Avevamo previsto che ci trovavamo di fronte all’ultimo atto di una tragica legislatura: così è stato. Tutto si è svolto secondo il copione ampiamente preannunciato. Berlusconi si è fatto battere alla Camera dei Deputati, ma di misura, realizzando, come sperava, un quasi pareggio. Questo risultato gli serviva, come aveva più volte detto al Capo dello Stato, quale conferma che non esistono altre maggioranze parlamentari da sperimentare. Infatti il Governo in carica ha ancora una modesta prevalenza al Senato e, pur in considerazione del voto di ieri sul Rendiconto dello Stato, probabilmente alla Camera non vi è alcuna maggioranza alternativa, se non per un paio di voti. Per quanto riguarda lo scenario che si presenterà dopo le dimissioni, il Terzo Polo ha già dichiarato di non essere disposto a sostenere un Governo con PDL e Lega, senza il PD, e i primi due partiti non intendono appoggiarne nessuno che includa PD ed IDV. Quindi la situazione di stallo, impone di ridare la parola agli elettori.

Approvata la Legge di Stabilità, che conterrà come emendamenti quanto richiesto dall’Europa, Napolitano, dopo le consultazioni di rito, non potrà che prendere atto che non vi è nessuna soluzione alternativa in grado di ricevere il necessario sostegno parlamentare e dovrà indire le elezioni anticipate.

Il Governo è di fatto dimissionario e le formalizzerà dopo il voto sui documenti finanziari. Tuttavia, il Premier, nonostante l’abbandono del proprio schieramento da parte di quelli che ha definito “traditori”, ha scongiurato la coalizione delle larghe intese, che da molte parti veniva sollecitata. La sopravvivenza politica di Berlusconi è infatti legata ad una logica di guerra perenne, senza tregue o esclusione di colpi. Solo in un simile contesto egli può difendere la propria posizione di capo e tenere unito un partito padronale. Se avesse prevalso il buon senso e si fosse pervenuto ad una maggioranza di Unità Nazionale, il ruolo di Berlusconi sarebbe immediatamente finito ed il suo disastrato partito si sarebbe diviso in molti tronconi, consentendo principalmente la nascita di quella nuova formazione cattolica, prefigurata a Todi il mese scorso, che potrebbe svilupparsi soltanto se la forte personalità del Presidente del Consiglio venisse, anche temporaneamente, accantonata.

E’ evidente, nell’attuale contesto, che la destra è destinata a perdere, ma il PDL eviterà di disintegrarsi e sarà in grado, anche dall’opposizione, di difendere la libertà personale e gli interessi del proprio leader. La designazione di Alfano, come candidato Premier quasi bambino, lo farà apparire come un partito capace di rinnovarsi, quindi consentirà ai suoi aderenti di accettare più facilmente una sconfitta, che è già scontata.
Non è stata quindi, quella berlusconiana, una prova di masochismo, ma la esecuzione di un piano lucidamente studiato e definitivamente varato nel corso del pranzo di famiglia di lunedì ad Arcore, dove si ‘è discusso non degli interessi dell’Italia, ma di quelli del Gruppo Fininvest – Mediaset, alla presenza dei figli del fondatore e del capo azienda, Fedele Confalonieri.

Se le borse ed i mercati, anche di fronte alle dimissioni annunciate del Governo, hanno reagito negativamente, portando lo spread tra BOT e Bund tedeschi ad oltre 570 punti, raggiungendo il massimo storico, significa che la partita giocata ieri alla Camera, non è andata nel senso auspicato dalla finanza internazionale, di una definitiva sconfitta del berlusconismo, ma come voleva il Cavaliere, che rimane abbarbicato ad un bipolararismo, diviso in tifoserie contrapposte.

Questo è stato seminato nei lunghi anni in cui ha trionfato l’antipolitica e tanto si può raccogliere. Si andrà ad elezioni anticipate, ma la strada per tornare alla normalità democratica appare ancora lunga.

Purtroppo anche l’opposizione ha le sue responsabilità perché, piuttosto che giocare una partita tutta politica, come avrebbe dovuto, ha scelto il terreno, in fondo più favorevole all’avversario, dello scontro totale, sfruttando la complicità opportunistica dei mercati, della stampa internazionale anti italiana, nonché di alcuni capi di Stato, che intendevano far pagare a Berlusconi il prezzo della sua insopportabile arroganza.
La prossima legislatura, che presumibilmente si inaugurerà a febbraio o marzo, è destinata a durare poco, anche perché incombe il referendum abrogativo sulla legge elettorale, unico strumento idoneo a scardinare l’attuale sistema, responsabile del degrado dell’istituto parlamentare e della ingovernabilità.

