“La nuova tassa di stazionamento sulle imbarcazioni da diporto, proposta dal Governo, è palesemente scritta da incompetenti e va subito modificata, perchè darebbe luogo ad ingiustizie enormi, come quella che un’imbarcazione nuova pagherebbe quanto una vecchia di venti o trenta anni, che ovviamente ha un valore enormemente diverso. In effetti, circa venti anni fa, – ha affermato Stefano de Luca, Segretario Nazionale del PLI – era stata prevista una imposizione simile, la quale diede luogo ad una giusta sollevazione di tutto il mondo della nautica, che, nonostante le attuali difficoltà, ancora impiega decine di migliaia di addetti. L’imposta fu in seguito modificata, per ancorarla a parametri più razionali, come la riduzione progressiva per la vetustà delle imbarcazioni medesime o la riduzione alla metà per quelle a vela, che oltre ad avere un ben diverso impatto ecologico,  rappresentano mezzi sportivi e non soltanto da diporto. Successivamente, venne abolita perchè negativa per lo sviluppo del comparto ( oggi in gravissima crisi) e per il conseguente svuotamento dei porti italiani, ma principalmente perchè rendeva meno di quanto costasse incassarla ed eseguire i relativi controlli. Il Parlamento dovrà intervenire per evitare gli effetti disastrosi che ne conseguirebbero, mentre gli evasori continuerebbero a tenere i loro maxi yacht in altri porti del Mediterraneo”.

6 Commenti

  1. Non voglio esprimere nulla rivolto al “grande Prof Monti”, ma sento di potermi unire ai commenti di Claudio aggiungendo le seguenti considerazioni: i porti e tutti coloro che lavorano nelle marine hanno sicuramente, sin d’ora , un triste futuro, ma non dobbiamo dimenticare che c’è un indotto…pure… legato alla nautica dei “ricchi” e per far capire questo faccio solo qualche riferimento: tutto ciò che riguarda i materiali (cime, ancore, acciaierie inox, cerate, calzature, guanti, maglie , razzi , omologazione RINA , salvagenti( che ogni due anni ci fanno cambiare!!!)…tutto questo ( ed è nulla quello che ho citato )subirà un calo legato alla paura che da questo settore ormai emerge. I licenziamenti cominceranno a tutti i livelli, nessuno escluso, i cantieri chiuderanno od andranno a costruire altrove e a noi amanti del mare e della natura non rimarrà nulla se non la voglia di stringere un nodo, e non certo una gassa, intorno al collo di qualcuno……non faccio nomi!!!!
    Un saluto a tutti quelli che “amano la barca”
    Andrea

  2. egregio prof. monti io dubito che Lei possa essere un bravo economista, perché di certo un bravo economista non avrebbe mai partorito un manovra del genere. Quanto dal suo Governo emanato servirà, e ne sono certo, matematicamente certo, che la sua manovra farà quadrare i conti solo sulla carta ed a breve periodo, ma cosi come é stata partorita servirà a distrugge quel poco di pil che ancora gli Italiani, con molta fatica riuscivano a produrre. Lei prof. monti si é mai fatto i conti quanto costerà questa manovra tra disoccupazione, cassa integrazione ordinaria e straordinaria, riduzione della base imponibile e quindi di entrate fiscali e previdenziali.
    Non mi voglio più di tanto dilungare, nella speranza che la sua mente di bravo economista partorisca un nuovo sistema fiscale che consentirà di far pagare equamente le tasse a tutti. Per dirne una le imposte vanno pagate sul netto e non sul lordo rifletta bene su questo sistema. e comunque i rimedi per nuove entrate vanno ricercate abbolendo uffici che non hanno motivo di esistere che sono dei carrozzoni senza ruote, riducendo il numero dei politici ed i costi della politica, l’assenteismo false malattie, false disoccupazioni e quanto di falso hanno potuto inventare alcuni italiani. In tema di tassa di stazionamento caro prof. monti la vera batosta la prenderanno tutti quelli che malauguratamente si trovano ad operare nel settore nautico. E lei si troverà sicuramente a piangere del disastro arrecato all’italia ed agli italiani.

  3. la memoria dei politici è spesso corta,ma questo Monti dovrebbe essere un PROFESSORE uno che SA’ come mai non si è ricordato che quando fu introdotta la vecchia tassa di stazionamento furono più i danni che i benefici,cosa pensa che ora con la crisi,il gasolio alle stelle ,i costi di rimessaggi altissimi,l’iva aumentata,gli utenti del mare abbiano anche i soldi per pagare questo balzello? quante barche nuove saranno vendute? chi se la vorrà comprare ?e se i cantieri chiudono chi la paga la cassa integrazione ,i mancati versamenti di iva e tasse dei cantieri ecc ecc il sig Monti? andranno tutti a mangiare a casa sua? e quelli che lavorano nei porti? quanta gente vorrà venire nei nostri porti ? e poi quanto costerà fare i controlli? perchè come la dovremmo pagare questa tassa giornaliera? ogni giorno?e le barche estere in navigazione verranno abbordate da finanzieri col terminale pos per farsi dare la tangente per il passaggio nel nostro mare ? sig Monti ma mi faccia il piacere!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! torna a scuola ma non a insegnare a imparare

  4. Sono un pensionato che ha investito buona parte del TFR nell’acquistodi una barca a vela di 11metri vecchia di trent’anni. La ormeggio in un canale su un pontile che 30 soci abbiamo faticosamente ottenuto in concessione dallaRegione Friuli V.G..( 300 euro diquota annua a testa)
    Trascorro tutto il mio tempo d’inverno nella manutenzione e nella preparazione del mio ”panfilo”.Non ho altri hobby: non vado a sciare,non vado al ristorante, non faccio viaggi se non a vela per le isole della Croazia d’estate. Ho un’auto vecchia di dieci anni con 260.000 Km. Se avessi voluto vendere la barca prima della stangata avrei potuto realizzare 25000 euro; ora non la prenderebbe nessuno neanche in regalo. MONTI dice che sono ricco: io ho pensato che se non verrà modificato il provvedimento dovrò portare lamia adorata barca al largo ed affondarla. WW l’italia. Biagio Bivona via Sterp 5 33037 Pasian di Prato (UD)

  5. Certo il settore nautico è fondamentale, con i suoi 50000 addetti che hanno tutto il diritto di lavorare e di contribuire all’economia del nostro Paese; se può interessare il Segretario e tutti voi, so che a Lignano Sabbiadoro, una cittadina che vive di turismo ds spiaggia e da diporto marittimo, in Friuli Venezia Giulia, i proprietari di imbarcazioni si stanno organizzando per una protesta contro queste norme governative; esiste a Lignano Sabbiadoro, una azienda di promozione turistica, forse loro potrebbero saperne qualcosa; i recapiti si trovano tutti sull’internet; preciso che Lignano Sabbiadoro, si trova in provincia di Udine.
    Forse così potreste organizzare un’azione di protesta comune.
    Avanti così, difendiamo da liberali il diritto di proprietà, questa battaglia è fondamentale e di massimo impegno da parte del PLI; pensiamo solo all’importanza turistica e sportiva di tutto il settore della velistica, e della nautica in genere.
    Saluti.

  6. …….ed inoltre é in ballo il destino di circa 50.000 addetti tra diretti e cottimisti del settore nautico cantieristico, settore che, prima della crisi, aveva contribuito al PIL per 6 miliardi di euro!!!!!! Non é da sottovalutare questo dato! D’altronde la cantieristica naurtica, in Italia con circa 7.000 km. di costa, dovrebbe rappresentare il mercato economico più facilitato ed implementato alla crescita.

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