“Il Commissario dello Stato in Sicilia ha impugnato, per mancanza di copertura, le norme approvate dall’Assemblea Regionale a sostegno dei nuovi investimenti delle imprese. Contestualmente  il Parlamento isolano aveva salvato i salari di circa settecento precari improduttivi con soldi reali, mentre, quelli a favore dello sviluppo, erano soltanto e consapevolmente virtuali.

Si tratta di un ulteriore esempio di come le Regioni, – ha affermato Stefano de Luca Segretario Nazionale del PLI – specialmente quelle meridionali, si dimostrino efficienti quando si tratta di investire nella fabbrica del consenso e di nutrire le proprie clientele. Se invece  sono chiamate a incoraggiare sviluppo e produttività mostrano tutta la loro incapacità, come se si trattasse di un altro mestiere, ad esse sconosciuto.

L’evidenza fa vacillare la nostra fede autonomista e ci impone, quindi, per dovere di obiettività, di prendere atto che non hanno tutti i torti coloro che invocano una sorta di “commissariamento” del Sud  per incapacità della sua classe dirigente.  Non possiamo, allo stesso tempo, meravigliarci se i privilegi e le inefficienze minano la fiducia dei cittadini.”

2 Commenti

  1. Certo commissariare economicamente le regioni del sud Italia sarebbe un’ottima soluzione, su questo la Lega non ha torto; ” però bisognerebbe, nel contempo attuare una serie di iniziative politiche per valorizzare il Tricolore”; penso che invece di soffermarci tanto sulla legge elettorale, o meglio sul referendum della leggge elettorale, sarebbe molto utile che il PLI proponga da subito in Parlamento una legge che valorizzi il Tricolore, e ne preveda l’esposizione in tutte le scuole, sia pubbliche, di ogni ordine e grado, escluse le scuole materne, e poi, magari, estendere questa norma anche ad università, nonchè agli uffici pubblici.
    Poi ci sarebbe da fare anche una seconda legge altrettanto importante da proporre in Parlamento, sempre tendente al rafforzamento dell’identità nazionale, che preveda sgravi dell’IVA per i prodotti di produzione italiana rispetto a quelli esteri, così da incentivare la produzione interna in tutta Italia, compreso il sud; poi si potrebbe prevedere, per evitare di disperdere all’estero ” denaro italiano, che invece andrebbe utilizzato a fafore delle liberalizzazioni i nterne” una modesta tassazione dei money – trasfert, usati in particolare dagli stranieri, per spedire denaro all’estero; penso che una modica tassazione del 2 o 3 per cento sul capitale esportato, sarebbe congrua, questo eviterebbe in concreto la patrimoniale sugli immobili; il gettito della tassazione dei money transfert, potrebbe venire investito nell’acqisto di di titoli di italiani.
    Penso poi che invece di caricare le barche italiane in modo esagerato della tassa di stazionamento, sia opportuno invece per le barche straniere, aumentare in modo modico la tassa di stazionamento per i possesori di barche stranieri, in modo da incentivare turismo interno, nonchè attività sportiva marinara,anche se la tassa non dovrebbe essere troppo esosa, per non scoraggiare troppo il turismo straniero.
    se queste misure, venissero approvate, avremo un’Italia più unita e liberale, che non temerebbe le spinte seccessioniste della Lega.
    Bisognerebbe poi pntrodurre la norma importantissima che le regioni possano legiferare, “ad integrazione, e non mai in contrapposizione alle leggi dello Stato.”
    Questo, il PLI, a mio avviso dovrebbe proporre in Parlamento, oltre che ovviamente una legge organica per il taglio di consorzi, comunità montane e provincie.
    E’ poi necessario creare un forte Ente per la tutela del patrimonio archeologico, nonchè per la lotta al dissesto idro9geologico, cosa che non può essere lasciata alle regioni soprattutto del sud, spesse volte carenti nell’amministrazione della cosa pubblica, questo è urgente, per stimolare il nostro turismo, e mettere in sicurezza da un punto di vista idrogeologico tutto il nostro territorio, in sostanza meno regionalismo e più Stato, ma uno stato, leggero il più possibile sulle tasse, anche se va detto quelle eque vanno pagate, ma uno Stato che coordini le istituzioni, e garantisca privacy e diritti individuali.
    In sostanza, per fare un esempio, non devono essere le regioni a stabilire se le droghe leggere vanno o meno, come auspicato , depenalizzate, o in che modo un monumento artistico, deva venire tutelato, ma deve essere lo Stato a farlo, in un’ottica liberale e di certezza del diritto.
    Saluti.

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