In esecuzione della deliberazione adottata dal Consiglio Nazionale del Partito nella riunione del 23 settembre 2011, ed ai sensi dell’art. 10, comma 4, dello Statuto, Vi comunico che il 28° Congresso Nazionale del Partito Liberale Italiano (6° dalla rifondazione) è convocato per i giorni 23-24 e 25 marzo 2012, in Roma, presso l’ hotel Eurostars Roma Aeterna in Via Casilina n.125, col seguente ordine del giorno, approvato dalla Direzione Nazionale, in via definitiva, nella seduta del 19.01.2012:

  

 

Venerdì  23 marzo 2012
ore 11,00 – registrazione iniziale dei congressisti;
ore 12,00 – apertura del Congresso a cura dell’Ufficio di Presidenza provvisorio;
– Costituzione degli organi del Congresso (Uff. Presidenza e Comm.ne Verifica Poteri);
ore 13,00 – sospensione dei lavori;
ore 15,30 – relazione del Segretario Nazionale;
– Saluti degli ospiti;
– inizio del dibattito politico;

  

 

Sabato 24 marzo 2012
ore 10,00 – ripresa del dibattito politico;
ore 13,30 – sospensione dei lavori;
ore 15,00  – prosecuzione del dibattito politico;
ore 18,00  – presentazione ordini del giorno e relative deliberazioni;
– delega al Consiglio Nazionale per la riforma dello Statuto;

  

 

Domenica 25 marzo 2012
ore 10,00 – replica del Segretario Nazionale;
ore 11,00 – presentazione mozioni politiche e liste collegate;
ore 11,30 – illustrazione delle mozioni e votazioni;
ore 13,00 – proclamazione dei risultati delle votazioni;
ore14,00  – prima seduta del nuovo Consiglio Nazionale per gli adempimenti di competenza.

  

 

I relativi adempimenti precongressuali sono riportati nell’allegato memorandum.
In attesa di rivederVi al Congresso, mi è gradita l’occasione per inviarVi i miei più cordiali saluti.
Carlo Scognamiglio Pasini

 

 


1 commento

  1. Ritengo che la presentazione di eventuali ordini del giorno, prevista al termine della giornata di sabato, debba essere anticipata all’inizio, affinché ci sia il tempo perché essi siano adeguatamente discussi prima delle relative deliberazioni.
    A questo proposito desidero segnalare due problemi di estrema importanza ed attualità, sui quali il PLI deve assolutamente prendere posizione e battersi con decisione e che perciò devono a mio parere figurare all’ordine del giorno del prossimo Congresso:
    1) denuncia del Concordato, previa abrogazione dell’art. 7 Cost., e conseguente eliminazione del truffaldino 8 ‰
    2) denuncia Protocollo di Kyoto, uscita dal programma europeo cosiddetto 20/20/20 e abolizione di tutte le sovvenzioni alle energie “rinnovabili”

    Sul primo punto non mi dilungo, perché credo che nessun liberale possa difendere il Concordato, già condannato da Cavour nel 1861.
    Sul secondo invece, data la martellante propaganda degli ecoterroristi, che ha obnubilato gran parte dell’opinione pubblica e dei mezzi d’informazione, nonché quasi tutti i vertici politici europei – con l’eccezione del compianto ex-presidente della Cecoslovacchia Vlacav Havel – mi pare necessario fornire alcune informazioni che debbo all’amico e collega (in ALDAI, sindacato dei dirigenti lombardi) ing. Giuliano Ceradelli, esperto di problemi di energia.

    ” Il Protocollo di Kyoto scade alla fine del prossimo anno. Un suo mancato rinnovo (Kyoto2) comporterebbe l’oblio o quanto meno la diluizione degli obiettivi sulla decarbonizzazione che fino ad oggi hanno giustificato ed alimentato il prelievo dalle tasche dei cittadini dei generosi incentivi alle fonti rinnovabili. Un mancato rinnovo significherebbe anche la fine dei “carbon traders” e la fine delle speranze di paesi in via di sviluppo che non aspettano altro che di ricevere dal mondo occidentale – ritenuto responsabile dei mutamenti climatici – copiosi aiuti economici per combattere il riscaldamento globale.
    …l’accordo sudafricano permette comunque di mantenere i flussi di denaro a climatocrati e profittatori verdi e anche se tutti noi fossimo in accordo con la posizione delle Nazioni Unite sul clima, ciò non conterà nulla per cambiarlo, né conterà nulla il quantioso flusso di denaro ad esso connesso perché nessuno di noi ha in mano il termostato del pianeta e tantomeno gli invasati dell’IPCC.
    L’accordo di Durban prevede una road-map verso un nuovo trattato per il 2015 che dovrebbe entrare in vigore nel 2018-2020 e nel frattempo restrizioni volontarie sulle emissioni da abbinare – ma non è ancora chiaro come e con la crisi sarà sempre meno chiaro – a prelievi di danaro dal mondo sviluppato onde creare quel fondo (green fund) di 100 miliardi di $ l’anno a beneficio dei paesi in via di sviluppo. ”

    Credo che una decisa posizione del partito su alcuni argomenti tipicamente liberali, come i due citati, sia indispensabile affinché il PLI riesca a caratterizzarsi e ad acquisire l’importanza e l’influenza che merita.

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