“Berlusconi, nonostante sia stato da noi ferocemente criticato per il suo cinico immobilismo, – ha affermato Stefano de Luca, Segretario Nazionale del PLI – non soltanto si è dimesso senza essere sfiduciato, ma sembra stia lavorando, pur tra molte difficoltà create dai reduci socialisti e di An, per assicurare al costituendo Governo Monti il sostegno del suo partito. Ha compiuto tale scelta, pur consapevole che essa comporta un grave rischio di rottura con la Lega, la quale ha già annunciato la riapertura del ridicolo cosiddetto parlamento del Nord e si appresta a mobilitare i suoi manipoli di fascistelli delle brigate verdi.

Bersani, invece, preoccupato di perdere l’occasione, forse unica, di guidare una coalizione eterogenea, che i sondaggi davano vincente, sembra dare ascolto alla FIOMM, alla CGIL, a Vendola e Di Pietro. Ciò potrebbe vanificare gli sforzi del Capo dello Stato e di Mario Monti per realizzare il Governo di Unità Nazionale, unico strumento per il risanamento  finanziario ed il rilancio dell’economia.

Sono necessari quindici mesi di tregua, nell’interesse dell’Italia, al fine di creare le condizioni per passare dallo scontro tra nemici, che  ha caratterizzato la seconda Repubblica, ad una sana competizione, che è il sale della buona politica.

È  per questo che riteniamo dovrebbero far parte del Governo Monti, esponenti di primo piano dei due maggiori partiti e del Terzo Polo. I sacrifici necessari dovranno essere ripartiti tra tutti gli strati sociali e la conseguente impopolarità dovrà ricadere su tutti coloro che hanno a cuore il processo di modernizzazione del Paese.

I Liberali, non soltanto a parole, ma nei fatti, nei momenti difficili antepongono i superiori interessi  della Comunità nazionale.

3 Commenti

  1. A quanto pare, invece, il governo è composto unicamente da tecnici. Leggevo proprio in questi giorni, su una rivista cui sono abbonato, il pensiero di Osho che sosteneva già diversi anni or sono, la necessità che i governi fossero tutti tecnici. In questo modo, secondo lui, non ci sarebbero stati (e quindi non ci sarebbero nemmeno ora) il discorso tipico della peggior politica: dare per ricevere, perché un tecnico ha le informazioni e le conoscenze, relativamente al ministero di cui è responsabile. Quindi, un prefetto alla giustizia, un ambasciatore agli interni, un ammiraglio alla difesa, un rettore universitario ai beni culturali… questo sistema un po’ sui generis, se vogliamo, dovrebbe insegnare qualcosa. I politici che non sanno nulla dei ministeri di cui si dovranno occupare, ma che diventano ministri per scelte di partito (spartizione delle sedie e quant’altro) partono dal principio di dover tagliare, senza avere bene chiare le conseguenze dei loro tagli. Invece i tecnici, che pure hanno chiare tali conseguenze, dovranno e potranno operare tagli, con maggior cognizione di causa. E’ una scommessa, che, se non interverranno i soliti giochi di potere (già il PDL ha annunciato che il governo Monti starà in piedi fino a quando vorranno loro… la Lega, che ha perso potere e quindi fa i capricci, annunciando l’apertura del parlamento del nord… mah), secondo me sarà solamente un toccasana per l’Italia. Si parla spesso di sconfitta della politica, ma la sconfitta in realtà c’è stata nel momento stesso in cui si è votato col “porcellum”, o forse, ancor prima e cioè con la discesa in campo di Berlusconi… da 17 anni non si fa altro che parlare di lui, ed intanto l’Italia va a rotoli! Dovremmo iniziare a parlare della signora Maria, casalinga, col marito cassintegrato e 3 figli da mantenere. Dovremmo iniziare a parlare di chi vive sulla propria pelle una qualsivoglia forma di diversità. Dovremmo iniziare a parlare di come risolvere innumerevoli problemi. Questo dovremmo iniziare a fare. Poi, vanno bene le discussioni anche se accese, purché siano civili. Io credo che la diversità sia un valore arricchente per tutti, che nessuno di noi ha la verità assoluta in tasca, e che ogni volta che troviamo chi la pensa diversamente da noi, dovremmo considerare il fatto, una benedizione, ringraziando l’interlocutore per averci mostrato un’altra faccia della verità….

  2. Il PLI, con questa dichiarazione del Segretario, è risorto, e a buon titolo si annovera nella destra, ma quella ” democratica, liberale e patriottica”, COLLOCAZIONE STORICA NATURALE DEL PLI.
    Finalmente!
    Era quello che aspettavo da anni.
    Ricordo che il Tricolore è il nostro simbolo, e quindi è estremamente opportuno che il PLI sia patriotttico; patriottico si, ma liberale al massimo in economia e diritti civili, colgo pertanto l’occasione per ringraziare e rendere merito al Segretario, di aver inserito al sesto punto delle sue lungimiranti proposte programmatiche, quella del ” garante per i malati ed i diversamente abili”, cosa molto importante, e che va in senso marcatamente liberale; è senzaltro il primo importante passo, anzi, importantissimo passo del PLI nella lotta per i diritti civili del cittadino.
    Apprezzo particolarmente la presa di distanza nei confronti di PD e CGIL, fautori di conservatorismo di sinistra; apprezzo anche la revisione del giudizio su Berlusconi, e l’implicito auspicio a collaborare con un PDL rinnovato.
    Benissimo l’impegno a contrastare la Lega, ” che ormai non ha più nulla di moderato;” mi asssocio in toto alla proposta di Marco Marucco, di quì sopra.
    Avanti con le riforme liberali!
    Saluti.

  3. Se il PLI può permettersi di dare consigli programmatici al Presidente del Consiglio incaricato sarebbe bene che chiedesse la chiusura delle sedi distaccate a Monza di alcuni ministeri.

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