I liberali esterrefatti per quanto avviene, continueranno a sostenere la necessità di un radicale cambiamento del panorama politico, che passa inevitabilmente attraverso una legge elettorale in grado di restituire la sovranità al popolo.

fonte: © Rivoluzione Liberale

27 Commenti

  1. Penso sia giusto cercare di evitare elezioni anticipate, ed entrare da liberali nel governo Monti; ” siamo in emergenza”; questa volta critico anch’io e duramente il centro destra, che dice no al governo Monti.
    E’ una cosa da veri irresponsabili, con la situazione economica che ci ritroviamo, i mercati in difficoltà, il centro destra vorrebbe di fatto andare ad elezioni anticipate, cosa che vogliono anche rifondazione comunista e CGIL.
    Invece i liberali devono compiere delle scelte politiche chiare.
    Certo il governo Monti va appoggiato sperando di poter inserire almeno un vice ministro liberale, magari alla salute, alla giustizia, od all’istruzione.
    Ma se questo tentativo dovesse fallire, allora si andrà alle elezioni, cosa se è possibile da evitare, prima di arrivare a questo ci saranno Diliberto e Ferrero che molto probabilmente chiederanno al PD dei posti in lista, come fu a suo tempo per i Radicali, a questo punto il PD, ben difficilmente potrà rifiutarsi.
    Ecco cosa ha fatto il centro destra; una cosa molto grave, questo mentre le parti sociali, ed il sindacato riformatore in particolare, lanciano un appello alla coesione nazionale.
    La CGIL scenderà subito in sciopero, aggravando la situazione economica,e rompendo definitivamente con il sindacato riformista;
    Questo deve venire assolutamente evitato.
    A quel punto, noi liberali non avremmo il tempo di organizzarci per le elezioni, in quanto siamo pochi, e non potendo sostenere nessuna delle due alternative, penso che il PLI farebbe bene a lasciare al singolo cittadino libertà di voto con particolar attenzione però a liste civiche che eventualmente propongono soluzioni liberali.
    Il voto è un dovere, quindi, va affermato il dovere di voto, ma sulle modalità, le soluzioni possano variare.
    Non possiamo, ne dobbiamo certo mettere in forse un evento importante come il Congresso, per concentrarci nella compilazione delle liste elettorali, visto anche i nostri pur tropppo pochi iscritti.
    Il co ngresso per noi è fondamentale; il PLI ha bisogno di volti nuovi.
    Legalizzazione od almeno la depenalizzazione delle droghe leggere, legalizzazione della prostituzione, ” il garante del malato e del diversamente abile”, queste sono le iniziative prioritarie, per le quali dobbiamo impegnare le nostre forze.
    Ma, se mai il governo Monti, si farà, il PLI dovrebbe entrare come destra liberale e riformatrice, per proporre riforme autenticamente liberali.
    Il centro destra propone il troppo giovane Alfano, od il troppo anziano, anche se stimato Dini, un modo per far saltare ogni accordo, è un comportamento gattopardesco ed inacettabile.
    Come cittadini dobbiamo votare, perchè è un nostro dovere, ed il PLI deve stimolare alla partecipazione alle elezioni, ma come PLI possiamo anche non presentarci, ” come atto di protesta nei confronti di eventuali elezioni anticipate che porterebbero alla rovina il nostro Paese.”
    A molti farebbe comodo una nostra bruciante sconfitta elettorale, che porterebbe all’implosione del PLI, noi, però non dobbiamo cadere in questo tranello, dobbiamo invece rimanere uniti.
    Saluti.

  2. @MarioPreziosi: Tu citi non a caso il partito radicale. Mi sta bene il tuo ragionamento, ma negli ultimi 6-7 anni il partito radicale non ha avuto la stessa persona alla carica di segretario nazionale, o ricordo male? Forse un cambiamento ci sarà dentro il PLI, quando finalmente avrà un nuovo segretario nazionale, che riuscirà a portare avanti pochi punti programmatici (ne bastano tre) e sono certo che il partito liberale riuscirà a conquistare una dimensione elettorale e politica più degna di quella attuale.

  3. Il partito liberale ” storicamente si colloca nella destra democratica”, non nel centro sinistra che per i liberali costituisce una collocazione ridicola.
    Penso che se de Luca vuole fondare sinistra liberale, abbia tutto il diritto di farlo, ma scusate il Partito Liberale Italiano, a mio modesto parere, è un’altra cosa.
    Sono quasi sicuro che in caso di elezioni politiche il PLI si presenterà con il centro sinistra, cosa da me non condivisa, come non lo è da parte di molti iscritti al PLI.
    Le leggi di iniziativa popolare proposte dal PLI, si concretizzeranno?
    Mi auguro di si.
    Spero inoltre che il nostro rappresentante al Senato, oggi voti a favore della legge di stabilità e non si astenga, nella legge di stabilità, vi sono molte norme liberali, come ad esempio la privatizzazione dei servizi pubblici locali, nonchè l’abolizione delle province e la riorganizzazione della pubblica amministrazione; ricordo inoltre la liberalizzazione degli orari d’apertura dei negozi, ” tutte battaglie di punta del PLI”.
    Spero anche che i liberali entrino nel governo Monti, portando una ventata di destra democratica e liberale.
    Saluti.

