“E’ vero che in Parlamento, sia in maggioranza sia nell’opposizione, si sente la mancanza di una forza liberale, talvolta qualcuno si definisce tale ma non lo è.

Questa storia che i pannelliani sarebbero gli eredi della sinistra liberale degli anni ’50 deve finire.

I comportamenti esibizionisti di questi giorni sono la più chiara dimostrazione che nei pannelliani nulla è rimasto in vita del dna originario di tutta quella grande tradizione della sinistra liberale di Mario Pannunzio, Leopoldo Piccardi, Ernesto Rossi, Nicolò Carandini e del gruppo del Mondo.

I liberali italiani organizzati nel PLI, non sono oggi presenti alla Camera, ma soltanto al Senato con il Sen. Enrico Musso che non farà mai mancare l’opposizione a questo Governo che sta portando l’Italia allo sfascio”.

Stefano de Luca, Segretario Nazionale del PLI, ha così commentato a margine dei lavori di oggi alla Camera dei Deputati.

5 Commenti

  1. I radicali nell’occasione forse hanno sbagliato, ma è chiaro che è comunque uno dei soggetti con i quali confrontarci per ampliare l’orizzonte. Parlandoci chiaro, da soli, anche essendo ottimisti e dicendo che si può arrivare all’uno e mezzo per cento, non si va comunque da nessuna parte.

  2. Non sono d’accordo : primo i radicali sono nati sotricamente da una scissione del partito liberale,secondo anche se con tutti i difetti e’ l’unico partito con cui si puo condividere una politica economica ed istituzionale veramente liberale. Per quanto riguarda i referendum,chi dice che e’ automatico il ritorno al mattarellum una volta abrogata la legge attuale? non mi pare che molti costituzionalisti concordino su questo…..

  3. I radicali hanno fatto per molti anni battaglie liberali. Ora Pannella è anziano ed in affanno. Però diritti individuali e libertà di mercato devono andare a braccetto, sennò non c’è liberalismo (che non si riduce al liberismo, ma anche Pinochet era liberista, senza per questo essere liberale).

  4. Io credo che il PLI non debba seguire i Radicali ma rimpiazzarli nelle loro posizioni e occupare un vuoto che va riempito immediatamente. Quando capiremo che i conservatori NON votano PLI e mai lo voteranno avremmo probabilmente una grande possibilità di entrare in Parlamento. Chi vuole imitare FLI, UDC, API, rimarrà con un pugno di mosche in mano. Il PLI ha di fronte una scelta importante: appropriarsi di uno spazio vitale come quello lasciato dai Radicali o morire da partito conservatore cercando di imitare chi non può essere.

  5. Concordo con il segretario nazionale: radicali e PLI non hanno nulla in comune, perciò cerchiamo di non inseguirli più come quando abbiamo cercato un accordo elettorale per le europee 2009. Inoltre ricordo che nella raccolta firme per il referendum contro il porcellum i radicali si sono ben guardati dal partecipare. Pertanto ribadisco che non dobbiamo avere alcun rapporto con Pannella e il suo partito.

Comments are closed.