“Rai, energia, Ferrovie Poste Servizi Pubblici Locali, Autostrade , Porti ed Aeroporti, questi sono i settori primari  in cui le privatizzazioni potrebbero produrre effetti significativi sulla riduzione della spesa pubblica e sulla concorrenza per modernizzare il Paese. Dopo, e soltanto dopo, è giusto intervenire anche sulle professioni, sul commercio, sulle farmacie o sul servizio taxi.

Privatizzazioni e liberalizzazioni sono nel dna della cultura liberale, ma che senso avrebbe imbiancare la facciata di un edificio che rischia di crollare? Si tratta quindi di cominciare con la non rinviabile separazione tra Eni Snam Rete Gas e con la revisione dei contributi per le energie alternative e assimilabili per ridurre significativamente le bollette energetiche delle imprese e delle famiglie. Altrettanto importante ha affermato Stefano de Luca Segretario Nazionale del PLI – è un intervento legislativo per assicurare adeguati livelli di concorrenza tra Ferrovie dello Stato, Poste Italiane, Autostrade, Porti ed Aeroporti ed i privati. È altresì urgente una decisione, attraverso un decreto legge, in ordine a termini e modalità per la privatizzazione e cessione ai privati delle aziende dei servizi pubblici locali, che, gestite in house, hanno dato luogo a rilevanti perdite, gestioni clientelari o, comunque, alla creazione di centri di potere.

È ovvio che la società italiana va resa più dinamica ed efficiente con la riforma delle regole che sovrintendono alle professioni, alle arti ed ai mestieri, ma  cominciando da una drastica sburocratizzazione, per determinare maggiore livelli di competitività. A quel punto potranno, anzi dovranno, intervenire le liberalizzazioni.”

2 Commenti

  1. Sicuramente le privatizzazioni sono assolutamente prioritarie rispetto alle liberalizzazioni, la privatizzazione più importante in senso assoluto è senz’altro quella della RAI, con relativa abolizione del canone relativo; ma nasce un problema, mentre l’eventuale abolizione di detto canone è di competenza del governo, quindi si può ottenere con una forte mobilitazione dei cittadini nei confronti del governo, cosa che mi auguro, tutto il PLI, dichiari la mobilitazione, per una petizione da subito in tal senso, e magari raccolga anche tramite questo sito le prime adesioni, per la privatizzazione della RAI invece, purtroppo il discorso è più complesso, perchè la cosa è di competenza parlamentare; dato però che la cosa è estremamente importante ed urgente, sarebbe bene che il PLI, chieda un incontro alla RAI ed a Monti, per valutare i modi ed i tempi per il superamento di questo problema; in sostanza, non possiamo aspettare che il Parlamento si accordi sulla privatizzazione della RAI, anche perchè visti i rapporti politici di forze parlamentari, questo è estremamente difficile che accada, e comunque richiederebbe tempi biblici, ed il rischio di tensioni politiche che potrebbero sfociare in una crisi di governo; suggerisco pertanto al Segretario di inviare una richiesta in tal senso al garante per le comunicazioni, e alla concorrenza.
    Poi, non è giusto che per vedere SKY, sia obbligatorio l’abbonamento RAI, devono essere due cose ben distinte, e su questo, il PLI dovrebbe intervenire, anche con una questions time al ministro competente; questo problema è di competenza del governo.
    La RAI deve poter vivere con i soldi della pubblicità, come una normale azienda privata.
    Una RAI privata sarebbe senz’altro meno politicizzata, e più pluralista, nonchè scevra di ingerenze politiche.
    Il PLI si impegni al massimo contro la TV spazzatura; si tratta di dare un servizio al cittadino, quindi la RAI deve offrire un servizio qualificato e concorrenziale sul mercato.
    Va detto infine un netto no ai ” contratti d’oro in RAI,” perchè c’è la crisi economica, ed i sacrifici è giusto che li facciano tutti.
    Questo è di competenza del governo, e noi liberali possiamo incidere su questo, tramite una forte mobilitazione; spero riusciremo come liberali a concentrarci su questo problema.
    Sulla liberalizzazione delle professioni, direi che il censimento delle prostitute, ” vedi CORRIERE DELLA SERA” di oggi, è una cosa estremamente positiva, finalmente, ” se si tratta del primo passo verso delle cooperative del sesso a pagamento”, tassate in modo equo, cosa che farebbe di questa professione un’attività liberale e sanitariamente controllata.
    Mobilitiamoci anche per questo, che è il primo passo in direzione della legalizzazione della prostituzione.
    Saluti.

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