  4. A mio parere, il futuro del PLI è strettamente collegato al rispetto del suo passato. Essere liberali significa credere nello sviluppo senza dimenticare i valori fondanti, l’etica e le idee dei padri nobili del partito, rinsaldando le proprie radici in funzione della crescita individuale e collettiva. Trovo talune posizioni assunte dai vertici attuali francamente distanti dagli ideali della tradizione liberale. Vedo troppo spesso confuso il liberalismo con il libertarismo, il laicismo con l’anticlericalismo, la libertà con l’anarchia. Riprendere i fili che guidano l’essenza liberale è l’unico solco che conduce al futuro. Naturalmente occorre coniugare tutto questo con le contingenze che la modernità contemporanea impone, alle quali non è concesso ad alcuno di derogare. Il panorama politico di oggi impone una scelta bipolare. Scelta che non può prescindere dalla condivisione di valori e tradizione storica. Il centro-destra è la collocazione naturale di un liberale. L’unica collocazione bipolare che possa esistere. Eclissare il partito dietro la stucchevole solfa del berlusconismo e dell’antiberlusconismo significa allinearlo a tutti gli altri partiti e quindi annientarlo. L’obiettivo, a mio modesto parere, sarebbe quello di creare una identità liberale nella coalizione di centro destra, difendendo e propugnando i valori e gli ideali che rendono unico e fondamentale questo partito in un processo di crescita serio del paese e della democrazia.

  5. Come recitava il famoso manifesto per il reclutamento dei soldati dello Zio Tom: “I want you”.
    Io voglio proprio Te.
    Tu che dici che occorre dare spazio ai giovani, ma Te ne stai in panciolle, dietro una tastiera ad aspettare che qualche altro faccia il lavoro per Te.
    Tu che vuoi volti nuovi nel PLI, vieni e metteci la Tua faccia.
    Tu che vuoi programmi nuovi, vieni, mettiti in discussione, confrontati e se avrai valore, varrai.
    Tu che vuoi sapere da che parte sta il PLI, con chi si allea, se sta a dx, a sx o al centro, allora non sai che i Liberali sono sempre stati Terzi, Laici, Liberisti, Meritocratici.
    In fine Tu, che poni solo domande, vieni ed aiutaci, con il Tuo impegno, con Tua militanza, a darci ed a darti delle risposte.
    E’ giunto il tempo dell’aggire, del militare, del non nascondersi dietro una tastiera e fare il “Bertoldo e Cacasenno”.
    Vieni e rimboccati le maniche, suda e vedremo cosa e quanto vali.
    Altrimenti accodati all’ennesimo salvatore della patria, all’ennesimo masaniello di passaggio, così avrai soddisfatto il tuo stomaco, messo a posto la tua coscienza, ma non sarai mai stato un protagonista della Tua vita.

    Giuseppe Stella – Segreteria Regionale PLI Sicilia

  6. Caro segretario, provo a suggerire un semplice spunto di riflessione. Si tratta di una semplice proposta sulle poche essenziali riforme che sembrano più urgenti. Sono solo alcune delle mille cose necessarie per portare l’Italia nel XXI secolo. Credo che comunque possano essere una base di discussione, seppur incompleta:

