Conferenza stampa oggi a Montecitorio per dare visibilità all’iniziativa referendaria trasversale, promossa da più partiti e varie personalità della cultura, e finalizzata all’abrogazione dell’attuale legge elettorale (Porcellum). Lo scopo è quello di riconsegnare la sovranità ai cittadini-elettori, privati del diritto di scegliere i propri rappresentanti in Parlamento, abrogando il “porcellum” e facendo rivivere il “mattarellum”.
 Infatti, la legge del ministro Calderoli (Lega Nord) del 2005 ha creato un deleterio bipolarismo che riserva soltanto alle segreterie dei partiti la facoltà di nominare i parlamentari.
Con l’eliminazione di tale anomalia, gli elettori potranno invece tornare a votare tra più candidati in collegi uninominali, in un sistema elettorale pur sempre di tipo maggioritario.
Al tavolo della riunione l’Ufficio di Presidenza del Comitato Referendario: l’on. Arturo Parisi del Partito Democratico (Pd), storicamente vicino a Romano Prodi; l’on. Antonio Di Pietro per l’Italia dei Valori (Idv); il senatore Enzo Palumbo per il Partito liberale italiano (Pli), la senatrice Loredana De Petris di Sinistra Ecologia e libertà (SEL), Nunzia Eleuteri, coordinatrice regionale delle Marche di Unione Popolare; ed il referendario per antonomasia Mariotto Segni; con loro, Andrea Morrone, primo firmatario dell’iniziativa referendaria e Presidente del Comitato.
Proprio Morrone ha definito quest’operazione indispensabile per la “moralizzazione della politica” e “fondamentale per ridare dignità al Parlamento”, con lo scopo di rafforzare un sistema “di tipo bipolare”.
Parisi ha affermato che il futuro Parlamento “non può essere eletto sulla base dell’attuale legge elettorale” e che la condizione irrinunciabile è quella di “ristabilire un rapporto tra i cittadini e i loro rappresentanti. I tempi sono stretti (500mila firme dal prossimo 7 agosto al 30 settembre, col mese di agosto di mezzo)”. Secondo Parisi i promotori si muovono in un clima di “incredulità”, ma strenuamente convinti che sia necessario un “passo indietro. “Condivido l’appello lanciato al segretario del Pd Bersani, che ha sino ad ora scelto di non spendersi in questa battaglia, n.d.r.) perché riconsideri il suo distacco e si faccia carico del futuro della politica italiana”.
Di Pietro ha definito quella del referendum una “via residuale”, incoraggiata però dal buon esito dell’ultima tornata, che ha visto una larga partecipazione popolare e “ottenuto i risultati sperati”. Nelle attuali condizioni “il Parlamento non cambierà, la compravendita è già avvenuta. Sono tutti concordi che il Porcellum non va bene, ma nessuno vuol cambiarlo realmente”, ha aggiunto il leader dell’Idv. E’ una questione “di vita o di morte democratica”. E’ quindi indispensabile, da parte dei cittadini, un vero “atto di patriottismo. Si dice che non ce la faremo, ma il modo migliore per perdere è quello di non provarci neppure”.
Loredana De Petris ha ricordato l’emergenza “socio-economica” del Paese e il fatto che sia stato raggiunto “il punto più basso del rapporto tra Parlamento e cittadini, che stanno dimostrando di avere un grande senso civico” e che con questo referendum hanno l’opportunità di “dire una parola in prima persona”. A livello politico, ha detto ancora De Petris, sono quasi “tutti concordi che sia fondamentale eliminare l’attuale legge” ma per ora sono mancati i fatti.
Nunzia Eleuteri, di Unione Popolare (sturziani,ex UdC) ha detto tra l’altro: “Eravamo in Cassazione l’11 luglio scorso per presentare i nostri quesiti, senza sapere che c’era in contemporanea quast’altra iniziativa. Siamo dodici promotori per due proposte: oltre a quella per l’abolizione dell’attuale legge elettorale, anche quella per l’abrogazione del finanziamento ai partiti, che era già stato eliminato, ma poi sostituito” con lo stratagemma “del rimborso. Siamo contenti di confluire in questa iniziativa, che diventa così ancora più trasversale di quanto già non fosse”.
Ed Enzo Palumbo, del Partito Liberale, nel suo intervento ha ammonito: “Questo è il momento della responsabilità. La prima responsabilità se l’è assunta il Comitato Promotore, che, in un periodo quasi proibitivo e con tempi ristrettissimi, ha promosso il referendum contro il “porcellum”.
 “Tocca ora ai cittadini”, ha aggiunto Palumbo, “di assumersi le loro responsabilità, firmando la richiesta referendaria, che tende a restituire proprio a loro il diritto di scegliere i propri rappresentanti in Parlamento”.
Ed ha proseguito:“Dopo che saranno state raccolte le firme toccherà anche alla Corte Costituzionale di assumersi le sue responsabilità, ammettendo i quesiti proposti e così consentendo ai cittadini di esprimersi”.
“Nel frattempo”, ha concluso Palumbo, “la responsabilità forse maggiore toccherà ai giornali ed alle televisioni, che da cinque anni accusano il Parlamento di essere quello dei ‘nominati’ piuttosto che degli ‘eletti’, e che quindi da oggi in avanti hanno il dovere di informare compiutamente i cittadini dell’opportunità che viene loro offerta, come purtroppo sin qui non hanno fatto”.
Ha concluso Mario Segni, evidenziando la necessità di tornare a un “Parlamento dei cittadini. E’ un programma enorme” di fronte a una “crisi irreversibile” che porterebbe a “un ulteriore peggioramento ed all’aggravarsi della situazione. Questa è un’operazione per risanare la politica italiana; e per farlo serve un grande movimento di popolo”.

Stefano Marzetti

1 commento

  1. Non firmerò. Non sono d’accordo con il porcellum, ma lo sono ancor meno con il mattarellum che questo referendum farebbero rivivere.
    La nostra Costituzione prevede e stabilisce l’elezione del Parlamento su base proporzionale. Con un referendum incostituzionale, nel ’93, è stato stravolto il senso stesso di tale legge. Ora non si capisce per quale motivo si debba tornare alla truffa del mattarellum e non alla Costituzione.
    Ad ogni modo occorrerebbe una riforma costitizionale, con una apposita Assemblea che preveda l’elezione diretta del Presidente della Repubblica con funzioni di governo e slegato dai partiti e l’elezione del Parlamento su base proporzionale pura, con funzioni legislative.

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