“I Governi che appaiono deboli sono sempre i più forti.  Sbaglia quindi, chi sottovaluta il Governo Monti. Indipendentemente dal largo consenso parlamentare in occasione del voto di fiducia, – ha affermato Stefano de Luca, Segretario Nazionale del PLI – il nuovo esecutivo è forte di un prestigio internazionale, che si è già ampiamente manifestato. Potrà quindi avviare una politica, non senza sacrifici, in grado di innescare i meccanismi virtuosi, necessari per la crescita. Il nuovo Gabinetto, che si qualifica come Governo del Presidente, porterà al superamento del bipolarismo muscolare che ha paralizzato l’Italia. L’attivismo, non senza preoccupazioni, di Bersani da una parte e di Berlusconi dall’altra, lo dimostra. Infatti, inevitabilmente i due principali partiti dovranno scontare divisioni e scissioni, perché saranno costretti a compiere le scelte in questi anni evitate ma ormai improcrastinabili. La garbata ma ferma determinazione del Presidente del Consiglio assicurerà le riforme necessarie al Paese. Il PLI, che condivide il discorso programmatico del Premier e lo sostiene in Parlamento con i propri rappresentati, sollecita una maggiore determinazione in direzione dell’abbattimento  dell’ abnorme spesa pubblica che ha superato il 50% del Pil e va drasticamente tagliata.”

2 Commenti

  1. L’obiettivo principe deve essere il taglio dei costi della politica, intesa tout court, dai privilegi ai politici al numero dei parlamentari, dagli enti ed amministrazioni inutili (abolite le province!!!) alle pensioni dorate. E’ finito il tempo delle vacche grasse, l’Italia necessita di amministrazioni snelle senza privilegi di casta. Fine del bicameralismo perfetto e parlamentari ridotti a non più di 600 complessivi (300 per la Camera + 300 per il Senato). Le pensioni dei politici debbono essere ricondotte al criterio contributivo, una legislatura non può essere un’assicurazione sulla vita!

  2. Ho l’impressione che questo governo darà il classico colpo al cerchio e alla botte, nel senso che cercherà di dosare i sacrifici, in modo che nessuno si possa lamentare più del necessario. E’ evidente che i contestatori ci saranno e ci sarebbero a prescindere dal premier, dal governo e dal parlamento. L’importante è che ognuno riesca a manifestare le proprie idee, civilmente, senza l’utilizzo di violenza a qualsiasi livello (anche quella verbale è una forma di violenza).

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