    – ricostruzione del patto sociale su cui si fonda lo stato;
    – riconoscimento della libertà di pensiero, parola e religione come fondamento dello stato laico e soppressione di tutti gli incentivi fiscali per le proprietà di istituzioni religiose che non siano espressamente dedicate al culto e alle attività sociali, parificando tutte le fedi religiose nelle agevolazioni economiche;
    – ricostruzione di un sistema scoalastico efficiente i cui oneri siano corrisposti in ambito di una economia di mercato dai fruitori del servizio in maniera commisurata al reddito familare, imponendo tuttavia criteri certi di nomina dei docenti, che non tengano conto di opinioni personali in ambiti che riguardino la libertà di opinione personale, ad eccezione delle idee disgragative dello stato;
    – meritocrazia in tutte le retribuzioni ovvero una quota fissa e una quota variabile dipendente dalla produttività personale;- responsabilità penale e civile dei governi di ogni livello per gli errori e lle omissioni, con obbligo di risarcire in solido le conseguenze degli errori;
    – funzione di controllo dei partiti in cui gli eletti non possano avere ruoli politici all’interno degli organi di partito, in modo che gli stessi organi di partito possano avere funzioni di controllo sul comportamento dei rappresentanti;
    – revisione al ribasso del trattamento economico dirigenziale nella PA, e dei compensi politici e abolizione anche retroattiva dei vitalizzi agli ex-parlamentari e consiglieri regionali;
    – liberalizzazione dei referendum popolari (alzando le firme necessarie e soppressione del quorum sulla base del principio che chi non si esprime, in democrazia ha sempre torto);
    – incarichi a ministri, assessori e controllate dati per curriculum e non per nomina, stabilire il principio della documentata e comprovata competenza e impossibilità di comulare incarichi politici elettivi e partitici con incarichi in controllate;
    – commisurazione della retribuzione degli amministratori di società partecipate dalla mano pubblica alla performance societaria e sospensione della retribuzione nel caso che le performance economiche non siano adeguate;
    – ripristino di un sistema elettorale uninominale e istituzione di una repubblica presidenziale all’americana, fondata su un forte potere centrale, mitigato da una serie di equilibri costituzionale che massimizzino le possibilità di controllo;
    – sistema fiscale all’americana con aliquote fiscali nominali maggiori, ma deducibilità totale o quasi delle spese effettuate in modo da uccidere il nero e avere aliquote effettive minori;
    – pene certe per gli evasori che violano il patto sociale su cui si fonda uno stato liberale;
    – abolizione delle corporazioni che tanto male stanno facendo all’Italia, dai tassisti ai bagnini, dagli ordini professionali al notariato;
    – riforma in senso anglosassone degli ordini professionali e abolizione dei minimi tariffari, che sono un residuato medioevale;
    – rimozione a qualsiasi vincolo al libero mercato, eliminando lacci e laccioli che oggi rallentano lo sviluppo;
    – riduzione dei costi burocratici che assillano le imprese e i cittadini, soprattutto riduzione dei costi necessari per costituire una società, portandoli a livello di quelli USA e Inglesi;
    – cessione delle funzioni della casta notarile ai comuni in modo che tali introiti diretti possano servire a ridare slancio all’economia pubblica locale;
    – riforma dei codici, in modo da mettere imputati e accusa nelle stesse condizioni, istituendo un codice che funzioni fortemente semplificato meno cavilloso e meno opinabile, ripristinando la certezza del diritto;
    – stabilire criteri di retribuzione della professione avvocatizia sulla base dei risultati delle singole cause e non preliminare, in modo da permettere una sostanziale riduzione della litigiosità che sta distruggendo come un cancro il sistema giudiziario italiano.

  7. Caro Segretario,
    “meglio soli che male accompagnati” recita un antico adagio popolare.
    Lei ha avuto la ragione e il merito di capire che tutto sarebbe andato a finire com’è puntualmente finito, i detrattori diranno che è stato un facile profeta, dimenticando le molteplici assemblee (ricordo Fiuggi, Viterbo e tante altre) dove in tempi non sospetti denunciava l’inesorabile disastro a cui saremmo andati incontro perseverando (diabolicamente) sotto la guida di questa classe politica.
    Dico ciò non per gratuita captatio benevolentiae bensì per invitarLa a dare nuova forza e vigore alle idee e alle scelte propriamente liberali delle quelli tante volte è stato solitario promotore in un desolante panorama socialisteggiante che esalta lo Stato come avesse la parola stessa delle virtù taumaturgiche oppure, agli antipodi, come fosse una azienda a sè stante e avulsa dal contesto dei cittadini che ha in pancia.
    Ora è il momento di sfidare l’arco costituzionale a dimostrare se fossero più valide le loro idee basate sull’umiliante servilismo dei cittadini nei confronti di una sorda burocrazia e di uno Stato con tendenze assolutiste oppure le NOSTRE basate sull’idea di uno stato che sia al servizio dei cittadini, concentrato su Istruzione, Sanità e Sicurezza, e non sulle mille aziende pubbliche spesso monopoliste che producono perdite ma tanti utili voti e perlopiù, privilegi e prebende.
    Ora occorre uscire allo scoperto e chiedere a quella classe dirigente che finora ha portato avanti questo paese fino quasi al fallimento che SI FACCIA DA PARTE, occorre un cambiamento radicale dei meccanismi di produzione della ricchezza in questo paese, partendo innanzitutto dalla constatazione che siamo tutti anelli della stessa catena e che facendo i furbi non si ottiene null’altro che un fatuo vantaggio momentaneo che inevitabilmente ricade anche su noi stessi nel medio periodo, non solo sugli altri.
    A parte le “prediche inutili” che ben altri hanno saputo illustrare in modo insuperabile voglio dire che questa classe dirigente, tronfia e narcisista, piena di libertà indebite e privilegi cortigiani settecenteschi, non può dare la colpa ai cittadini, alle banche, agli imprenditori, ai sindacati, PERCHE’ LA COLPA E’ INNANZITTUTTO DEI GENERALI non dei soldati, perciò si assumino le loro responsabilità, ammettano la loro incapacità visto che da 20 anni subiamo la loro saccenza e arroganza, e consentano l’ascesa di una nuova classe dirigente che sia foriera di idee nuove, di metodi moderni e di valori, principi e ideali antichi perenni, scritti negli animi e nei cuori delle persone, delle quali LEI è stato portavoce fino ad oggi.
    Casini, Fini, ecc, ecc. non mi sembrano proprio nulla nuovo per l’Italia e per i Liberali con la “L” maiuscola.
    Cordialità e vivi ringraziamenti

