Al Comitato dei Garanti del PLI
Al Sig Roberto Amiconi
Al Dott. Nicola Fortuna

Leggo casualmente, tramite la cortesia dell’amico Mario Rampichini, le lettere dei Sigg.ri Castelli e Rusconi, che, in violazione di quanto ordinato dal Comitato dei Garanti, intenderebbero dar corso alle assemblee da essi illegittimamente convocate a Milano ed a Lecco. Tale atto di spregio al supremo organo di Garanzia del Partito, costituisce una violazione non sanabile delle regole fondamentali vigenti nella nostra organizzazione politica. Mi auguro che essi decidano di desistere da una inutile iniziativa, passibile di gravissime conseguenze disciplinari nei loro confronti.

In allegato alle suddette lettere, ho avuto modo di esaminare anche una missiva ad essi diretta ed a firma del Sig. Roberto Amiconi, da me nominato responsabile organizzativo del Partito e del cui incarico ho doverosamente informato a suo tempo la Direzione ed il Consiglio Nazionale. Tale ultimo documento contiene interpretazioni false ed errate dello Statuto, che rivelano l’obiettivo di insistere sulla validità di atti totalmente nulli ,dallo stesso commessi senza avermi avvertito. Tali poteri non sono mai stati conferiti  nè tampoco successivamente autorizzati (nè avrebbero potuti esserli) e non rientrano tra le competenze di un collaboratore ,della segreteria, soltanto organizzativo. Pertanto tale incarico, neppure statutariamente previsto, quale delega operativa del Segretario Nazionale, non comprendeva minimamente la possibilità di sostituirsi agli organi statutari e men che mai di nominare commissari o coordinatori sul territorio.

Trattandosi quindi di un incarico meramente organizzativo ed assolutamente fiduciario, poichè il Sig Amiconi ne ha chiaramente abusato e continua ad abusarene, provvedo con la presente a revocarlo ed invio la presente al Comitato dei Garanti per i provvedimenti disciplinari del caso.

Ritengo che con la presente il caso possa ritenersi chiuso.
Distinti saluti.

Il Segretario Nazionale
Stefano de Luca

5 Commenti

  1. Avendo letto quanto sopra da questa indegna persona che si nasconde dietro il nome di Einaudi, offendendo l’inteliggenza di chi legge ad oscurare queste dicerie meschine e certamente degne di chi sta nell’oltretomba.

  2. Al congresso proporrò di applicare quato deliberato da un consiglio nazionale PLI del 2010: sul sito possono scrivere solo persone identificate con nome, cognome, qualifica (dirigente, iscritto o simpatizzante) evitando di insultare chiunque. Dovrebbe esserci un filtro all’ingresso dei commenti. Il sito del PLI non è e non deve diventare un blog.

  3. Mi associo all’augurio ed alle esortazioni di Beppe Carrieri di mantenere il diritto di critica e di opinione nell’alveo della civiltà ed anche dello “stile” che, nel bene o nel male, ha sempre caratterizzato i Liberali.
    Non posso poi non fare a meno di notare come sia davvero di cattivo gusto utilizzare il linguaggio che è stato utilizzato nel nome di un grande maestro di stile, liberalismo, cultura ed intelligenza come il mai troppo compianto Luigi Einaudi.
    Pur non conoscendola di persona, caro “Einaudi”, spero solo, ma sono certo che resterà solo una speranza, che lei venga al congresso per fare politica e non pulizie (non siamo ridotti così male di necessitare del suo apporto per tale incombenza).
    Se nel frattempo volesse accettare un umilissimo consiglio potrebbe provare a fare primariamente un po’ di pulizia nel suo linguaggio e nel suo modo di porsi, prima di guardare alla nettezza degli altri. Se poi proprio non riesce ad andare oltre scopa e ramazza nel suo agire e sentire politico, almeno ci metta sopra nome e cognome cosicchè tutti possano conoscere la qualità dei suoi primari servizi.
    Un cordiale saluto.

  4. Invito recisamente chiunque frequenti il sito del Partito Liberale Italiano a commentare e -se ritiene- criticare tutto e tutti. Sempre però con il rispetto dovuto a tutto e tutti; in particolare ai massimi dirigenti del partito. Senza pseudonomi e false identità. Abbiamo bisogno di costruire e non di distruggere. Spero che tutti possano accogliere questo invito.

  5. Dall’oltretomba, caro de Luca, le dico che lei è una persona indegna. Lei con il glorioso partito di un tempo non ha nulla cui spartire. Lei è uno stupratore delle regole democratiche. Spero che con le pulizie di primavera che faremo al congresso lei possa finire nella soffitta.

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