 e 57.1, dello Statuto del 1979, e gli art.li 52.1 e 53.1, dello Statuto del 1991); tale incompatibilità corrisponde a quella prevista nell’attuale Statuto con riferimento agli incarichi (sottinteso “direttivi”);
    b) il Presidente del Collegio dei Probiviri Nazionali, qualora non fosse delegato, partecipava di diritto al Congresso Nazionale (art. 14,f. Statuto 1979 e 14.f. Statuto 1991), ed era addirittura componente a pieno titolo del Consiglio Nazionale (art. 16.2.d. Statuto 1979, e art. 21.2.d. Statuto 1991); allora la partecipazione al Congresso (qualora non fosse già delegato) era allora limitata al solo Presidente del Collegio Nazionale dei Probiviri Nazionali (essendo allora il Collegio piuttosto pletorico: 11 effettivi e 7 supplenti), mentre nello Statuto vigente è stata estesa a tutti i Garanti (proprio perché che oggi sono soltanto tre).

    Ovviamente, nulla esclude poi che i Garanti, per ragioni esclusivamente personali, preferiscano non partecipare al Congresso in qualità di delegati; ma questa scelta è assolutamente personale e, quale che essa sia, non è sindacabile, né sul piano etico, né sul piano politico, né sul piano statutario, essendo anzi evidente che è proprio lo Statuto (quello, di ora, quello di prima, e quelli di prima ancora) a richiedere la loro partecipazione attiva al Congresso.

    Spero proprio che questo chiarimento serva a sgombrare il campo da un argomento polemico che non ha alcuna ragion d’essere.

  3. Caro Maurizio,
    mi piacerebbe pensare che i miei amici fraterni, da me appoggiati, sostenuti e tentati di comprendere nel loro differente pensiero, possano, per questi motivi, almeno crearsi un minimo scrupolo di coscienza prima di rivolgersi direttamente ai suoi amici in sedute collegiali. Il messaggio è recepito chiaro, pur nel reciproco rispetto dell’altrui libertà di pensiero?

  4. PER MARCO SABATINI:
    MI PIACEREBBE PENSARE CHE I MIEI AMICI “FRATERNI”, DA ME INTRODOTTI, APPOGGIATI E SOSTENUTI, POSSANO, PER QUESTI MOTIVI, ALMENO CREARSI UN MINIMO SCRUPOLO DI COSCIENZA PRIMA DI RIVOLGERSI DIRETTAMENTE A ME IN SEDUTE COLLEGIALI ….E STIAMO ALLA NUMERO 3 ( ASSEMBLEA ROMANA, DIREZIONE NAZIONALE, ED ORA QUI SUL SITO) . DEVO ASPETTARMI LA NUMERO 4 ? O IL MESSAGGIO E’ RECEPITO CHIARO?!

  5. Caro Caputi,

    honni soit qui mal y pense…e davvero non mi riferisco ai Cavalieri dell’ordine della Giarrettiera!
    Le riunioni condominiali sono decisamente divertenti, ma francamente mi bastano le mie, in quanto ai €15.000 se mi crescessero te ti finanzierei volentieri, ma purtroppo ti stai rivolgendo alla parte sbagliata.
    In quanto ai testi, ti sia di conforto sapere che me li scrivo personalmente, uno o più ghostwriter farebbero decisamente molto meglio!
    Ad maiora !

  6. Cara Renata,
    ieri ti ho candidata all’assemblea del mio condominio milanese e sei stata eletta. La padrona di casa ha un conto a nostra insaputa che spero tu possa saldare. Si tratta solo di € 15.000. Non è tanto. Se vuoi dimetterti, fallo pure. Ma prima, in virtù del tuo potere e dell’arte scribacchina di chi ti circonda, annulla la mia assemblea di condominio e candida un’altra lista.
    Siccome sono a Milano chiedi pure a tanti fortunati di partecipare. Lo faranno sicuramente.

    Mario Caputi

  7. Spero che la sig.ra Jannuzzi non me ne voglia, ma vorrei dirle, e ricordarlo anche a chi ai suggeritori, che al congresso precedente, in cui mi sembra Lei non fosse neanche iscritta e presente, i famigerati garanti non erano stati nominati, nè prima, nè durante, nè dopo il congresso. Qualcuno si dimenticò di nominarli oppure, se vuole, di sottoporre la nomina ai congressisti . In quel congresso molte cose furono dimenticate.
    Se Lei ritiene di aver svolto con giustezza e giustizia il compito affidatoLe, vada avanti, darà conto solo alla Sua coscienza così come dovrà farlo ognuno di noi. Chi le scrive ha sempre lavorato per il PLI “partito”, non si è mai macchiato la propria coscienza e quindi non ha rimorsi di coscienza. Spero che a Lei, glielo dico con stima e affetto, accada la stessa cosa!
    Agli altri amici che stanno dibattendo questo ed altri argomenti, suggerisco di non avvelenare gli animi, il congresso è alle porte e spero possa essere un momento di sano e proficuo confronto.