  8. Salve a tutti,
    vorrei dire la mia su questo interessante dibattito.
    A mio avviso il metodo liberale non può basarsi sui luoghi comuni o sugli slogan succinti che hanno determinato il fallimento della politica italiana degli ultimi vent’anni. Noi qui lo diciamo da sempre. Ora io capisco, e condivido, la speranza di avere una classe dirigente più giovane, più motivata, più moderna. Ma questo non può che essere un augurio, per così dire, di “sistema”. Come liberale mi sta benissimo un giovane ma mi interessa anche che sia capace, razionale, entusiasta ed in grado di concepire scenari futuri volti al progresso. Essere giovani e basta, per me che sono un quasi giovane liberale e che ho il coraggio di fare il liberale nel partito dei liberali (non dove e quando cambia il vento), non significa nulla. Quindi francamente non capisco la chiusura a prescindere di alcuni amici che ci hanno lasciato il loro commento. Che vuol dire che se non trovate giovani non ci sostenete? Insomma voi votate il partito e l’idea liberale o votate la persona in base alla sua età o al suo “slang” nuovistico. Secondo voi l’Italia ha più bisogno di una Rivoluzione Liberale o di giovanotti che incantano le platee, a prescindere da contenuti? Io credo che i giovani vadano incoraggiati, sostenuti e che bisogna lavorare perchè il futuro sia migliore del nostro. Mi pare che, dati alla mano che aspetto che mi smentiate, negli ultimi vent’anni di linguaggio politico giovane, del fare, del marketing, degli slogan e delle gonadi portate a metodo politico abbiamo un bliancio disastroso. Poi voglio dire che da noi i giovani i ci sono e vorremmo che ce ne fossero molti di più. In Consiglio Nazionale ci sono molte persone giovani e valide che stanno facendo il loro percorso di crescita e dando il loro contributo con la loro militanza. Io invito tutti i giovani che si sentono liberali ad entrare nella nostra famiglia ed a compiere fattivamente la loro battaglia per un Italia più liberale. Io da diversi anni ho scelto di dedicare buonissima parte del mio poco tempo libero al PLI ed ho imparato tantissimo ed avuto grandi, nel mio piccolo, soddisfazioni. Perciò, solo partendo dalla mia modesta esperienza, dico ai giovani ed anche ai meno giovani di evitare le sterili polemiche sulla vetustà di una dirigenza che invece si è dannata l’anima, e le tasche, per tenere in piedi il partito in modo che i giovani potessero portarlo avanti. Ma bisogna esserci, bisogna lavorare. La rivoluzione liberale non arriverà per grazia ricevuta, dobbiamo conquistarcela. Ed allora veniteci a dare una mano, siate protagonisti del vostro impegno, non giudicate prima di aver lavorato. Non potete immaginare quanto sforzo facciamo per tenere in piedi il partito. Questa dirigenza di “dinosauri” ha messo in piedi, senza alcun contributo pubblico e facendo sforzi immani: una sede nazionale, un web-magazine (è uno strumento da parrucconi?) di ottima qualità e seguitissimo sul web con moltissimi giornalisti giovani e preparati, una campagna referendaria nella quale, per i risultati raggiunti, ha stupito tutti compresi gli altri partiti del comitato, ha proposte rivoluzionarie su legalizzazione della prostituzione, abolizione del valore legale dei titoli di studio, abolizione degli ordini professionali, defiscalizzazione, legalizzazione delle droghe leggere, etc. Vi sembra roba “vecchia”? A me pare una delle piattaforme più rivoluzionarie e serie rispetto al semi-nulla che c’è in giro. Se poi volete cambiare la classe dirigente del partito non c’è mica problema. Questo è un partito democratico. Tesseratevi, lavorateci dentro, portate i vs. amici che la pensano come voi e come noi e poi democraticamente farete la Vs. battaglia nel partito. Quindi mi aspetto di vedervi tutti attivi e tesserati nella vera casa dei liberali italiani, quella che c’è sempre stata al di la di uomini e cognomi e che tutti lottiamo perchè ci sia sempre. Un caro saluto.

    Enzo Lombardo – Consigliere Nazionale PLI – Catania

  9. Voto PLI quando lo trovo sulla scheda elettorale ma disapprovo assolutamente una alleanza con Fli e Casini, sarebbe un vero disastro elettorale per dei liberali allearsi con i clericali e gli antiliberali di fini e casini. Non voterò mai un Pli alleato di Casini e Fini. Meglio il centrosinistra!

  10. Scrivo da Venezia e vorrei sapere se parteciperete alle prossime elezioni politiche.
    Potreste pensare ad una alleanza con il centro sinistra? Perchè non fate una grande coalizione con i Socialisti, i Radicali e i Repubblicani?

