“Il principale problema dei prossimi mesi sarà quello di collocare i titoli del debito pubblico in scadenza. Già da tempo il PLI ha suggerito di prevedere una forma di sottoscrizione obbligatoria da parte dei cittadini, che potrebbe avvenire attraverso una opzione per questa forma, invece della patrimoniale. Per esempio un contribuente che dovesse pagare 1.000 euro, a titolo di imposta patrimoniale, potrebbe optare per l’acquisto di Bot a 5 anni, per 10.000 euro, a un tasso di interesse garantito del 6%. Lo Stato perseguirebbe la medesima finalità, ma chi ha accumulato dei risparmi in forma mobiliare o immobiliare per la propria vecchiaia, non si vedrebbe sottratta una somma necessaria, piuttosto dovrebbe limitarsi a diversificare l’investimento.  In tal modo i cittadini contribuirebbero alla sottoscrizione del debito pubblico e potrebbero evitare un ulteriore prelievo fiscale.” Questa, la proposta Liberale annunciata da Stefano de Luca, Segretario Nazionale del PLI.

5 Commenti

  1. Con i “se e i ma”non si fa politica,ma si dialoga al bar.L a Politica ha bisogno di fatti concreti ed iniziative certe dopo aver valutato
    con obiettività i pro e i contro.Decisamente no alla patrimoniale nemmeno sui grandi patrimoni che,non scordiamolo,possono essere già stati tassati in quanto possono essere il frutto di tanto lavoro e tanti sacrifici.Se chi possiede gran patrimoni dovesse averli accumulati illegalmente dovrà(dovrebbe essere stato ) essere oggetto delle normali verifiche.L’acquisto di BTP potrebbero
    essere “suggeriti”facendo notare che il buon funzionamento dei conti della Nazione è già un buon investimento anche e soprattutto per chi ha finanze e capitali in larga misura e ai quali non converrebbe certo un default generale.La cosa vale anche per quella presuntuosa di Merckel (ovviamente parlando di Europa) in quanto circa l’ottanta per cento delle sue esportazioni avvengono in Europa e se ci sarà il fallimento come andrà avanti?Una seconda ipotesi potrebbe essere quella che i possessori di grandi patrimoni facessero un prestito all’Italia restituibile in maniera certa in tre/quattro anni,recuperando il necessario eliminandi in buona percentuale tutti i costi della politica e i tantissimi sprechi dello Stato.Saluti.Pietro Stella.

  2. Signori,
    d’accordo che la patrimoniale non s’ha da fare, però l’alternativa del prestito forzoso non è percorribile, perché sarebbe un segnale di debolezza così forte che verremmo castigati dal mercato. perché se la solvibilità di un paese è così scarsa che lo stato deve costringere i propri cittadini, con la forza di legge, ad acquistare il proprio debito, perché nessun’altro è disposto liberamente a finanziarlo, allora il segnale è quello di default imminente. È da considerarsi l’ultima spiaggia,e per fortuna non siamo (ancora) in questa situazione.

  3. Per Francescato,
    a parer mio lo Stato va in fallimento con la patrimoniale; proviamo solo ad immaginare una tassa che colpisca fortemente il risparmio, e quindi la possibilità che questo risparmio accumulato, in un prossimo futuro, possa venire reinvestito in modo produttivo.
    LA PATRIMONIALE SAREBBE UN COLPO MORTALE; sarebbe anche un colpo mortale per il mercato immobiliare, in tale situazione, chi avrebbe convenienza ad investire in case e terreni, se poi ad esempio il dieci per cento del guadagno dell’investimento andrebbe assorbito dall’imposta patrimoniale?
    Tale mercato morirebbe.
    Bene invece la proposta alternativa alla patrimoniale fatta dal Segretario, su questo, noi liberali non dobbiamo cedere, in questo contesto, la lotta alla patrimoniale deve essere un punto fermo fondamentale, anche per marcare le distanze con sinistra e CGIL.
    Adesso la Patrimoniale la vuole anche l’UDC, un ottimo motivo per lasciare al suo destino il terzo polo.
    Saluti.

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