“Finalmente l’Italia ha ritrovato il coraggio di ricordare il 10 febbraio, triste ricorrenza del trattato stilato nel 1947, come giornata del ricordo della vergognosa pagina delle Foibe. Migliaia di morti, il cui numero effettivo non è stato mai accertato e per lo più privi di un riconoscimento e di una dignitosa sepoltura, scaraventati nelle Foibe carsiche dalla brutale violenza della teppaglia titina, con la complicità della vigliaccheria di molti connazionali. Oltre ad essi non possiamo dimenticare trecentocinquantamila italiani, che hanno dovuto abbandonare la loro terra ed i propri averi.

Per troppo tempo l’egemonia culturale comunista ha impedito di ricordare ed onorare questi fratelli, così duramente colpiti. Per decenni non si è potuto parlare di questa drammatica shoah italiana. Onoriamo i morti senza nome e senza sepoltura, ribadiamo la nostra solidarietà a chi ha perso tutto. Vergognamoci della subalternità al predominio culturale comunista, durata troppo a lungo”. Così Stefano de Luca, Segretario Nazionale del PLI, ha commentato la ricorrenza delle 10 febbraio

4 Commenti

  1. Per essere coerente con queste giustissime parole il PLI non dovrebbe fare più accordi, tantomeno a livello locale con il PD, che proprio a livello locale, sconta l’handicap di accordi con i comunisti, ma certo per questo motivo il terzo polo in realtà lascia il tempo che trova, poichè o siamo nel centro destra, ” sia pure con la nostra giusta autonomia” oppure finiremo per essere alleati, sia pure in seconda istanza, con il centro sinistra.
    Fortunatamente in Friuli Venezia giulia, cè una terza via autonomista moderata, cosa che non si riscontra nel resto del Paese; è nata una nuova forza politica a carattere regionale, alleata ad una moderata Lega Nord, la forza politica alla quale mi riferisco si chiama, l’Altra Regione, che si batte per una regione più unita, con meno sprechi, dove rifornirsi di carburante nelle zone di confine sia conveniente, e non vi sia bisogno di andare oltre confine; ma sicuramente questa forza politica, alla quale il PLI regioinale farebbe secondo me bene ad allearsi, mira soprattutto a superare le divisioni tra le varie comunità originarie della regione, italiani, sloveni, friulani, tedeschi, cosacchi, e quindi a creare un nuovo clima di convivenza democratica; fermo restando il valore sia dell’autonomia del Friuli Venezia Giulia, che del Tricolore, che in questo senso va anzi rivalutato senza se e senza ma, solo così potremmo vincere il disorientamento prodotto dalla tragedia delle foibe, una tragedia disumana, che non va dimenticata,
    al fine di rendere giustizia a troppi morti italiani.
    Ricordare per onorare e non dimenticare cercando una via democratica alternativa ai valori comunisti, sia per il Friuli Venezia Giulia, dove questo dramma si è consumato, che come esempio storico, per tutta Italia.
    Saluti.

  2. Non poteva di certo mancare una presa di posizione del PLI a riguardo, che trova la sua più completa espressione nelle parole del suo segretario de Luca. Posizione che, libera dagli ottenebramenti dei pregiudizi, è sensibile ai drammi dell’essere umano di fronte a qualsiasi atrocità ovunque perpretata dall’uomo sull’uomo in nome del rancore e dell’estremismo ideologico, dei quali il liberalismo è fieramente estraneo.
    Grazie per queste sue belle e profonde parole.

  3. Non solo. Le foibe sono un dramma direttamente italiano, ma si ricordi anche che il nostro PCI era foraggiato dai responsabili dell’Holodomor, l’olocausto ucraino che contò milioni e milioni di vittime.
    Basta col doppiopesismo!

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