“Il Capo dello Stato continua ad esercitare una forte pressione nei confronti delle forze politiche, perché accolgano la pressante richiesta dei cittadini di una riforma elettorale che restituisca loro la piena sovranità. Tuttavia siamo estremamente pessimisti rispetto al risultato, – ha affermato Stefano de Luca, Segretario Nazionale del PLI – che tenderà a rafforzare il ruolo della casta dei partiti presenti in Parlamento, piuttosto che a raccogliere la richiesta dei cittadini di riconquistare il potere di scelta dei propri rappresentanti in Parlamento. Le forze politiche attualmente presenti nelle due Camere hanno solo l’interesse, per difendere la propria essenzialità, di aggiustare l’attuale legge, eliminando il premio di maggioranza e possibilmente alzando gli sbarramenti nei confronti delle forze minori, senza toccare l’aspetto più delicato, quello della nomina dei parlamentari. I Liberali invece, ritengono necessaria una riforma profonda attraverso il ritorno a collegi uninominali, di dimensioni relativamente modeste, in modo che si ristabilisca un solido rapporto tra elettori ed eletti.”

2 Commenti

  1. Condivido il pessimismo del Segretario nazionale: le due proposte di riforma fatte finora da Berlusconi sono state di assegnare il premio di maggioranza su base nazionale e non regionale al senato, e di innalzare la soglia di sbarramento: il “porcellum” è una pessima legge che in questo modo verrebbe ulteriormente peggiorata.

  2. Caro Segretario,
    più volte, sia privatamente e sia publicamente durante gli incontri preparatori alla raccolta delle firme per il Referendum del PLI, abbiamo discusso sulla necessità di cambiare l’attuale legge elettorale. Come più volte ho scritto, la legge elettorale rappresenta uno “strumento” di rappresentanza democratica, ma non è di per se, la soluzione per la rappresentanza democratica e men che mai mezzo di governo. Se una volta per tutte, e ritengo che questo momento politico è il più adatto, non si affronta il vero nodo della riforma istituzionale tanto auspicata, perderemo l’ennesimo treno ed involontariamente favoriremo il perpetuarsi della casta, che uscirà fuori con la solita legge elettorale che perpetua se stessa.
    Il vero nodo a mio avviso, è quello di separare nettamente e definitivamente la “Governabilità” dalla “Rappresentatività”, sul modello dei Sindaci, Presidenti di Provincia e Governatori Regionali. Il cittadino deve eleggere chi lo governa, che quindi deve avere gli strumenti per governare e poter così attuare pienamente il suo programma politico, senza contrattazioni continue durante il suo mandato con le forze politiche che lo appoggiano, ed eleggere chi lo rappresenta, delegandolo al controllo di chi governa, potendo così eliminare qualsiasi soglia di sbarramento, non avendo più quei poteri vessatori verso chi è stato delegato a governare, il tutto in un sistema armonico di “check and balance”.
    Se in tutto questo il PLI rimane ancorato ad una semplice riforma della legge elettorale, corre il rischio di rimanere schiacciato dalle forze politiche maggiori, o meglio dai suoi leader stante l’ormai consolidata personalizzazione della politica, i quali temono qualsiasi riforma che aumenti la rappresentatività, senza nulla ottenere da un maggiore peso politico personale.
    Pertanto credo che i Nostri sforzi, i Tuoi sforzi debbano essere concentrati, nella direzione di spingere l’attuale Governo e l’attuale Presidente della Repubblica, ad avere il coraggio di affrontare, e sciogliere una volta per tutte, il vero nodo che lega ed ancora l’Italia, impedendole di fare quel salto di qualità e di maturità, che unitamente alle timide riforme liberali che si stanno affacciando, possa dare speranza ed un futuro migliore alle generazioni che verranno.
    Infine credo che questo argomento possa essere, come hanno ben colto gli amici del Lazio nel loro incontro organizzato pochi giorni orsono a Palazzo Ferrajoli, un momento unitario da discutere al prossimo congresso nazionale di fine Marzo.

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