Enzo Palumbo, presidente del Consiglio Nazionale del PLI, che come avvocato ha difeso le ragioni dei referendari dinanzi alla Corte Costituzionale, ha dichiarato:

“Per valutare il merito giuridico della decisione di inammissibilità dei referendum elettorali, occorrerà attendere le motivazioni della Consulta.

E tuttavia, sin d’ora è possibile valutarne le conseguenze politiche, che non si sono fatte attendere.

Come avevo previsto nel mio intervento dinanzi alla Corte, le buone intenzioni della partitocrazia bipolare, fiorite rigogliose nei giorni che hanno preceduto la decisione, sono subito appassite non appena scampato il pericolo referendario; passata la festa, gabbato lo santo!

Si è così consumata l’ennesima beffa ai danni dei cittadini, che non avranno il referendum che avevano coralmente chiesto, e neppure la riforma che era stata loro promessa.

Spero che la Corte, mentre scrive le sue motivazioni, voglia tenere conto che la partitocrazia è indifferente ai cortesi inviti ma può subire solo ultimative  intimazioni, popolari (com’era auspicabile) o costituzionali (com’è ancora possibile)”.