“Dopo l’avvio del, sia pure parziale, processo di liberalizzazioni, che dovrà essere proseguito con determinazione, il Governo non può sottrarsi alla necessità di affrontare il tema delle privatizzazioni.
L’enorme debito pubblico, che appesantisce il bilancio dello Stato e determina gli altissimi spread e la sofferenza delle borse, deve essere abbattuto con una vendita straordinaria di patrimonio, mobiliare ed immobiliare dello Stato e degli Enti locali.
In breve tempo si potrebbe estinguere almeno un quinto del nostro indebitamento, cedendo sul mercato terreni agricoli ed immobili non necessari per le attività istituzionali, nonché alienando grandissima parte delle partecipazioni in Poste Italiane, ENI, Terna, Enel, Finmeccanica e nelle altre imprese a partecipazione pubblica, eventualmente riservando allo Stato una golden share, per le decisioni più delicate. Inoltre potrebbe subito essere avviata la privatizzazione di un Carrozzone inutile, come la Rai, che, non svolge alcun “servizio pubblico”, anzi è al servizio, privatissimo, dei partiti politici della Seconda Repubblica, in gran parte morenti.
Gli Enti Locali potrebbero ripianare i propri bilanci, vendendo immobili di loro proprietà, sovente in stato di abbandono e mettendo sul mercato le aziende dei servizi pubblici, fonti di spreco e di clientelismo politico.
Se il Governo del Prof. Monti si intestasse fino in fondo tale scelta di necessità, come sembra abbia dimostrato di voler fare, potrebbe consegnare nel 2013 al Parlamento della prossima legislatura, eletto democraticamente dal Popolo Italiano, un Paese interamente risanato, compiendo un grande servigio alla comunità nazionale”.
Lo ha dichiarato Stefano de Luca, Segretario Nazionale del Partito Liberale Italiano.

2 Commenti

  1. In ogni attività umana ci sono delle mele marce, sulle quali bisogna tenere alta la guardia, questa è una cosa ovvia, è un po come scoprire l’acqua calda; questo però non può e non deve essere motivo di rinuncia o di annacquamento.
    Ho sempre sostenuto che ” le cose vadano fatte per gradi”, quindi, secondo me sarebbe importante che il PLI, per il momento faccia un passo per volta, ma sicuro; la cosa più importante, come dice giustamente il Segretario, è la privatizzazione reale della RAI, che di fatto oggi svolge un ruolo politico che risulta negativo per l’utenza dove a mio modesto parere è al servizio dei partiti politici; aggiungerei anche l’eliminazione del canone di abbonamento, magari prevedendo dal prossimo anno, come primo passo l’eliminazione del canone per diversamente abili ed anziani, questi ultimi a partire dai 70 anni, con un reddito annuale netto inferiore ai 25.000 euro, questo come primo passo, ovviamente l’obbiettivo deve essere quello dell’abolizione graduale totale del canone RAI; per questo va proposta in Parlamento una legge ad oc, od in alternativa va proposta una raccolta di 50.000,firme,non ripetiamo l’errore del referendum, ma invece proponiamo magari da subito una legge di iniziativa popolare, denominata privatizzazione della RAI, e contestuale abolizione del canone annuale di abbonamento.
    Raccogliamo da subito tramite questo sito le prime indicazioni di adesioni a detta proposta; la RAI deve diventare un’azienda privata al servizio del pubblico, che si finanzi con gli introiti pubblicitari.
    Saluti

  2. In Italia, ahimè, esiste il cosiddetto malaffare. Il rischio più grosso che corriamo, nel vendere il patrimonio pubblico, è che a comprarlo siano mafia & co. Per privatizzare, a prescindere dall’oggetto, bisognerebbe essere sicuri dell’affidabilità e della moralità dell’acquirente, altrimenti rischieremmo di finire dalla padella alla brace.

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