“Dopo il voto di ieri, sulla sfiducia al ministro Romano, è evidente che il metodo della guerriglia parlamentare non è in grado di scalfire una Maggioranza che si regge sulla paura di deputati nominati, di non poter essere rieletti. La mossa dei Radicali,    – ha affermato Stefano de Luca, Segretario Nazionale del PLI –  di astenersi, ha spiazzato il Pd, che non ha capito che il Governo va battuto sul terreno della politica e non su quello delle imboscate parlamentari. Palesemente, il furbo Pannella sta trattando l’accordo per una amnistia che possa salvare il Premier e, allo stesso tempo, accogliere la pressante richiesta radicale di un provvedimento di clemenza. Il PLI, come ha sempre ribadito, è contrario a perdoni, amnistie, indulti, condoni e atti di clemenza vari, che finiscono con l’indebolire il valore sanzionatorio delle leggi. Il problema del sovraffollamento delle carceri va risolto attraverso pene alternative, più adeguate alle moderne regole della civiltà giuridica. Il recupero dei condannati non passa certo dalla cancellazione delle pene comminate in via definitiva.”

2 Commenti

  1. Stefano de Luca è bravissimo e puntuale quando c’è da smascherare le furbizie e la demagogia di alcune iniziative (o posizioni) politiche. In questa occasione fa bene a mettere in luce quali siano i veri termini delle questioni agitate strumentalmente.
    So che Stefano de Luca è estremamente sensibile ed ha grande e vero coraggio nel denunziare e rilevare le gravissime ingiustizie che vengono consumate nel (e dal) regime carcerario italiano. Tutto ciò gli conferisce autorevolezza e credibilità quando precisa che “Il problema del sovraffollamento delle carceri va risolto attraverso pene alternative, più adeguate alle moderne regole della civiltà giuridica. Il recupero dei condannati non passa certo dalla cancellazione delle pene comminate in via definitiva.”
    Ed è improntata a serietà la posizione del Partito Liberale “contrario a perdoni, amnistie, indulti, condoni e atti di clemenza vari, che finiscono con l’indebolire il valore sanzionatorio delle leggi.”

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