La Direzione Nazionale del PLI ha esaminato i contenuti della manovra economica in corso di approvazione in queste ore al Senato, valutandola negativamente.  “Il Governo  non considera lo stock del debito il vero problema dei conti pubblici italiani – osserva Carlo Scognamiglio, Presidente della Direzione Nazionale e già Presidente del Senato – e pertanto non affronta il tema della privatizzazione del patrimonio pubblico mobiliare e immobiliare, con cui si potrebbe ottenere una consistente riduzione del debito e quindi del deficit annuo interamente dovuto agli interessi passivi”. 

Le continue modifiche apportate alla manovra economica fra la data della sua entrata in vigore (13 agosto) e l’odierna approvazione del Senato pongono il problema della credibilità del Governo.  “Le misure devono non solo essere efficaci per il Paese, ma anche credibili per gli operatori economici e i mercati internazionali – osserva Enrico Musso, senatore e Vice Segretario del PLI – al contrario, le misure reintrodotte oggi, come la supertassa sui redditi elevati, l’incremento dell’IVA o la soppressione delle province sono state modificate più volte nell’arco di pochi giorni in funzione degli umori dell’elettorato e della conflittualità interna alla maggioranza. Se la Merkel e persino il governo spagnolo ci paragonano alla Grecia, e se il Financial Times parla di inversione a U all’ultimo minuto dopo 3 settimane di flip-flop, l’Italia ha con ogni evidenza un problema di credibilità internazionale che non discende solo dal merito delle misure adottate, ma dall’autorevolezza del governo che le propone, e dal suo atteggiamento ondivago che non permette affidamenti per il futuro”.

“A rischio – aggiunge Alfredo Biondi, già Ministro della Giustizia e Vice Presidente della Camera – è proprio l’autorevolezza e la credibilità dell’azione di Governo, che è una componente essenziale dell’efficacia della sua azione. Autorevolezza e credibilità che non risiedono solo nei numeri di una votazione di fiducia,ma soprattutto nella reputazione nazionale e internazionale di chi guida il governo e ne determina le politiche”.

Per questi motivi, la Direzione Nazionale del PLI auspica che, non appena approvata la conversione in legge della manovra, il Governo rassegni le dimissioni per favorire la formazione di un governo di fine legislatura concentrato sulla realizzazione delle riforme strutturali indispensabili per il consolidamento dei conti pubblici e la ripresa di competitività del Paese