  11. A mio avviso questa è un’occasione unica per il PLI per uscire allo scoperto e sfruttare questo storico momento politico di transizione per riaffermare la sua presenza sul territorio nazionale e la sua individualità ideologica. Con il PDL che sembra essere in via di disfacimento occorre rilanciare quelle battaglie care ai liberali dispersi nei quattro angoli della politica in modo da fungere da faro e da richiamo per gli elettori “naufraghi” della prima/seconda repubblica e per le nuove leve che da pochi anni si sono affacciate ai seggi elettorali e nell’agone politico. Occorrono proposte condivise e condivisibili dai più legate in particolar modo, tanto per fare un primo esempio, ai problemi dell’economia, del lavoro, della burocrazia, della sanità, della scuola, della tutela del territorio e dell’energia. Se il PLI saprà costruire e comunicare una proposta riformatrice e liberale su questi temi secondo me, sfruttando l’attuale vento favorevole, potrà sicuramente pensare di crescere. Dato che per il momento i media nazionali hanno dato uno spazio pressocchè nullo al Partito occorre lavorare parimenti sia a “Roma” che sul territorio per incontrare le persone e parlare con esse dei problemi del Paese e delle possibili soluzioni. Solo facendosi vedere “diversi” si potrà sperare di diventare la vera alternativa liberale e democratica di cui questo Paese ha tanta necessità. Per questo allearsi con il PDL sarebbe controproducente e abbastanza inutile. Piuttosto occorre, a mio personale avviso, sfruttare l’opportunità offerta dal nuovo polo di costituire un soggetto terzo che possa raccogliere gli scontenti e i delusi dell’una e dell’altra parte. Così facendo il PLI potrà assumere quella particolare autonomia e connotazione che lo renderà appetibile e distinguibile da coloro che sempre di più chiedono un cambiamento di rotta nella politica italiana che non sia meramente l’antipolitica o movimenti similari. Ricordiamoci da dove veniamo (Cavour, Giolitti, Croce, Einaudi, Malagodi) e teniamo ben a mente dove vogliamo andare e a chi ci vogliamo rivolgere ovvero ai tantissimi moderati liberali che prima o poi si chiederanno per chi votare d’ora in avanti e cosa offre il “mercato” della politica. In questo modo credo che sfruttando gli attuali venti favorevoli si potranno raggiungere importanti obiettivi per il futuro. L’importante è, d’ora in avanti, far sentire la nostra voce ad ogni occasione, far sapere cosa proponiamo e, soprattutto, che vogliamo fare qualcosa di concreto per portare fuori questo Paese dal baratro in cui sta finendo a causa di vent’anni di mancata programmazione politica e strutturale nazionale ad ampio spettro (ovvero l’aver affrontato per un paio di decenni i problemi italiani in continuo stato di “emergenza” senza rafforzare e riformare la struttura pubblica/privata e senza sostanzialmente programmare degli obiettivi futuri di crescita, sviluppo ed innovazione per questo Paese). Oggi come oggi purtroppo l’Italia è in balia di se stessa senza alcun piano per il futuro.

  12. Caro dirigenza,
    vedo che il PLI è ancora sotto la direzione di anziani signori, pensate di poter passare la palla prima o poi a gente nuova?
    Ho sentito dire che avete solo 300 tesserati, pensate di andare molto lontano?
    Ho letto che anche gli altri della pre tangentopoli sono rientrati nel Partito, cosa sarebbe questo, un nuovo PLI?
    Spero che qualcuno di più coraggioso formi un nuovo PLI visto che siete pochi, anziani e senza nessun programma politico.
    Buona fortuna alle prossime elezioni, chissà magari avrete l’elemosina di un posticino come uscieri a Palazzo Madama!
    MLB

  13. Sono iniziate le prime defezioni nel P.D.L. Vizzini via uscito da solo …. ?? uno in meno con speriamo che abbia lasciato un erede a cui lasciare la stecca,….. ma…. però, c’é un però, prenderà il posto un nuovo ( GIOVANE) tra i 40 / 50 senza avvisi di garanzia, senza esperienze giudiziali, cause pendenti, etc. etc. etc. etc. …., ma…. il P.L.I., ho letto che farà il Congresso entro la pimavera, riuscirà a trovare casa se si vuole un Governo con un appendice Liberale????, visto che negli anni passati i pochi o tanti Liberali non sono mai usciti dal nido ovattato dal Premier per puro opportunismo o per mero individualismo ?? chissa se oggi “quei” signori hanno il coraggio di iscriversi al Partito Liberale Italiano, quanti iscritti porteranno per rientrare nell’esecutivo, ma….. ma quanti voti potranno portare boooo, ma la cosa più importante quanti soldi metteranno per rilanciare il Partito, un Partito che si é sempre auto finaziato, ma…… questi giovani che qualcuno dice di avere hanno bussato la porta, ma, …. avranno un ruolo per rinverdire questo storico ed unico Partito rimasto ho dovrà morire con chi é già allo stremo delle forze ???? w l’Italia Liberale.

