Sig. Presidente, on.li membri del Governo,
La componente “I liberali per l’Italia-PLI” ha votato oggi la fiducia e voterà favorevolmente anche questo provvedimento.
Certo, come tutti gli italiani, avremmo preferito che questo decreto ” salva Italia” non fosse stato necessario.
Certo, come molti italiani, lo avremmo magari immaginato differente in alcuni punti, meno velleitario (come ad esempio per le misure sulla nautica da diporto), più equo (come ad esempio per l’indicizzazione delle pensioni più basse).
Un discreto miglioramento del provvedimento e’ pero’ sicuramente avvenuto nelle commissioni soprattutto sotto il profilo dell’equità .
Del resto, il rapporto di reciproco ascolto tra Governo e Parlamento e’ certamente un dato oggettivo che registriamo positivamente e per certi aspetti e’ anche un fatto nuovo in questa legislatura.
Sempre nelle commissioni vi sono stati passi indietro, pero’, sulle liberalizzazioni, che ci auguriamo possano essere riprese, come da lei annunciato, Presidente Monti, nel prossimo futuro. Su questo punto noi crediamo che non servano delle “bandierine” da alzare, ma riteniamo che liberalizzare significhi soprattutto incidere in modo significativo sulle tante burocrazie.
Anche su questo, così come per gli interventi che garantiscano tempi certi e brevi nei pagamenti alle imprese da parte della P. A., ci aspettiamo molto dal Governo in futuro .
Questo e’ un provvedimento che serve certamente a far cassa, ma non può questo solo fatto determinarne un giudizio riduttivo. Dobbiamo chiederci, infatti, e gli italiani si devono chiedere quale sarebbe stata l’alternativa: il fallimento, l’uscita dall’euro sarebbero certo stati peggio di questa manovra , di qualsiasi altra manovra , ancora più dura e pesante, perché
avrebbero comportato automaticamente un taglio percentualmente elevato dei risparmi degli italiani, così come lei, Presidente Monti, ha opportunamente sottolineato.
Ma c’e’ una questione che ci preoccupa, e’ una questione di fondo, sig. Presidente del Consiglio, ed e’ la seguente : risulta evidente, infatti , che
tutti gli sforzi e i sacrifici che noi possiamo fare potrebbero  non bastare perché e’ necessario che al rigore voluto dall’ Europa segua anche una politica economica europea degna di questo nome.
Dopo aver fatto approvare questa manovra, lei, sig. Presidente del Consiglio, avrà più forza in Europa per chiedere ed ottenere, almeno in larga parte, quei cambiamenti che risultano ormai agli occhi di tutti gli osservatori come improrogabilmente necessari, quantomeno nella c.d. eurozona, dall’autonomia della BCE alla urgente regolamentazione delle  agenzie di rating, dagli eurobond, almeno per il finanziamento degli investimenti, ad una vera e propria politica fiscale comune.
Il nostro voto, dunque, e’ un voto favorevole nell’emergenza e per l’emergenza in cui ci troviamo, ma il rischio che una nuova manovra, a causa
della recessione, si possa profilare per il futuro ci preoccupa. Dobbiamo quindi ridurre drasticamente le fonti di spesa, lo Stato deve essere più
piccolo e più generoso nei confronti dei propri cittadini, perché il livello di tassazione e’ ormai veramente troppo elevato. A questo punto abbiamo una strada obbligata che e’ quella della minor spesa. Sara’ l’opera più difficile ma anche più importante. Dovranno essere fatti altri interventi strutturali, come quello fatto per le pensioni perché la spesa pubblica e’  un mostro mai sazio.
Contemporaneamente dovrà essere sostenuto lo sviluppo e dovrà essere avviata una campagna in grande stile di dismissioni di patrimonio pubblico e di privatizzazioni.
Insomma, un po’ più di Europa in Italia, di quella “buona”, modernizzatrice ed innovativa, e un po’ meno Stato, di quello burocratico, inefficiente e spendaccione. Questi obiettivi dovranno essere come due stelle polari da seguire in modo parallelo e deciso già dall’inizio del 2012. Solo così il voto favorevole di oggi avrà avuto un significato positivo.