  8. Enzo, condivido -dopo molto tempo- integralmente il tuo post. Pensa anche se il partito avesse un altro acronimo……………….sarebbe più moderno ma sempre nella continuità del PCI…..Dobbiamo crescere, unire, non dividere e capire che da soli contro tutto e tutti, caro enzo, non si va proprio da nessuna parte.

  9. Caro Beppe,
    giusto per sdrammatizzare un pochino e rasserenare gli animi. Hai ragione sul fatto che il partito non si chiami Partito Carrieri Italiano, anche perchè l’acronimo sarebbe…..PCI!
    Un cordiale saluto.

  10. Carissimo Maurizio,
    i tuoi meriti nell’aver coinvolto nel Partito e nel suo giornale persone – come tu dici – di “spessore” rimangono inalterati anche solo perché tali persone mantengono immutato il loro “spessore”, appunto, altrimenti avresti dovuto riconoscere di esserti sbagliato.
    Non vedo “un lavoro buttato a mare” se quello gettato è riconducibile ad alcuni. Mentre, la componente “valoriale” (a cui tu spesso fai giustamente riferimento nei tuoi interventi pubblici) è quella riconducibile solo a chi ora sta portando il Provinciale romano al XXVIII Congresso. Diciamocelo francamente, tra noi due con grande e immutata amicizia.

  11. Cara Renata, io (come molti) tengo molto al Partito che -ricordo- si chiama PARTITO LIBERALE ITALIANO non Partito Carrieri Italiano. Per qeuste ragioni ti risponderò privatamente (su facebook), essendo questa una finestra pubblica. Un saluto affettuoso

  12. Il “principio ispiratore” che ti ha ispirato non è ne più nemmeno di quello che aveva ispirato te, me ed altri firmatari del documento redatto il 4 febbraio u.s. Infatti se tu andassi a rivedere la Lista dei firmatari, anzi , malgrado le assenze, sono stati inseriti lo stesso proprio perchè attivi, sono sempre gli stessi attivisti , con la piccola differenza che ora sono in due liste distinte e qualcuno è stato d’ufficio non inserito e non mi riferisco a me , poco me ne cale.
    Io mi ricordo che nello stilare la Lista dei delegati del 4 febbraio, Amiconi, anzi diciamo l’allora Segretario Provinciale, ascoltò e tenne presente le richieste di diversi amici. Era una lista che, oggi purtroppo, bisogna definire bipartisan. Alla salute dell’Unità Liberale eh!
    E sì che ci avevo lavorato bene a ridare a Roma una direzione provinciale composta da persone di spessore ! Adesso è tutto nuovamente in discussione. Un lavoro buttato a mare.

  13. Caro Giuseppe,

    nessuna giustificazione, ma solo spiegazione delle cose. Comunque i garanti hanno tutti i diritti statutari a partecipare al Congresso. Furore? Nessuno, molto tranquillamente espongo i fatti come sono accaduti. Dopo di che, quale sia il mio pensiero in merito all’indirizzo che secondo me dovrà prendere il nostro Partito, credo di avere la libertà di esprimerlo, come d’altronde fai tu e chiunque ne abbia uno! Tutti schierati? A differenza di altri non ho queste certezze assolute e poi, come già spiegato, la mia lista si compone di persone che prendono parte attiva alla vita del partito, e rispetto ogni loro pensiero e decisione! Credo sia incontestabile che un’assemblea di più di 50 persone (11 marzo) sia più partecipata di una di 10 persone (4 febbraio) …e giuro che non sono venuti in più di 50 perché corrotti dalla possibilità di mangiare pasticcini e che nemmeno ho influenzato Giove Pluvio affinché battesse ritirata e facesse uscire un bel sole !!!! In quanto alla loro iscrizione, sono in regola e sono certa che il Tesoriere Nazionale possa certificarlo ,ricordo che la semplice messa in regola della quota, di una persona già iscritta, poteva avvenire entro il 28 febbraio, ed il fatto di non essere in regola con la quota associativa non pregiudicava il fatto di essere un iscritto ( a meno che non fosse stata notificata dalla direzione provinciale la decadenza per morosità ), ma li limitava nei diritti e comunque le morosità sono state sanate entro i termini stabiliti.

  14. Cara Renata,
    forse annebbiati da qualche “furore” a volte perdiamo il senso delle cose. Candidare TUTTI i garanti in una lista che TUTTI sanno esser stata composta in appoggio del Segretario Nazionale; all’indomani peraltro della loro decisione di annullare precedente assemblea (nella quale non mi pare avevi avuto la stessa “sensibilità” che oggi richiami) per motivi metereologici; ebbene ha squalificato fortemente le persone. Ogni (comprensibile) tentativo di giustificare l’operazione, appare francamente risibile. Quanto alle iscrizioni degli stessi, lascerei francamente perdere…

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