Il Consiglio Nazionale del Partito Liberale Italiano (PLI) riunito a Roma il 23 e 24 Settembre 2011, con la presidenza del sen. Enzo Palumbo, udita relazione alla replica del Segretario Nazionale on. Stefano de Luca, l’approva;
esprime la sua soddisfazione per l’esito della campagna referendaria che ha visto i Liberali impegnati su tutte le piazze d’Italia, per il successo dell’iniziativa di raccolta delle firme per l’abrogazione dell’attuale legge elettorale e per la reviviscenza  della legge Mattarella;
impegna le strutture territoriali del PLI ad una nuova pubblica mobilitazione per incrementare le adesioni al Partito entro il corrente anno, in vista del Congresso Nazionale di primavera;
impegna la Segreteria e la Direzione Nazionale a promuovere ed incentivare le strutture di competenza in quest’opera capillare di penetrazione nel tessuto vivo della società nazionale.
F.to Enzo Palumbo; Mauro Antonetti; Maurizio Irti; Salvatore Buccheri;  Edoardo de Blasio; Enrico Saponaro; Marco Marucco; Claudio Gentile; Enzo Lombardo; Giuseppe Stella ed altri

1 commento

  1. Attraverso la registrazione degli interventi su Radio Radicale ho potuto ascoltare sia le relazioni che la mozione approvata dal Consiglio. Sfrutto questa possibilità di commentare la notizia pubblicata per chiedere cortesemente se fosse possibile ottenere una sinossi delle proposte liberali nei vari ambiti trattati nelle relazioni non solo per disporre di un documento che indichi la posizione del partito da presenatre alle altre forze politiche, ma che possa essere anche di ausilio nel non facile compito di avvicinare i cittadini attraverso un’appropriata e chiara informazione su chi siamo e cosa proponiamo per il Paese proprio in occasione della campagna tesseramento nella forma che è stata suggerita dal Consiglio. Infatti, bisognerà essere accorti e ben preparati nel difficile compito di trasmettere i veri contenuti del liberalismo, cercando di sfatare la vulgata che si è radicata nell’opinione pubblica italiana alla cui diffusione, come è stato fatto notare in più di un’occasione negli interventi, ha contribuito in maniera non marginale il comportamento del governo espresso dal sedicente partito liberale di massa.
    Un’articolazione in punti come è stato esposto dall’ingegner Ortis. Anche perchè, come nel caso delle questioni sollevate nell’intervento dell’ex presidente dell’Authority garante per l’energia, pur disponendo, per esempio, di un’amplia bibliografia del medesimo su Libro Aperto, questa non si presta agevolmente ad un appoccio più breve ed immediato quale si potrebbe e dovrebbe realizzare con i gazebo.

    Commentare le relazioni sarebbe un esercizio retorico futile. Si parva licet, un modesto suggerimento: ascoltatele. E’ tempo speso bene per chi ha sete di udire qualcosa di autenticamente liberale. Perchè non sono tanto le notizie che vengono fornite e che si possono aver già acquisite, se si ha avuto la pazienza di seguire gli approfondimenti su alcuni quotidiani o su alcuni siti, ma la chiave di lettura che di esse si danno e soprattuto la chiarezza con la quale vengono riportate, con quella apparente leggerezza e facilità che è propia solo dei virtuosi, degli esecutori magistrali, a fare la differenza. Un unico rammarico: che il senatore Musso abbia presentato la sua relazione in forma ridotta per ragioni contestuali. Sarei stato davvero curioso di ascoltare il resto.

    Un paio di considerazioni sugli altri interventi:
    – questione iscritti: è un problema di tutti i partiti. Sarà molto difficile vincere la legittima resistenza che si è diffusa di fronte all’eventualità di tesserarsi, sia per la sfiducia nella politica, mai così alta come in questo periodo, sia perchè per troppi anni ormai si è radicata la convinzione che aderire ad un partito sia, più che una libera e consona scelta che dei cittadini fanno per portare avanti un progetto condiviso da realizzare, una scelta meramente opportunistica per ottenere esclusivamente vantaggi personali. Quindi, non facciamoci troppe aspettative. Resta, comunque, il vantaggio della visibilità che, come abbiamo potuto constatare nei fatti, permette anche riflessi mediatici. Già sostenitore della partecipazione sul campo ai tempi dei referendum sull’acqua come metodo (anche se discutibile nel merito), non potevo che accogliere con entusiasmo la notizia della partecipazione del PLI alla raccolta firme dell’anti Porcellum.
    Che poi siano pochi i voti, perchè abbiamo pochi iscritti, o viceversa, è il classico caso del chiedersi se sia nato prima l’uvo o la gallina: posto in questi termini il problema è irrisolvibile;
    – questione delegati: se con le deleghe avremo pochi partecipanti al Congresso la colpa non è dello Statuto, ma degli iscritti. E’ pur vero che il Consiglio può modificare lo Statuto. Ma lo Statuto non dovrebbe essere per un partito come la Costituzione per uno Stato?
    La Costituzione è emendabile e riflette la contingenza, ma non è che la si cambi di continuo. Anzi, nei momenti turbolenti ci si ancora ad essa. Orbene, che la votazione al Congresso per delega avrebbe potuto costituire un problema non è novità di oggi. La redazione del nuovo Statuto è avvenuta in tempi lunghi ed è stato possibile a tutti, iscritti e non, contribuire con osservazioni alla sua stesura. Osservazioni alle quali rispondevano direttamente con grande cortesia, i designati alla sua estensione. Perchè non pressare costoro a tempo debito? Per inciso, io sono stato fra quei pochi che allora aveva espresso di non gradire questa norma. Anche se gli accadimenti dell’ultimo Congresso ne suggerivano l’introduzione. Per il resto, avrei preferito che il Congresso si svolgesse a novembre, come era stato annunciato già da tempo. Comunque, capisco anche che possa essere oggetto di accese discussioni, perchè a noi non vengono in soccorso i faraonici rimborsi elettorali per superare le difficoltà di carattere organizzativo. Difficoltà che ricadono sulle spalle dei soliti noti che sono sempre gli stessi che in questi giorni dalla Sicilia passando per la Puglia, fin su la Lombardia, hanno raccolto le firme.

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