  14. Siamo una famiglia di Liberali da generazioni e abbiamo votato il PLI nel 2008.
    Vedo leggendo la composizione del partito che ad oggi non ci sono grandi novità come negli altri partiti, penso che se non dimostrerete anche voi un cambio di dirigenza non avrete più il nostro voto!
    Lasciate spazio ai giovani, non fate come nel PD o in altri partiti padronali!
    Arrivederci,
    Nunzia Carafa
    Napoli

  15. Dott. Angeli,
    il PLI è diretto in quella coalizione di centro?
    Andrete alle elezioni solo con loro?
    Cosa ne pensa di quello che me come anche gli altri si auspicano per il PLI?
    Avete gente giovane per rilanciare il PLI?
    Al vertice del vostro partito vedo scritto:” BIONDI, DE LUCA, PALUMBO, SCOGNAMIGLIO, ALTISSIMO etcc…
    Questo è il nuovo PLI? Non trova che ci sia bisogno di aria nuova????
    Grazie,
    Mario Preziosi

  16. Buonasera,
    mi chiamo Sabrina, ho 24 anni e sono liberale!
    Trovo interessante questo confronto che prende spunto da un dato oggettivo, la gente è stufa dei dinosauri della politica!
    Anche se contraria politicamente al Sindaco Renzi, trovo veramente giusto e appropriato dare spazio a volti e persone nuove che abbiano dalla loro la freschezza di pensiero e di idee.
    Con questo non voglio rottamare i vecchi politici ma vorrei che fossero di supporto ai nuovi!
    C’è nel PLI una figura come Staderini?
    La forza di un partito sono le persone e le loro idee, giovani politici con nuove idee vincenti sono il meglio che ci si possa auspicare per il rilancio della politica e dei partiti sopratutto se di piccolissima entità come lo è il PLI.
    Se vedrò uno spiraglio di novità entrerò nella giovanile altrimenti andrò per altri lidi!
    Cordiali Saluti,
    Sabrina

  17. Credo che un governo di transizione, o di salvezza nazionale, che facesse le riforme essenziali economiche richieste dai mercati internazionali e cambiasse la legge elettorale sarebbe stato molto più utile al Paese. Credo però che Berlusconi ed il Pdl (e la Lega) non lo permetteranno perchè questo significherebbe il loro definitivo disgregamento e costringeranno gli Italiani ad un voto nei primi mesi dell’anno, in consizioni drammatiche e con scenari di tipo greco. La cosa non mi entusiasma, ma da esponente del PLI penso che ci si debba attrezzare per far fronte a questa evenienza. Il mio auspicio è che il PLI entri a far parte integrante del Polo liberaldemocratico (terzo polo non mi piace) con FLI, Udc ed Api per mantenere quell’equidistanza tra le tifoserie di sinistra e di destra che è stata sua ottima caratteristica in questi anni (e che mi ha convinto ad impegnarmi personalmente in questa formazione) rafforzandone l’ala laica e liberale. Il mio è un auspicio ed un augurio.

  18. Sono un giovane napoletano liberale per tradizione familiare e mi rattrista profondamente assistere allo sfascio della nostra Patria! Vorrei che il PLI ,che rispecchia le mie idee, fosse scosso da una scarica di nuove energie che diano la spinta al nostro paese.Volti nuovi che esprimano una ventata di sano cambiamento. Forza e coraggio allora!

  19. LANFRANCHI, la penso come te!
    I Liberali hanno grandi potenzialità sopratutto ora che siamo al collasso della SECONDA REPUBBLICA, ora o mai più!
    Metterei subito in campo giovani talentuosi ammesso che ne abbiano!
    Possiamo sperare in un nuovo PLI? Ho sentito radio radicale che riportava il consiglio nazionale, mi sembra che ci siano nuove leve, perchè non valutarle? Siete o non siete per la meritocrazia?
    Parlate del PDL come di un partito con un padre padrone, e voi? Darete novità al PLI?
    Ho sentito interventi di vostri giovani dirigenti che mi sembrano delle persone valide, se mi farete ricredere su un vostro cambiamento potete contare su di me come su tantissimi liberali che vorrebbero tornare a casa ma con un vento nuovo!
    Grazie!

  20. Sono una persona che ha votato in passato sempre per il PLI . L’ho fatto ultimamente anche alle Elezioni politiche del 2008. Affascinato dal vederelo ricomparire sulle schede elettorali dopo tanti anni mi sono entusiasmato. Speravo in un risultato migliore. Ma purtroppo non c’è stato. Non importa Mi sono nuovamente entusiasmato per l’iniziativa della raccolta delle firme. Questa volta finalmente una piccola soddisfazione per il “brillante” esito. A questo punto mi auguravo che ci fosse un’escalation con ulteriori iniziative: ma ciò non è avvenuto. Si è ripiombati nel ….silenzio! La Dirigenza del Partito sembra “ingessata”!!! A questo punto occorrerebbe impiegare tutte le energie per una vera riscossa liberale. Occorrerebbe valorizzare di più le “nuove” leve……… i giovani.Insomma: I giovani che in passato erano l’elemento trainante del Partito: Diamoci da fare in questo senso !!!

