Molti indicatori fanno presumere un imminente collasso del sistema bipolare all’italiana, affermatosi nell’ultimo quindicennio, a immagine e somiglianza di Silvio Berlsuconi, che ne ha brevettato il modello.

L’auspicabile ritorno ad una politica fondata sulle idee e sui valori, piuttosto che sul leaderismo ed i messaggi pubblicitari, impone la nascita sulla base di forti radici culturali di nuovi soggetti politici o il rinnovamento di quelli esistenti. L’unica area che chiaramente si sta muovendo in tale direttrice è quella cattolica. Sarebbe quindi un magro risultato se, dopo 17 anni di transizione, si dovesse tornare alla DC. Nulla vieta al mondo cattolico di riorganizzarsi, – ha affermato Stefano de Luca, Segretario Nazionale del PLI – ma si impone, allo stesso tempo, al centro dello schieramento, la esistenza di un consistente  soggetto laico di ispirazione liberale, senza il quale sarà impossibile abbattere la spesa pubblica, sconfiggere il corporativismo dilagante ed imboccare la strada della modernità. La partita si giocherà tutta nei prossimi mesi, anche in previsione di più che probabili elezioni, nella primavera del 2012.

Il PLI si propone di compiere il massimo sforzo per accelerare, anche attraverso il referendum abrogativo della legge elettorale, la fine del berlusconismo, che penalizza l’Italia nei confronti dei mercati e dei maggiori Paesi Occidentali. Il Partito si prepara, inoltre, a presentare un programma di tagli alla burocrazia e alla spesa pubblica, nonché di rilancio dell’economia e dell’occupazione, con l’obiettivo di abbattere il debito pubblico ed innescare le condizioni per una significativa crescita del PIL.

I prossimi mesi saranno quindi cruciali per cambiare il corso di una politica, che ormai si è resa insopportabile alla stragrande maggioranza dei cittadini, anche a causa dei propri costosi privilegi, ed, inoltre, per assicurare, anche nel nostro Paese, come in tutti gli altri dell’Occidente, la non più rinviabile “rivoluzione liberale”.