“Se, una volta evitato il referendum con l’aiuto della Corte Costituzionale, i Partiti della Seconda Repubblica riuscissero ad eliminare soltanto il premio di maggioranza, 1.210.000 cittadini si sentirebbero beffati – ha affermato Stefano de Luca Segretario Nazionale del PLI – e ciò allargherebbe il divario tra Paese reale e classe politica. Poiché la richiesta referendaria principale riguardava il diritto di scelta degli eletti, attualmente nominati dai Partiti, l’intervento legislativo dovrebbe riguardare tale punto cruciale. Il PLI è contrario al ritorno al voto di preferenza che potrebbe dar luogo ad ulteriori fenomeni di corruzione, ma si schiera per un sistema fondato su collegi uninominali di modeste dimensioni, che assicurino un stretto rapporto tra gli elettori e i loro rappresentanti. Una piccola quota di seggi potrebbe essere attribuita proporzionalmente per assicurare il diritto di tribuna alle Forze politiche minori.”

1 commento

  1. Si i collegi uninominali rimpiccioliti e senza preferenze costituiscono una valida soluzione, ma in alternativa se questo non fosse possibile, bisognerebbe puntare su una modifica della legge elettorale esistente, ” che preveda sia alla Camera che al Senato, il diritto di tribuna, per i piccoli partiti ad esempio prevedendo una solia minima di 55.000 voti alla Camera e 75.000 voti al Senato.”
    la solia di accesso parlamentare alla Camera andrebbe portata al 6 per cento, mentre al Senato andrebbe portata al dieci, questo unicamente in vista del dimezzamento dei parlamentari che si prevede con le nuive leggi future sul taglio dei costi della politica, in modo da riequilibrare la rappresentanza parlamentare.
    Ma a mio parere questo è possibile tramite un accordo con il PDL, che però preveda che sia Alfano, non Berlusconi a comandare nel PDL, il PLI deve premere in questo senso.
    Deve però costituire oggetto di trattativa il diritto di tribuna, cioè i piccoli partiti come il nostro da 55.000 voti alla Camera e 75.000 al Senato, fino alle solie del 6 per cento per la Camera, e dieci per il Senato, devono avere un rappresentante.
    Fermo restando che i piccoli partiti possono aggregarsi ad uno dei due blocchi, come hanno fatto i Radicali con il PD.
    Saluti.

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