  21. Anche voi come il PD e il PDL avete volti nuovi?
    Vorrei iscrivermi al PLI ma ho visto che ci sono ancora i vari BIONDI, ALTISSIMO, SCOGNAMIGLIO etcc…
    Pensavo fosse estinto il PLI, sono contento di aver saputo che su Roma avete preso 700.000 firme, complimenti!
    Il vostro programma politico nazionale dove lo trovo?
    Saluti,
    Ciro Muccioli

  22. Caro Antonello,
    i Liberali hanno solo un problema di tesseramento e di consensi!!!.
    Fino a che saranno arroccati in se stessi non avranno futuro ne per loro ne per le persone che li voteranno.
    Come mai i Radicali stimati lo 0,6 sono spesso nei media con Staderini ed il PLI con lo 0,4 e delle potenziali maggiori non c’è mai?????
    Solo con un programma politico contemporaneo alle problematiche socio culturali economiche del paese e con faccie nuove potranno sperare ad un loro rilancio effettivo nella futura formazione della terza repubblica.

    Caro DIANA,
    non sono polemico e non tiro sassolini, sono soltanto realista!!!!
    Ci sono tantissimi liberali che vorrebbero aderire al nuovo PLI ma che ad oggi non trovano niente di nuovo nel suo interno.
    Prima ho citato nomi di giovani (chiamiamoli giovani solo perchè l’età media dei politici si aggira fra i 65 e i 75 anni di età) che possono sicuramente fare bene ed essere ben più motivati per il rilancio del paese!!!!!!!!!!!!!!!!!!.
    I politici di vecchia data, tanto più se hanno “già dato” più o meno bene in passato o fino ad ora, non interessanno più ai tanti milioni di italiani stanchi, demotivati e nauseati dalla politica.
    L’unica speranza per i partiti e per il loro futuro è quello di proporre figure nuove che potrebbero benissimo essere ben consigliate dai veterani.
    Solo così si potrà dare un vero segnale alla popolazione per non far sì che l’elettorato si sposti su nuove realtà politiche come ad esempio quella di Grillo.
    Ognuno poi è artefice del proprio destino e farà i conti con la propria coscienza, i propri tesserati e il proprio elettorato!!!!.
    Io sono per il cambiamento e per i giovani ma sono scettico che accada in un paese di vecchi.
    La lungimiranza delle persone si vede al di là del proprio egoismo e dei propri interessi.
    Per il momento non mi iscrivo e aspetto di vedere se cambierà qualcosa nel PLI.

    Dott. Mario Preziosi

  23. Cari amici liberali del PLI,
    leggo il commento alla lettera del Segretario de Luca da parte del sig. Preziosi.
    Caro Preziosi, trovo nelle sue parole un pizzico di vena polemica, dove vuole arrivare con queste sue domande?
    Avrebbe qualche buon consiglio da proporre al Partito Liberale in vista delle prossime scadenze politiche o come molte volte accade nel nostro paese si lanciano solo sassolini?
    Ad ogni modo, sarei interessato ad iscrivermi al Partito ma navigando sul vostro sito non ho trovato traccia del vostro programma politico nazionale? dove lo posso trovare? ne avete uno?
    Colgo l’occasione di salutare la direzione del PLI.
    Cordiali Saluti,
    Giovanni Diana

  24. Caro Segretario,

    anche se non ho ancora deciso se aderire o meno al PLI, vorrei comunque formularle qualche domanda se possibile augurandomi che possa rispondermi.
    Prendo spunto dalla sua citazione:” La designazione di Alfano, come candidato Premier quasi bambino, lo farà apparire come un partito capace di rinnovarsi”.
    Pensa ancora che nel 2011 un uomo di 41 anni sia un “quasi bambino”?
    Non trova che le capacità delle persone debbano essere valutate per quello che fanno e non per un discorso strettamente anagrafico?
    I “liberali” del PLI, oltre ad essere “esterrefatti per quanto avviene”, continueranno a prendere tempo su come organizzarsi polticamente in vista delle prossime ed imminenti elezioni politiche nazionali o stanno pensado di allearsi con qualcuno?
    Vedo da parte vostra nuove proposte ed iniziative come per esempio il referendum del “porcellum”, adesso cosa farete?
    Pensa che sia sbagliato dare la possibilità ai giovani politici come Renzi, Alfano, Melandri ed altri di dare il loro contributo politico alla nazione perchè troppo “quasi bambini?”.
    Ci sono nel PLI nuove faccie da poter promuovere un reale cambiamento anche nel vostro partito?
    Vedo che avete un nuovo simbolo ma nel vertice c’è aria di “prima repubblica”, trova che sia una novità elettorale da proporre alla prossime elezioni da parte vostra?
    Insomma c’è o non c’è un vero e nuovo PLI nel 2011???????
    La ringrazio,

    dott. Mario Preziosi

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